Costruito grazie ai Planned Accidents di Brian Eno è un Fantastic Voyage da Berlino a NYC (via Instanbul) più ondivago di Low e Heroes ma con alcune oscure perle new wave, come African Night Flight (piccolo gioiellino etno-funk), il JapRock Red Sails e la coppia Look Back In Anger-DJ che flirtano con la disco. Spazio alle incursioni di Belew (specie in Boys Keep Swingin, con gli altri che si scambiano gli strumenti) e House (violino bizantino nel reggae Yassassin). di più
Un gruppo di checche urlatrici alquanto isteriche. di più
Grandissimo! di più
From L.A. to Berlin. In stato di trance paranoide da cocaina, Bowie (ora smunto Tin White Duke con una nuova voce da Crooner malsano) registra (senza più ricordarsi come) uno dei suoi migliori dischi. Se la torrida Stay (con due mostri come Alomar e Slick) è l’apoteosi del suo white funk, e Wild is the Wind un omaggio a Nina Simone, è con la Title track che Bowie comincia ad ibridare l’r&b con l’elettronica, imboccando l’Autobahn kraftwerkiana verso nuove occulte magie sonore. di più
Attore con i controcazzi. di più
Uno dei migliori live dell'era-Wetton. Imperdibile. di più
Un doppio live che presenta due concerti completi, uno del 1995, l'altro del 1996. La formazione è al top, è la quarta fase della band, proiettata sempre verso la sperimentazione sonora. Potente, furioso. Suonano con la forza di ragazzini, ma con il solito controllo totale degli strumenti. Talento assoluto. Da avere. di più
L'album che apre la seconda fase dei King Crimson. Dopo aver inventato il progressive, ne dettano le regole per proiettarsi nel futuro. Le improvvisazioni diventano sempre più complesse, sostenute da una sezione ritmica incredibile. Assolutamente da avere. Impossibile non amarlo. di più
Album potente e ricco di idee e talento. tutto scivola su larghe improvvisazioni e destrutturazioni ritmiche e melodiche. Assolutamente da avere. di più
Questo è l'album che non deve mancare in nessuna casa. Almeno di coloro che amano veramente la Musica (M maiuscola voluta). Assoluto. Imprescindibile. Geniale. Seminale. Serve altro? di più
Un Masterpiece, come tutti gli album del periodo Wetton. Ha definito le regole del Progressive contemporaneo. di più
Uno dei migliori live dell'era-Wetton. Imperdibile. di più
Uno dei gruppi più geniali ed innovativi di tutta la musica contemporanea. Sempre 30 anni avanti gli altri! Fripp è un genio, e si è sempre circondato di artisti alla sua altezza. di più
Indubbiamente l'apice del Dark Sound inglese: malefico blend Proto Progressive contenente i semi del Death Metal e mille indicazioni x futuri macabri rituali. Una line up instabile e simulati sacrifici umani on stage divideranno pubblico e critica. Gli LP successivi saranno un velato ricordo di questo ineguagliato invito al Sabba...SATAN'S THERE! di più
è il disco dell'addio ad un ormai perso Syd Barrett. è un album a tratti disperato, nel tentativo di non essere sommersi da questa improvvisa dipartita umana e creativa. E come capita nei momenti disperati, si tira fuori il massimo. La chiusura del periodo psichedelico della band. L'inizio della storia della band. Ogni brano brilla di luce propria, con "Jugband Blues" ultimo guizzo di Barrett come apporto creativo al gruppo. di più
I Pink Floyd iniziano a prendere le misure con la gloria che arriverà. Manca ancora una certa maturità, ma l'album scorre godibile, ed affronta temi ed idee musicali che da "Echoes" in poi acquisteranno la giusta dimensione. Da scoprire, un piccolo capolavoro minore. di più
è il preludio alla fase matura del gruppo. "Echoes" è uno dei capolavori assoluti della band. "One of These Days" e "A Pillow of Wind" sono delle gemme, il resto è un gradevole riempitivo. di più
Un album che riscatta il debole "A Momentary lapse of Reason". Più compatto, compositivamente parlando. Più ricercato dal punto di vista dei testi. Pecca solo di un po' troppa nostalgia. ma al suo interno si trova anche il brano più bello scritto dal gruppo (tornato a lavorare in modalità più corale) da molti (troppi) anni a questa parte, ed in generale, è molto godibile, con qualche momento in cui la vena creativa sembra esser tornata quella di un tempo. di più
The Wall non è il miglior album dei Pink Floyd, sia chiaro. Ma è un ottimo concept, in cui la somma dei brani è assai maggiore della qualità dei singoli pezzi (escludendo poche, felici, eccezioni). I Pink Floyd sono ormai Waters-centrici, con tutti i pro ed i contro del contesto. Comunque da avere, e soprattutti da vedere: uno spettacolo live incredibile, sia l'originale, sia quello che sta attualmente portando in giro per il mondo Waters, forse ancor più bello, e che dona nuovi significati all' di più
Probabilmente uno dei migliori dischi solista di Roger Waters, con l'ausilio di Gilmour in alcuni brani.
Ah, è un album dei Pink Floyd? E Wright e Mason praticamente non ci suonano neanche? E Gilmour fa tre assoli, quattro fraseggi, cinque arpeggi e canta in un brano?
Uhm.. vabbè, è uno dei migliori album solisti di Roger Waters. Punto. di più