Tra le peggiori realtà del decennio scorso e - purtroppo - di quello attuale. di più
Il britpop è stato un duro colpo per il rock alternativo britannico (in special modo per il noise/shoegaze) e per la musica tutta. Fortunatamente, i Blur sono riusciti a dimostrare il loro valore appena terminata questa orrida moda musicale. Un vero peccato che si siano sciolti nel momento di apice creativo. di più
BLURidi di più
La Band più odiata da MadCat. di più
Band straordinaria e un pò sottavalutata. Meriterebbe l'Olimpo almeno per quanto riguarda gli anni 90. Perfetta espressione del pop in tutte le sue sfaccettature, con poche cadute di gusto e ritmo. Molte, invece, le b-side meritevoli e i singoloni, dai classici "Girls & Boys" e "Song 2" alle emozionanti "Universal" e "Out Of Time", ormai classici. Non hanno inventato niente, ma hanno reso al massimo la propria arte. di più
La celebre rivolta dei gladiatori messa in musica da un Trio crucco modellatosi sui Nice. Nonostante qualche furtarello ai danni degli ELP (Trilogy, Brain Salad) il concept è dotato di una sua briosa verve. The Deadly Dream Of Freedom è una bella ballad pianistica dal memorabile chorus. Ma il meglio viene con la poderosa The March To The Eternal City (con gli arabeschi al Moog della selvaggia Italian Improvisation) e con A Broken Dream, lo scontro finale con le legioni romane. di più
Stampa italiana degli anni '70, acquistata in un mercatino estivo. Non in condizioni eccelse ma neanche disastrate. di più
Una partenza eccellente (Sacre Scuole, Mi Fist, Penna Capitale). Dopo, solo piu' tanta sboronaggine - la vera piaga del rap. Ogni tanto, qualche buona canzone la infilano ancora in mezzo a tutta quella merda su basi dance. di più
Tristi imitatori del gangsta hip hop commerciale d'oltreoceano di più
Preso possesso della loro cucina economica, la coppia Thorn/Watt tira fuori dalle buste della spesa bossanova, guitar-pop, morbido jazz e polvere di malinconia Canterburiana per la loro prima intima cenetta. Un ineguagliato British Love Affair di meta' '80. di più
Hutter e Schneider giocano con la polisemia del titolo ed il decor anni ’30 della cover per evidenziare l’influenza dei due moloch moderni: il grande generatore - servo e padrone- e la mega antenna radiante. Fra la robotica voce del primo e gli impulsi radio emessi dalla seconda, due prototipi di pop song sintetica (Radio Activity e Airwaves). Chiude, con una nota dolceamara, Ohm Sweet Ohm, mantra radioattivo per mellotron e vocoder. Caution Radiation Kraftwerk. di più
Hutter e Schneider giocano con la polisemia del titolo ed il decor anni ’30 della cover per evidenziare l’influenza dei due moloch moderni: il grande generatore - servo e padrone- e la mega antenna radiante. Fra la robotica voce del primo e gli impulsi radio emessi dalla seconda, due prototipi di pop song sintetica (Radio Activity e Airwaves). Chiude, con una nota dolceamara, Ohm Sweet Ohm, mantra radioattivo per mellotron e vocoder. Caution Radiation Kraftwerk. di più