Copertina di Elbow Leaders Of The Free World
NickGhostDrake

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Per appassionati di rock alternativo, fan degli elbow, amanti della musica indie e di arrangiamenti sofisticati
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LA RECENSIONE

Cosa manca agli Elbow per diventare grandi?

Un mistero senza risposta da oramai un lustro abbondante, e cioè da quando vide la luce "Asleep in the Back", disco dell'anno per il sottoscritto e buon esempio di quel (pop)rock che pare praticamente averci abbandonato alle mercé di questo esercito di next big shit.

"Leaders Of The Free World" è il terzo capitolo di una saga intervallata dal buon "Cast Of Thousands", che per inciso conteneva una perla di rara bellezza dalle mie parti, "Fugitive Motel" (per chi volesse approfondire consiglio l'edizione speciale con allegato dvd: il video ne è persino superiore in meraviglia).
Un disco ogni due anni per gli Elbow e diciamoci la verità: un po' si assomigliano tutti. Arrangiamenti complessi, voce eterea, intrecci chitarra-basso delicati e sontuosi, cantato sofferto. Dei Radiohead a cui, appunto, è sempre mancato qualcosa per diventare Radiohead.

Ma cosa?

Ho avuto modo di assistere ad un concerto tre volte; al termine di una di queste ho avuto la fortuna di incontrare Guy Garvey, ma quando glielo chiesi non rispose, così da allora mi affaccio sui fiumi alla ricerca di qualcos'altro di struggente che potrebbe interessarmi.

Mi piace immaginare che "Leaders Of The Free World" sia il loro disco più rock (se si esclude l'attacco in litania di "Station Approach": ma iniziano tutti in litania i dischi Elbow): si noti l'incalzante basso della title-track, cavalcata di 6 minuti e rotti ai confini Robert Smith-Depeche Mode, o quella "Mexican Standoff" che - seppure incastonata tra due leggerezze incantevoli e soffuse - suona come dei Tinderstick infuriati e sotto acido.

Un disco incantevole.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza 'Leaders Of The Free World', il terzo album degli Elbow, sottolineando una crescita artistica con arrangiamenti complessi e atmosfere struggenti. Viene evidenziato l'aspetto rock del disco e il paragone con band come Radiohead e Tindersticks. L'autore esprime ammirazione per la voce di Guy Garvey e la capacità del gruppo di creare un disco denso e coinvolgente, pur ammettendo un mistero su cosa manchi per raggiungere la perfezione.

Tracce testi video

01   Station Approach (04:22)

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04   The Stops (05:03)

05   Leaders of the Free World (06:11)

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06   An Imagined Affair (04:43)

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07   Mexican Standoff (04:01)

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10   Great Expectations (05:05)

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Elbow

Elbow sono un gruppo rock inglese di Bury (Greater Manchester), attivo dal 1997 e guidato dal cantante e autore Guy Garvey. Hanno vinto il Mercury Prize 2008 con The Seldom Seen Kid e sono noti per arrangiamenti curati e scrittura emotiva.
10 Recensioni