Un altro disco molto bello, il secondo album di Mia Martini, trascinato dall'evergreen "Piccolo uomo" meritatamente tra le sue canzoni di maggior successo. Forse non raggiunge l'intensità drammatica dell'esordio né la pura bellezza melodica de "Il giorno dopo" ma rimane comunque, per me, solo di pochissimo inferiore. Ad elevare questo album è soprattutto "Valsinha" la canzone che la Martini pare preferisse tra tutte quelle da lei interpretate e di cui da un'interpretazione davvero da brividi (il pezzo, ovviamente, di Buarque/de Moraes, è un capolavoro in qualsiasi salsa lo si metta). Altre canzoni splendide sono "Donna sola" "Questo amore vero" "Amanti" "Tu che sei sempre tu" (brividi, anche qui, per testo, melodia, interpretazione, talento vocale) e la cover di "Border Song" di Elton John, con un nuovo testo in italiano che diventa un'altra premonizione del suo destino.
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