Con questo lavoro Battiato esce definitivamente dai canoni "musicali". Il primo brano è la ripetizione di accordi per circa 20 min, il secondo un collage di suoni apparentemente casuali e spezzoni che quasi sembrano pezzi di Messien. Inascoltabile, 1. di più
Se in Juke Box veniva evoluto il concetto del secondo brano dell'album "Battiato", qui viene ripreso quello del primo. Due lunghe facciate dove vengono ripetute la stessa scala di note (prima) e accordo (seconda). Martellante e oppressivo, sperimentale quanto (secondo me) inutile. Inascoltabile, 3. di più
Disco ascoltabile e piacevole. Pop allo stato puro, con qualche influenza elettro-world )(title-track). Buono ma nulla più. Niente di nuovo. di più
Magnifico, forse meglio di molti lavori col gruppo. Gahan dimostra che se avesse lasciato perdere la droga e avesse dato di più alla band le cose sarebbero andate ancora meglio. Nessun brano fuori posto, tutto coincide alla perfezione. Gli arrangiamenti di Christian Eigner sono spettacolari, l'elettronica domina in maniera maestosa. di più
Il primo grande capolavoro. Il disco più oscuro, il più compatto, il più affine, quello indimenticabile. La title-track resta ad oggi il loro brano più bello e toccante. Molto bella anche la famosa Pure Morning. di più
Tra i lavori pop di Oldfield, sicuramente il migliore. Bellissima la suite, indimenticabile Moonlight Shadow, scontata Foreign Affair. di più
Inferiore ai predecessori per taluni, semplicemente diverso a mio parere, non riesce comunque a toccare, nel campo dell'elettronica con ritmi e drum, quello che avevano toccato i predecessori nella musica melodica. Comunque molto bello. di più
Poteva essere un altro 5-stars, ma stavolta, con coraggio, Oldfield lo "tira troppo per le lunghe". Quattro brani da 30 min circa ciascuno finiscono a rigor di logica per annoiare, complimenti comunque per la musica e il coraggio. Album per pochi. di più
Difficilmente ci si sarebbe aspettato, dopo i vari lavori pop, un gran disco come questo da Mike. Dopo Tubular Bells, che è di un altro pianeta, il miglior disco con Ommadawn, un'opera sublime con cui Oldfield rialza prepotentemente la testa dopo i lavoracci come Heaven's Open e TB 2. di più
Il peggiore assieme a Earth Moving e Tubular Bells II, la voce di Oldfield non è brutta ma spesso inadatta al contesto pop (o forse sarebbe meglio dire viceversa). di più
Altro disco di alti e bassi, ottima The Wind Chimes, belle Flying Start e la title-track, orrenda Magic Touch, anticamera della musicaccia di Earth Moving. Tanto fumo e poco arrosto. di più
Indissolubile pietra miliare dell'elettronica, bellissimo nel suo complesso, innovativo per il tempo e lo stile, rispetto a ciò che era l'elettronica anni '70 in via di sviluppo. La Part IV è una hit che resta in mente ancora oggi. di più
Altro album marchiato Gore, che però rappresenta un'innovazione in quanto vi è qualcosa di diverso dai precedenti. Dopo anni di attività il gruppo sa ancora innovarsi. Classificabile tra Violator e SOFAD. di più
Colonna sonora probabilmente composta con scarso impegno (in pratica ogni brano è rivisitazione di un unico tema), al tempo Jarre era già intento a comporre quello che sarebbe diventato un capolavoro. di più
Cambio di rotta totale per Jarre, riuscitissimo ed originale. Da composizioni senza voci nè titoli (solo divise in parti), qui le voci campionate sono protagoniste e per la prima volta appaiono anche titoli dei brani. Il lavoro più sperimentale ed originale di JMJ. di più
Composto quasi esclusivamente in onore dell'evento omonimo (concerto a Houston), ne esce però un gran bel disco, dai toni blandi e molto tristi (Part IV, altra hit, a parte) e dunque diverso dai precedenti. Per la prima volta ingresso della musica acustica in una composizione di JMJ. di più
L'album più "politicamente impegnato" di Jarre, caratterizzato da un mix di suoni arabeggianti e pop, non brutto, ma in confronto agli altri leggermente inferiore, anche a causa di brani (la title track e September) quasi senza senso. di più
Dopo anni riecco un disco degno dell'attributo di capolavoro. Jarre si adatta ai tempi, e tira fuori un "Oxygène moderno" degno dei primi due lavori. Bellissima ed emozionante l'overture (Part I), mentre la IV (casualità, il numero è sempre quello) diviene di nuovo una hit. di più
Reprise di Oxygène, ben fatto nel complesso ma bello solo a tratti. Oxygène 9 è un'evidente reprise della Part I dell'originale; difficile cogliere differenze tra i brani Oxygène 7 e 12. Ox. 8 è forse l'ultima hit jarrettiana. di più
Poche le informazioni su questo disco, frutto di varie Sessions con altri musicisti. Si sente molto la poca ricerca negli arrangiamenti, ma alcuni brani non sono affatto male. di più