Destroyer
Trouble In Dreams

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La scena indipendente canadese negli ultimi due lustri è stata davvero prolifica, giusto per citare, qualche artista principale: il Rock vintage-psichedelico dei Black Mountain,  il raffinato Pop degli Arcade Fire, i Broken Social Scene, il Post-Rock dei colossi GY!BE, A Silver Mt. Zion, Do Make Say Think e Fly Pan Am.

Ad aggiungersi alla lista dei suddetti artisti, un personaggio che presenta più anni di pubblicazioni discografiche alle spalle è Il barbuto Vancouveriano Daniel Bejar,  il quale alterna la sua carriera da compositore e cantautore principalmente tra due progetti, i Destroyer e i New Pornographers, probabilmente noto maggiormente per quest'ultima Band con la quale ha prodotto uno dei dischi migliori della scena in questione, ovvero "Twin Cinema" del 2006, forse l' anno di maggior ispirazione per il Songwriter canadese poiché contemporaneamente con i Destroyer pubblicò "Destroyer's Rubies", altro suo caposaldo artistico e inoltre anche il primo disco con il "supergruppo" Swan Lake per la Jagjaguwar . Le influenze artistiche principali, ammesse da Dan e soci sono principalmente i Pavement e Guided By Voices, con i quali condividono quel gusto per una  forma canzone imprevedibile dai tratti intensi e malinconici di scuola Matador Records.

"Trouble In Dreams", pubblicato dalla Merge nel 2008 è forse il lavoro più riflessivo dell'artista, già a partire dal titolo, che mette in evidenza le difficoltà, le preoccupazioni o in generale esperienze di vita quotidiana che si ripresentano nella mente dell'individuo in una scena teatrale all'interno della nostra mente, che possiamo identificare con dei simboli ben precisi, sui quali si tende a cercare un'interpretazione valida, o che talvolta è meglio dimenticare appena svegli per evitare di regalare soldi allo stato giocando dei numeri dopo aver visto il librone dei sogni, della smorfia o qualche programma di qualche signora urlante in qualche televisione privata a dettare numeri ai telespettatori. Simboli dei sogni che si ripresentano nell'album in questione attraverso pensieri del cantautore, il fiore e la fiamma blu del titolo di apertura "Blue Flower/Blue Flame",  sognanti presagi o riflessioni sulla natura come il testo di "Rivers". Dan Bejar racconta anche che i sogni e le esperienze possono anche essere condivise "Common scars brought us together.." (nel brano "Introducing Angels").

Lo stile dei Destroyer presenta un approccio più cantautoriale e ricercato rispetto agli altri progetti in questione, anche se l'amore per il chitarrismo Pixiesiano e la canzone di Frank Black presente nei New Pornographers è una caratteristica che difficilmente si tende a dimenticare, così come una poetica compositiva associabile a quella di uno Stephen Malkmus. A fare la differenza nel lavoro in questione sono però gli arrangiamenti del tastierista Ted Bois nella splendida "Shooting Rockets (from the Desk of Night's Ape)", una base pianistica che si presenta come perfetto sottofondo alla chitarra di Nicholas Bragg, dando vita al momento più intenso dell'opera. 

Disco che con "Your Blues" e i sopracitati lavori, mette in mostra ulteriormente il talento compositivo di Bejar e dei suoi collaboratori, un connubio di enigmatiche e intense liriche associate ad una musica che presenta senza dubbio una certa originalità e personalità, per la felicità di tutti i Radical Chic che vogliono darsi un tono e fingersi intellettuali all'occorrenza ovviamente.

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Commenti (Dieci)

brainiac
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"La scena indipendente canadese negli ultimi due lustri è stata davvero prolifica"...oltre ad avere il grandissimo merito d'averci regalato Trombino e Pompadour, aggiungerei. Se c'è influenza Pixiana vado ad ascoltare, potrebbe fare al caso mio.
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ProgRock
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@Brain:I Pixies si sentono maggiormente nell'altro gruppo di Bejar, I New Pornographers di "Twin Cinema", album pubblicato nel 2005 ma presentato nel 2006 al Polar Music Prize, dove son elencati i dischi e gli artisti che ho citato nella recensione.Se cerchi quello stile ti consiglio di iniziare con l'album dei NP, ma non escludo che ti possano piacere anche i Destroyer.
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zzot
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che cos'ha di radical chic la scena indie canadese?? sono tutti barbuti e puzzolenti e con le camice a scacchi rossi e neri. Grandi artisti comunque, come tutti i gruppi che hai citato nella ricca recensione. Sicuramente è una proposta interessante. La ascolterò.
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ProgRock
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Nulla appunto, il termine radical chic è stato appioppato facilmente ultimamente sul sito:).
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TheJargonKing
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Ottima, bravo. Grazie per la segnalazione piuttosto intrigante.
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macaco
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Ok, bravo, ma adesso basta indie, VOGLIO RIOOOOOOOO!!!!
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Darkeve
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interessante...cerco sia questo che i np...in fondo essere un radical chic è la mia massima ispirazione...
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Darkeve
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aspirazione...minchia dislessia portami via...
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ProgRock
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@Macaco: ho in serbo qualcosa di Rio/Avant da mandare, spero di inviarle al più presto, non anticipo i titoli anche se mi sa di averne parlato da qualche parte di dischi del genere che stavo ascoltando, ma forse intendevi la Band del fratello di Ligabue immagino.@Darkeve:è l'aspirazione di molti, bisogna solo stare attenti a figure preistorico-medioevali(dragosauri) in agguato.
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jdv666
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bien :)
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