Il mio preferito dei Renaissance, trovo sia il loro album più compatto e coeso, senza un punto debole o un pezzo meno riuscito. Loro sono perfetti quando si cerca una musica tanto raffinata (colma di pianoforte e riferimenti "classici") quanto leggera e di semplice ascolto, quasi "Pop" nelle intenzioni, colma di melodie cristalline e straordinariamente ispirate (nonché a volte gustosamente cupe/malinconiche e drammatiche), esaltate nella parte cantata dalla voce chettelodicoafare della Haslam. Nemmeno i testi sono male, anzi. Qui ci sono "Mother Russia" "Black Flame" "Things i don't Understand" che sono tutti brani tra i migliori del gruppo ("Running Hard" pure è bella ma la trovo un po' macchinosa in alcuni passaggi), con momenti e melodie da brividi e poi c'è "Cold is Being" cupo e raggelante paesaggio di morte, ripresa dall'Adagio di "Albinoni" (che pare non sia di Albinoni in realtà) e suonata dopo aver sfilato la colonna vertebrale al nonno di Nico, dei Sardi.
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