Questo romanzo è il terzo che ho letto di Delillo, dopo quel mattonazzo di underworld e Great Jones street. In realtà è il suo romanzo di esordio e quindi volevo dare ancora una possibilità al postmodernismo americano confidando nella bontà delle opere prime. Poi sono stato irrimediabilmente sedotto dalla copertina, come spesso succede, e quindi l'ho comprato e letto, credo almeno 3 o 4 volte.


La prima metà del romanzo è assolutamente noiosa, trattasi della storia professionale e personale di un giovane e rampante dirigente in una società il cui unico obiettivo è la scalata al potere stile cav. conte Cattellani. Se siete riusciti però a resistere nella lettura, dopo un centinaio di pagine potrete mettere la freccia e spostarvi nella corsia di sorpasso per godervi la seconda parte del libro, assolutamente strepitosa.

Il nostro David Bell (il dirigente) mette su una cricca di suoi amici disadattati con il dichiarato scopo di intraprendere un viaggio nella provincia americana. Comincia così il racconto di un viaggio epico cinepresa in spalla per filmare ogni dettaglio che possa raccontargli una storia differente da quella che lui conosce, lontana dal suo lavoro e dalla grande città. Pagina dopo pagina il senso del viaggio si modifica adattandosi al nuovo David, fino a diventare esso stesso, il viaggio, lo scopo principale e la destinazione finale.

Lettura per sognatori e affini.

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