Affettivamente è il mio disco preferito dei Genesis e anche ignorando ciò per me resta sul podio dei loro lavori migliori e la storia che non vale i precedenti perché non ci canta più Gabrieluzzo è un po' stantia direi, anzi direi che è un po' 'na cazzata. Questo è, insieme a "Foxtrot" (e forse "Nursery Cryme") il disco più compatto e privo di punti deboli o cali di tensione in tutta la loro discografia. 8 canzoni 8 meraviglie, non si scappa. Lavoro di un gruppo maturo, che anche privato di un elemento indubbiamente importante, si riscopre (dopo gli strascichi della lavorazione complessa dell'agnello) unito, coeso e straordinariamente maturo da un punto di vista compositivo ed esecutivo, con Banks che finalmente prende le redini del gruppo al 100% e Collins si scopre definitivamente ottima prima voce e istrione carismatico perfetto per sostituire l'amico. Momento più alto ? Cambia ad ogni ascolto, oggi come oggi direi il singhiozzo sommesso, il pianto quasi trattenuto, quel "Canto della Megattera" della chitarra di Hackett nella parte centrale di Ripples, a duettare mirabilmente con la tastiera di Banks. Capolavoro-issimo.
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