Nuovo stile in quest'album, che abbandona del tutto la chillout e il pop per dare spazio ad un elettronica incentrata sul ritmo. Bjork si sa innovare sempre, e questa è la sua ultima, bellissima metamorfosi. di più
Pop qui finalmente di alta classe, la migliore produzione di Collins (che però la dice tutta sul resto). Molti i brani belli e ben fatti. Ma un disco prog da Collins non lo si avrà mai. di più
Voto 5 all'Exogenesis, che è il loro componimento migliore, lontano anni luce da qualsiasi altra musica abbiano composto. Ma pare che i tre si siano focalizzati su quello nei tre anni di realizzazione, perchè del resto (voto 2,5) si salvano solo Uprising (una nuova Time is Running Out) e Unnatural Selection. Per il resto, troppi accenni ad altri artisti e troppo pop. I Pink Floyd con Atom Heart Mother fecero lo stesso: bella la suite, meno il resto. di più
Giusta fusione tra il dark di Mirage e la ritmica di Moondawn. Riuscito splendidamente, ennesimo capolavoro. di più
Forse, assieme a Moondawn, il più completo di Schulze. Indimenticabile il primo brano. di più
Assieme a Mirage il mio preferito. Una vera e propria droga, festeggerò a breve il 30° anno di dipendenza. di più
Dopo anni un ritorno ai grandi livelli, predecessore della magnifica collaborazione con la Gerrard. Ritorno alla formula dei tre brani lunghi e ad uno stile conosono a Klaus. Sulla soglia dei 60 anni, un bentornato al maestro. di più
Album che dovrebbe limitarsi alla fantasmagorica suite finale. Brutte e prive di ispirazione le prime tre tracce. di più
L'anticamera del passaggio alla musica "semplice", non resterà impresso. Bella la suite omonima, in tutte le sue parti. di più
Album bruttino, si salva solo il brano d'apertura (Taurus) di più
Si apre con un'altra hit indimenticabile, To France, e si chiude con un brano bellissimo, The Lake. Bella anche la title-track, unica traccia in cui la voce di Barry Palmer ha un senso. Tutto il resto è noia (cit.), ma il disco risulta buono nel complesso. di più
Il peggior album di Mike. Un lavoro pop mal riuscito, nessuna traccia interessante, mancanza totale di ispirazione. Poteva prendersi una pausa e risparmiarci robaccia simile. di più
Il frutto della furia contro la Virgin porta buoni risultati, il miglior lavoro oldfieldiano degli anni '80. di più
Riuscitissimo viaggio nella musica celtica con riarrangiamenti di brani tradizionali misti a composizioni inedite. Bello ed orecchiabile. di più
Buon disco, ottimi arrangiamenti, un tentativo di adattare Tubular Bells ai nuovi orizzonti elettronici, riuscito però solo a metà. Troppo distante dall'originale, ma buono nel complesso. di più
'Somma, da un disco solo per chitarra mi aspettavo di più, visto il talento di Mike con lo strumento. Carino ma dopo un po' alquanto monotono... di più
Una ri-registrazione di Tubular Bells (l'originale) con separazione dei brani e "rinnovamento" dei suoni. Buono ma non necessario, un re-mastered come quello del 2009 sarebbe bastato e avanzato. di più
L'opera classica di Oldfield, bella ed emozionante. Unica pecca lo stile troppo simile ad una colonna sonora per film, ma nessuno è perfetto. di più
Confermo quanto già detto in precedenza, disco frutto di una totale crisi d'ispirazione e nulla più. di più
Primo album nello stile chillout che ha colpito Oldfield negli anni 2000. Un po' scontato negli arrangiamenti, orecchiabile senza lasciare il segno. di più