Secondo capolavoro alla regia per il regista friuliano, che segue la scia dello splendido esordio per quanto concerne le tematiche (la voglia di riscatto del sottoproletariato urbano, ecc.) ma che si rivela già più maturo. E poi ci sono una sontuosa Anna Magnani, in una delle sue tante strabilianti interpretazioni, e tante inquadrature mozzafiato, con tanto di espliciti omaggi alla pittura del Quattrocento (l'immagine di Ettore morente fu modellata sul "Cristo morto" di Mantegna). 9,5.
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