A mio parere il miglior album prodotto da Mr. Robert Zimmerman almeno fino al 1975. Il Dylan successivo a "Desire" non l'ho più seguito. Lo trovo più scorrevole ed assimilabile di altri grandi classici precedenti, non sempre così vibranti e freschi. Un'icona più per quello che ha sempre professato, soprattutto a livello di messaggio mediatico con i suoi brani manifesto, che per la sua bravura nel cantare. di più
Esordio per il primo vero genio chitarristico della storia del Rock. Cosparso di classici memorabili come "Purple Haze", "Hey Joe", "Foxy Lady" (che apre alla grande l'album) e "Can You See Me", tutti presentati in versioni rabbiose al festival pop di Monterey. Da qui in poi i chitarristi di ogni epoca dovranno far riferimento al suo genio. di più
E' proprio l'esordio probabilmente la release meglio riuscita al quartetto del Re Lucertola Jim Morrison. In esso alcuni dei loro brani più leggendari come "Light My Fire" e la lunga autobiografica "The End", autentico manifesto del vissuto Morrisoniano. di più
Incommensurabili: i King Crimson del Thrash Metal di più
Disco semplicemente epocale. Hard Rock seminale e termine di paragone per tutte le generazioni a venire. di più
Capolavoro delle pietre rotolanti, con brani di adrenalinico rock alternati a sognanti ballate acustiche e ad immancabili episodi dai quali scaturiva l'eternamente bluesy anima del gruppo. di più
Un disco che ha rivoltato il rock come un calzino. Rumoristico, alienato ed alienante. Un tappeto ritmico tipicamente rock fa da bordone alle frenetiche "galoppate" folli di una chitarra incontenibile, malata, straniante e a rumori e sospiri di una claustrofobica realtà esistenziale. Strepitoso! di più
Il mio preferito del boss, brani a tratti malinconici, mesti, introspettivi, a declamare i drammi quotidiani di losers della working class o storie di amori disillusi. Tutto accade al crepuscolo, alla periferia della città... di più
Un capolavoro dell'epopea Folk-Rock a stelle e strisce. Intimo, sofferto, evocativo. Un Neil Young sempre sull'orlo della stonatura dona però una tale profondità alle sue ballate, che sembra di vivere e di soffrire quelle storie assieme a lui. di più
Altro disco epocale del genere Hard Rock. Il frastuono iniziale che precede "Speed King" è il big bang di questo genere musicale. di più
Primo e più riuscito episodio di una lunga discografia. In bilico tra passato musicale di ogni singolo componente (ex King Crimson, ELP, Yes e Buggles) e melodie velatamente pop in stile inizio ottanta. Una piccola perla che continua a brillare. di più
L'Hard Rock melodico muta definitivamente in un AOR di qualità ed intensità inarrivabili. Un capolavoro, una pietra miliare! di più
L'apice creativo di Bowie. Dopo gli splendidi lavori dell'epoca glam, e dopo la quasi autodistruzione del periodo '74-'76, a berlino il duca si reinventa e grazie anche alla collaborazione con Eno, sforna una terna di album epocali di cui "Heroes" è l'apice. Qui sono gettate le basi per la futura new-wave ottantiana. di più
Un viaggio elettronico nello spazio sidereo, tra rumori di comete che sfiorano la nostra mente e il "rumoroso" silenzio del vuoto. di più
Nonostante "Tommy" sia inequivocabilmente un'opera rock meravigliosamente riuscita io preferisco "Who'S Next", meno impegnativo, più graffiante, molto più vicino al mio concetto di rock puro, senza tante orchestrazioni e abbellimenti da sala d'incisione. Potrebbero equivalersi ma questo mi dà molto più una bella scossa di adrenalina pura. di più
Tosto, granitico, con brani come "Back In The Saddle" classica apripista dei loro concerti, l'irruenta "Rats In The Cellar" e la zeppeliniana "Nobody's Fault". Il loro migliore! di più
Eccezionale connubio tra l'Hard Rock evoluto dei primi album ed il Prog Rock più raffinato ed intelligente. "Xanadu" un brano senza epoca! di più
Gli Styx sono ancora un po' acerbi ma già inconfondibili. "Suite Madame Blue" vale da solo tutto l'album. di più
Forse il disco migliore dei Kiss questo loro secondo. Autentiche mazzate brani come la title track, "Parasite" e "Watchin' You". di più
L'album che da solo permette di conoscere tutta l'epopea BOC, cosparso com'è di brani che vanno dall'Hard più viscerale degli esordi ("Lips In The Hills") a brani più melodici ed accativanti ("Unknown Tongue") agli imprevedibili stacchi jazzati di "Monsters". Geniale direi. di più