Copertina di Dying Fetus Stop At Nothing
matteo_brutal

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Per appassionati di metal estremo, fan del brutal death metal, musicisti e cultori di musica tecnica e potente.
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LA RECENSIONE

Ecco... quello che la maggior parte dei brutal-deathster aspettavano! I Dying Fetus a parer mio meritano ampiamente di stare tra i più grandi della scena estrema.
Poche parole e tanta musica suonata molto bene e con le palle! Sí, questo cd è pronto per spaccarvi l'apparato uditivo! L'inizio è molto frenetico e claustrofobico ("Schematics"), dopo si passa subito al terremoto sonoro "One Shot, One Kill" che sicuramente colpirà per potenza e compattezza che riesce a trasmettere il gruppo. Ma vi potrei ancora parlare bene di tutte le altre restanti songs.

Riffs assassini, taglienti, uniti a parti di batteria esageratamente pompata e intricata. Tecnica unita a potenza e brutalità fanno sí che questo cd con le solo 8 canzoni spazzi via ogni tipo di dubbio su questo quintetto.
La band è in ottima forma e continua a dimostrarlo ad ogni album.

Siamo davanti a un gran prodotto, non fatevelo sfuggire! 36 minuti di massacro sonoro senza compromessi!

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Riassunto del Bot

La recensione esalta l'album Stop At Nothing dei Dying Fetus come un prodotto di brutal death metal potente e tecnicamente impeccabile. Con soli 8 brani, l'album offre un'esperienza intensa, con riffs taglienti e batterie elaborate. La band è considerata una delle migliori nella scena estrema, con un album che non lascia spazio a compromessi. Consigliato agli appassionati del genere per un ascolto energico e coinvolgente.

Tracce video

01   Schematics (03:59)

02   One Shot, One Kill (04:25)

03   Institutions of Deceit (03:39)

04   Abandon All Hope (06:22)

05   Forced Elimination (03:22)

06   Stop at Nothing (03:09)

07   Onslaught of Malice (05:33)

08   Vengeance Unleashed (05:10)

09   Bringing Back the Glory (live) (03:22)

Dying Fetus

Dying Fetus è una band brutal/technical death metal statunitense formata nel 1991 nel Maryland. Guidata da John Gallagher (chitarra/voce), è nota per l’alto tasso tecnico, l’impatto brutale e testi spesso politici/sociali.
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