Secondo splendido disco della "triade" di album migliori delle Orme (per quanto quasi tutti quelli da "Contrappunti" all'Ape siano anch'essi molto belli). Rispetto a "Collage" qui i testi vertono su tematiche, tutte "al femminile", ancora più solari, allegre e ottimiste. Al contrario. Ragazzine violentate, stalking con tentata home invasion, donne in manicomio ecc. EVVIVA! Che band gioiosa. Il tutto a volte "edulcorato" da musica e arrangiamenti rassicuranti e delicati o anche da testi ricchi di immagini evocative che cercano di essere il meno espliciti possibile, "Gioco di bimba" su tutte in questo senso, mentre trovo meraviglioso il contrasto tra la dolcezza musicale (con bonus dell'elettrizzante solo al synth appena comprato di Pagliuca) e il testo da magone e decisamente più esplicito in "Figure di cartone", che è una delle mie preferite del repertorio Orme, al pari di "La porta chiusa" che invece è il brano in cui viene abbandonata ogni delicatezza soprattutto a livello musicale, pezzo costantemente inquieto nelle atmosfere, cupo, incalzante ed elettrico, angosciante anche nel cantato di un grande Tagliapietra. Ancora più elettrico (il brano più aggressivo e "rock" del disco, oltre che cupo, come sbagliare) è lo strumentale "Alienazione", con Hammond e tastiere varie di Pagliuca che la buttano per bene sulla distorsione elettrica, con sonorità davvero strepitose a mio gusto. Ah e la copertina è favolosa.
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