Smettetela di denigrarli! Questi qui spaccano... si, le palle. di più
Non mi hanno mai detto niente, ma hanno un loro perchè. di più
Per quanto mi riguarda questo è il lavoro degli Iron Maiden più riuscito. C'è una misticità di fondo e una "sofferenza" che negli altri capitoli non ho mai percepito. Forse ciò deriva dal fatto di essere l'unico concept della loro carriera. "Seventh son of a seventh son" ha una maturità artistica ed espressiva che lo rende unico e originale nella loro lunga carriera. La titletrack è la Bibbia dell'heavy metal. di più
Vale lo stesso discorso di "No prayer for the dying". Dopo il periodo d'oro le idee scarseggiano e il livello qualitativo scende. Si inizia a notare stanchezza e l'abbandono di Dickinson è il risultato di un momento complesso. Un prodotto sufficiente che ha nell'omonima song il suo punto massimo, nonchè uno degli highlight più conosciuti della Vergine. di più
Prima o poi doveva arrivare il cd "sbagliato". L'abbandono di Adrian Smith dal punto di vista del songwriting si fa sentire. Janick Gers ci metterà un po' a far valere le proprie caratteristiche, che verrano fuori soprattutto nel periodo successivo alla reunion. Nonostante non sia un album che regge il confronto con tutto quello che gli viene prima, contiene comunque buoni pezzi: tra tutti la titletrack, "Tailgunner", "The assassin" e "Mother Russia". di più
Il meglio. di più
All'epoca fu parecchio criticato. Poi è diventato uno dei loro cd più amati, forse perchè ne è stata compresa la carica "innovativa" con l'inserimento dei sintetizzatori e un'atmosfera globale molto più futuristica e meno "primitiva". "Wasted years", "Heaven can wait", "Stranger in a strange land" e la conclusiva "Alexander the great" sono delle gemme assolute. di più
Quinto centro su cinque. Disco "emblema" degli Iron Maiden: potenza, melodia, epicità, tecnica. Tutto quello che si chiede al metal classico. E "Rime of the ancient mariner" è uno dei massimi picchi compositivi dell'intero mondo del metal. di più
Altro masterpiece dei Maiden: il suono si fa più epico e brani come "Where eagles dare", "Revelations" e "To tame a land" lo dimostrano. Album perfetto, sentito, incarnazione dell'heavy metal, quello vero... di più
Venne tacciato di essere un perfetto idiota: l'ascolto dell'album suggerisce che l'idiozia e' forse il miglior modo di stare al mondo. di più
Immensi..capolavoro il disco d'esordio, sottovalutatissimo il secondo. di più
Caruccio, ma resta sempre un prodotto di MTV di più
Gran rottura di coglioni di più
Ho più volte rischiato il cancro all'udito per colpa della Gossow di più
Mai piaciuti, né prima né tanto meno adesso. E se consideriamo il fatto che li ho conosciuti ascoltando Stadium Arcadium...... di più
La sola HOW SOON IS NOW garantisce loro la giusta venerazione che ancora meritano oggi. Il resto e' storia. Una delle band piu' importanti degli ultimi 30 anni. di più
Gioiello Psych partorito da due menti sconvolte e sconvolgenti. Battistrada sia per il Progressive che per l'Hard Rock prossimi a venire. FIRE si erge come massimo rituale blasfemo: HORROR ROCK alla massima potenza! di più
Perla obliata. di più