Copertina di Devourment Butcher The Weak
Jawbreaker

• Voto:

Per appassionati di death metal estremo e grindcore, fan delle sonorità brutali e sperimentali, ascoltatori underground e curiosi di metal contaminato
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LA RECENSIONE

"Cos'è questa roba?", si chiederà il neo-metallaro poco avvezzo al brutal-estremismo sonoro semi-underground, non appena lascierà suonare i Devourment nello stereo. In effetti la proposta brutal-musicale di questi TRE americani è alquanto singolare. Tre sono anche le particolarità che si possono scorgere.

Senza dubbio la prima è la voce, tra le più basse e marce che si possano immaginare; un misto tra il suono del soffio sull'apertura della bottiglia e una rana. Tuttavia non ritma, non fa sbattere la testa, funziona insomma da sottofondo malato e confuso. Le chitarre non producono riffs. E se lo fanno, questi non si sentono, quanto sono impastati. Ogni tanto qualche rallentamento classico (zuzzuzzuru-zuruzuzzuzzu) ci ricorda che si tratta pur sempre di Death Metal.

Praticamente l'unico strumento che si sente è la batteria, alla quale voce e strumenti fanno da accompagnamento nel lungo assolo di blast beats e cambi di tempo per tutta la durata del disco. Ma anche il suono della batteria ha qualcosa che non convince: la cassa (ovviamente doppia) quasi non si sente e le parti ultraveloci (veri uragani sonori) sono affidate esclusivamente al rullante (o a qualche altro tamburo, non mi intendo di batteria) e ai piatti. Le otto tracce, non superiori ai 4 minuti e mezzo, trattano tutte temi seri e stimolanti, quali ad esempio elettroschock anali, fellatio su coltelli, e amenità simili. In ogni caso non c'è verso di capire i testi, se non leggendo il booklet.
Fin qui la descrizione.

Questo "Butcher The Weak", sebbene abbia una sua struttura e una sua razionalità, non risulta convincente. E' a mio avviso poco cupo, mixato male, o comunque mixato con poca attenzione ai bassi. Ho avuto modo di ascoltare il precedente "1.3.8.", ed è un disco di tutt'altro spessore, un vero camion in faccia. Questo non raggiunge lo stesso livello. Sarà il growl del nuovo cantante, poco growl e molto ululato; sarà la produzione, che risultando più pulita trasmette poco disagio e poco fascino.
I Devourment, dalla pubblicazione di "1.3.8.", fanno scuola. Inutile negarlo. Suonano Death Metal, ma con un'attitudine Grindcore: niente riffoni e niente assoli, tempesta sonora e rutto libero. Possono disgustare (e come dare torto al disgustato?) o piacere tantissimo. A me non dispiacciono. Se li dovete ascoltare per la prima volta, procuratevi però "1.3.8."

Voto: 3,5

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Riassunto del Bot

La recensione analizza 'Butcher The Weak', album dei Devourment, evidenziandone la voce bassa e gutturale, la predominanza della batteria e un mixaggio discutibile. Rispetto al precedente '1.3.8.', questo disco risulta meno greve e meno convincente, anche se mantiene una forte attitudine grindcore che può piacere o disgustare.

Tracce testi video

01   Butcher the Weak (03:50)

02   Masturbating at the Slab (03:43)

03   Serial Cocksucker (03:31)

04   Tomb of Scabs (03:35)

05   Autoerotic Asphyxiation (03:13)

Leggi il testo

06   Anal Electrocution (04:09)

07   Fuck Her Head Off (04:00)

Devourment

Devourment è una band brutal death metal di Dallas, Texas, formata nel 1995 e considerata tra i nomi di riferimento dello slam death metal. Tra i lavori più noti figurano Molesting the Decapitated (1999), Butcher the Weak, Unleash the Carnivore, Conceived in Sewage e Obscene Majesty.
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