Se Dalla è morto da vent'anni è da vent'anni che sono aumentati i sordi... di più
Il miglior regista italiano dopo (o al pari di) Mario Monicelli... sopravvalutato un cazzo. di più
punk rock allo stato puro! di più
Il disco forse più completo del loro catalogo, non un brano uguale all'altro, dal brano lungo e dalle tinte sinfoniche a quello invece più movimentato, dal brano incentrato sulla chitarra acustica a quello focalizzato sulla batteria, passando per quello incentrato sul basso... di più
Il sound suona ancora un po' "vecchio", Tony Kaye non è ancora l'uomo giusto e si fa sentire poco... ma la band dimostra già di che pasta è fatta dopo due album piuttosto trascurabili. di più
C'è poco da fare, penso che vada apprezzato proprio per la sua pomposità quasi invadente! Non apprezzare la sua pomposità equivale quasi a rinnegare la natura del progressive, ovvero che il più delle volte si prefigge di essere pretenzioso! È un po' come amare la cucina e non apprezzare una bella torta sostanziosa! Ok le quattro suites non scorreranno in maniera molto fluida come succedeva nei tre dischi precedenti ma il progressive non si prefigge certo di essere fluido! di più
un drogato perverso e contorto. un malato di mente. ecco perchè ha avuto tanto successo. di più
Un Capolavoro che morde allo stomaco. E un Mikkelsen gigantesco. di più
"Where do we go, now...?" Io direi a fare in culo, magari. di più
è tra i più grandi di sempre. Forse tra i primi 5. Considerate che, durante le riprese, manco si metteva dietro l'obiettivo per far posizionare gli attori ma faceva a occhio. Il suo occhio era la MDP. Disegnava gli storyboard da solo e non si sgarrava. Ogni disegno doveva essere riprodotto esattamente come lo aveva concepito. di più
Quintetto stellare! Devis, Hancock e Carter sublimi. Ma a spiccare sono il geniale Shorter al sax tenore e quel "figlio di puttana" di Tony Williams alla batteria. di più
Atmosfere estatiche e ipnotiche: l'ultimo disco della trilogia psichedelica dei Byrds ne è in qualche modo anche l'apice, non in termini qualitativi (difficile davvero scegliere tra i due precedenti e questo) ma in termini di "presa di coscienza lisergica" (che è un controsenso, lo so :D). di più
Il mio preferito dei Sonic Youth dopo Daydream Nation: trip da brivido (in The Diamond Sea sembra di viaggiare negli abissi del mare) e songwriting ai livelli del loro capolavoro. di più
Rivangare un esperimento che aveva già detto pressoché tutto,operazione controversa anche farla interpretare a Mr.Patton,sempre egregio ci mancherebbe..un po' forzata quello sì si può dire questa operazione,voto minimo ma anche perché c'è tutta una serie di cori e pantomine teatrali..c'è colore e anche l'orchestra!Ma dopo un po'.. di più
Un po le palle mi girano, vedendo certa stampa scoglionarsi a forza di parlare di mezze cartucce come Dente, Brunori, Colapiscio, quell'altro coglione che canta parole a casaccio, come se chiamava la, Brondi...mentre uno come Basile, tra i pochi cantautori validi per davvero, se lo cagano in pochi rispetto al merito che possiede. di più
Un pagliaccio che fa piagne. Ormai mi fa pena, non fa paura più nemmeno ad un bambino di 1 anno, ahahah. Il 2 è solo grazie ad "Antichrist Superstar" che, forse anche per merito di Trent Reznor, che allora era al top, rimane un grande album. di più
"Daverio non è un critico d'arte, è un imbonitore di folle." Francesco Bonami di più
...e pensate che era uno scrittore "popolare" e scriveva per necessità (debiti di gioco) non per "ispirazione". di più
Boh, spànano. Poco da dire. Spànano. di più
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