I testi sono belli, ma musicalmente non mi piace manco per il cazzo di più
Il gelo di Battles in the North, e l'oscurità di Diabolical Fullmoon Mysticism, compattati da una produzione meno fracassona e dai suoni più genuini (la drum machine di Blizzard Beast ancora non è nemmeno un'ipotesi). Il risultato è uno dei dischi più interessanti, plasmati dal metallo corvino norvegese. di più
Beh sì, davvero mastodontici. Crack the Skye e Leviathan su tutti. Però live sono stonatissimi... di più
meh... di più
simpaticoni di più
Canzoncine per ragazzini di più
Due pallini perchè in fondo sono simpatici... di più
"Senta Aldrin non sono così rilassato come pensa la gente, ecco come stanno le cose: io suonerò e voi fluttuerete lassù e ve la godrete!" (I Simpson 05x15) di più
Il punto d'arrivo definitivo della poetica Grazianiana, in tutte le sue molteplici sfaccettature. Album ispiratissimo dove non c'è un solo momento sottotono, ma sinceramente ho un debole per la Title-Track, "Fuoco sulla Collina" e "Canzone per Susy". Storia della musica e del Rock italiano. di più
Psychedelia Brasileira di più
Perirono artisticamente dopo il primo disco. Unico prodotto valido di una discografia troppo monocorde. di più
Thrash/death viscerale a cavallo tra anni ottanta e novanta, in più quella perla epica di "Back to North". di più
Lavoro che non ho mai amato. Forse quello che meno mi attira del progetto Ayreon. Lento, macchinoso, privo di spunti. Pezzi costruiti nello stesso modo, problema che raramente Lucassen ha mostrato. (5) di più
Riascoltato dopo anni non mi ha dato le stesse emozioni, forse perchè mi sono troppo allontanato dal genere. E' comunque un debutto degno di nota, il primo episodio di una realtà interessante e tra le più floride del mondo prog metal degli ultimi decenni. (7) di più
Negli ultimi 15 anni i Metal Church hanno dato alla luce sempre lo stesso disco e anche questo si inserisce nel solco delle cose già sentite. Mestiere, di nuovo ben suonato e pulito in tutto. Compitino. (6) di più
Sempre la stessa formula, forma canzone standard e poche idee. Detto questo è un altro album che si lascia ascoltare ma di cui ci si dimentica subito. Sufficienza. (6) di più
Orecchiabile, ben suonato, ma anche ascoltato mille volte e troppo uguale a se stesso. Lavoro di mestiere. (6.5) di più
Ronny Munroe entra in pianta stabile dietro il microfono e ci sa fare. Lavoro ancora una volta solido, di heavy come andrebbe suonato. Certo è che ci si fossilizza ormai su una struttura abbastanza masticata. Rimane però il miglior disco dell'ultima fase di carriera dei Metal Church. (7) di più
Primo vero passo falso. Il ritorno di Wayne non aggiunge nulla, anzi sono uno di quelli che lo sente decisamente poco in forma in questo disco. Privo di idee, senza guizzi, ricicla le atmosfere dei due dischi precedenti senza raggiungerne i risultati. (5.5) di più