Tra i fumetti di Zerocalcare letti, questo forse è quello che ho trovato più amaro in assoluto, potenzialmente destinato a diventare il mio preferito (sperando che la seconda parte si mantenga su uguale livello). La struttura certo non si discosta da quella dell'armadillo (una raccolta di storie e fatti in cui solo timidamente viene inserita una sottotrama orizzontale relativa a un bando di concorso). Laddove tema dell'esordio però erano le piccole amarezze della vita quotidiana e tutto sommato si respirava una certa leggerezza di fondo, qui queste amarezze diventano voragini profondissime, nidi dei propri demoni interiori, da cui poter scampare apparentemente soltanto con la corazza del menefreghismo.
Ottimo l'approfondimento psicologico dedicato al cast di comprimari (che poi sono gli amici di Zerocalcare), adeguato al tema: paranoie, paure, amarezze più o meno grandi, frustrazioni personali; ogni vignetta è amarissima e nessuno viene risparmiato.
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