“Touched by the Crimson King” è il secondo episodio del combo Hansi Kursch e Jon Schaffer. Ammetto di aver ascoltato pochissimo del loro album di esordio, ma sicuramente si sta parlando di un bel passo avanti. È un album power metal (un po’ particolare per la verità), che riesce ad unire bene le sonorità di Blind Guardian e Iced Earth, di cui i personaggi sopra citati sono rispettivamente cantante e chitarrista e che delinea un suono personale ben strutturato.
Si inizia subito alla grandissima con “Crimson King”, un brano davvero epico e cattivo, probabilmente il migliore dell’intero lavoro. Ottimo il ritornello ed efficacissima ed ispirata la parte acustica interna. Hansi e Jon danno da subito il meglio di loro, il primo più che altro con una interpretazione giocata, come nell’intero album, e diciamo pure come sempre, non tanto sulla tecnica, ma sull’emozione e sull’aggressività, e Jon con l’esecuzione di riffing precisissimi e potenti, e con delle basi solide e veloci.
“Beneath the Waves”, calma subito le atmosfere dure dell’inizio per portare l’atmosfera su qualcosa di più malinconico, drammatico. Anche “Terror Train”, nonostante sia la composizione più dura dell’album, mantiene quel qualcosa di inquieto, di nostalgico. Questa scelta, che si sente in ogni canzone, può essere data dai temi trattati nelle particolarissime lyrics, che prendono spunto in parte da ”La Torre Nera” di Stephen King, autore alquanto apprezzato dal vecchio buon Hansi.
Un altro tratto particolare del lavoro è senz’altro il costante utilizzo di cupi arpeggi acustici, che si notano subito nella traccia successica : l’ottima semi-ballad “Seize the Day”, nella appassionante e bella “Love’s tragedy asunder”, nelle sorpassabili e alla lunga noiose “Gunslinger” e “Wicked Witch” e nella carina, anche se sa di già sentita, “Down Where I Am”.
“Dorian” è invece un ottimo connubio tra potenza, mistero e inquietudine. Diversi i cambi di tempo, per lo più azzeccati. Potrebbe essere uno degli apici del disco se la parte intermediaria non fosse così lunga e ripetitiva.
Troviamo infine una inutile cover di “Immagrion Song” degli Zep: la classica canzone “usa e getta”, da ascoltare un paio di volte e poi cestinare.
A differenza di tantissimi lavori power è da notare anche l’assenza di assoli sparati. Come qualcuno già saprà Jon (anche quando compone negli Iced Earth) preferisce puntare più sulla parte ritmica che nella solistica, anche perché non si sente sicurissimo e abilissimo per gli assoli. I pochi che comunque compaiono (suonati da Jim Morris), come appena detto non puntano sulla velocità ma sulla calma e sulla emozionalità, e restano comunque più che buoni.
In generale un lavoro elevato (in alcune occasioni elevatissimo), piacevolissimo, ascoltabile e prodotto benissimo. La scelta appunto di puntare molto su atmosfere malinconiche e toccanti si rileva coraggiosa, soprattutto per un genere come il power metal, che punta soprattutto nella frenesia, nell’aggressività e nella velocità, ma che alla lunga risulta diventare monotona e statica. Insomma… “il classico bell’album che non rimarrà nella storia”…
L'album non è un capolavoro ma comunque si tratta di un side-project e quindi c'è tempo per migliorare.
La batteria sovrasta addirittura la chitarra e inoltre la voce viene sempre distorta da quegli effetti.