In questi giorni che mi mettono malinconia per un'estate che va a finire, sorvolo con le dita sulla lista dei cd, e vado a trovare il degno contraltare all'autunno che si avvicina, quel Dick Dale maestro della chitarra che avrà influenzato più di qualcuno negli anni suoi a venire.

Dick Dale, "king of the surf guitar" come si (auto)definirà qualche tempo dopo, esordisce con questo "Surfer's Choice" nel 1962 - epoche antidiluviane, se le consideriamo con gli occhi e le orecchie di oggi. Ma... per i più giovincelli: chi è questo Dick Dale? La cosiddetta "surf music" nasce con questo disco, e non credo ci sia bisogno di aggiungere chi saranno i figliocci diretti e più ispirati a questo signore (oltre a tutta una serie di gruppi/gruppetti arrivati fino ad oggi, magari più per moda che per ispirazione). Forse meglio possono spiegare le canzoni: Sloop John B e Misirlou Twist. La prima, vecchissima folk song caraibica scovata da un archivio dell'editore Carl Sandburg datato 1927, portata (giustamente) al successo dai figliocci detti sopra. La seconda, pure coverizzata da Wilson & Co. nel loro primo album, ad oggi è conosciuta per la versione di qualche anno fa dei Black Eyed Peas (where is the love? si vabbè).

Inutile dire quale sia la migliore, soprattutto perché a 74 anni questo signore possiede ancora un tiro impressionante (andate a vedervi qualche esibizione recente per rendervene conto), figurarsi cosa poteva fare allora. Già l'attacco di Surf Beat, con quella chitarra presa a schiaffi e le urla del nostro contornato di belle fanciulle (il disco è stato registrato per la maggior parte live) ci fa presagire quello che verrà: una sorta di esperienza uditiva di quanto più vicino ci potesse essere al surf. Per quegli anni, doveva essere una novità sconvolgente. Non ci si muove poi molto dal blues più canonico, con tanto di sezione fiati e ritmica sempre consona: alla fine, l'unica cosa che conta è che qui la differenza non la fanno poi le canzoni (mi viene da citare, tra le altre, almeno Surfing Drums, Let's Go Trippin' e Shake N' Stomp, oltre a quelle già dette sopra) ma il timbro personalissimo della chitarra, sospesa tra il veloce tecnicismo e il tocco puro. Aggiungiamo anche lo svacco che quest'uomo mette nel canto, certo sarà stato più preoccupato di beccare la prossima onda o la prossima ragazza.

Come si spiega la musica surf? Con questa chitarra.

Un consiglio per tutti i chitarristi o aspiranti tali, magari i giovanetti che si fanno le seghe sugli assoli supersonici metallari: provate a riprodurre anche solo una parte di questo suono, considerando anche che qui si era nel 1962 e non nel 2011. Torniamo all'antico, sarà un progresso, diceva qualcuno... mai come in questa occasione mi pare cosa appropriata.


PS questo disco era stato messo fuori commercio, ma qualche anno fa la Sundazed lo ha rimasterizzato con alcuni bonus, che in alcuni casi superano la scaletta originale: Del-Tone Rock, la seconda versione di Miserlou, Jungle Fever sono lì a dimostrarlo.

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