Uno degli esordi più sconvolgenti nella musica italiana. Un disco pesante, ostico, difficile perché totalmente immerso nel più nero pessimismo senza via d'uscita e con al centro i testi, testi, e ancora testi, l'arrangiamento è scarno e di puro accompagnamento ma centratissimo, violini, violoncelli, flauti danno quel tocco giusto ogni tanto mentre Lolli accompagnato da una semplicissima acustica ci trascina nel suo buco nero. Disco crudo, spiazzante, uno dei più pessimisti mai sentiti in Italia.
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