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Elvis Presley
The Sun Sessions

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Il 22  Marzo 1976 la RCA pubblicava "The Sun Sessions", un album contenente quasi tutti i brani che Elvis Presley aveva inciso, fra il Luglio 1954 ed il Luglio 1955, presso i "Sun Studios" di Sam Phillips, a Memphis - Tennessee -
Si trattava di un eccezionale documento sonoro che, per la prima volta, riportava organicamente in un unico disco le incisioni del giovane Elvis.

Tutto era iniziato nel 1954, e più precisamente la sera del 5 Luglio....

"Se trovassi un bianco capace di cantare con l'anima di un nero, potrei diventare milionario"
 
Sam Phillips era piuttosto conosciuto a Memphis per via del suo studio di registrazione che dava l'opportunità a tutti, soprattutto ad artisti neri, di incidere i propri brani.
Inutile dire che nel Sud ancora razzista del dopoguerra gli "amici dei negri" non erano certo ben visti. Phillips, che non aveva alcun pregiudizio verso le persone di colore, era un grande cultore del rhythm and blues (che allora cominciava a contaminare il folk bianco) e aspirava a far uscire la musica nera dal ghetto, per renderla accettabile anche al vasto pubblico bianco.
Sognava davvero di realizzare un'integrazione musicale per contribuire a sconfiggere la segregazione razziale.
Nel 1950 aveva creato la piccola "Sun Records", l'unica etichetta, a quei tempi, che produceva dischi di solo "rock'n'roll", poiché, pioniere nel suo genere, aveva compreso lo spirito di quella musica meglio di qualunque altro.
La sua costante ricerca di giovani talenti (scoprirà e lancerà molti artisti tra i quali: Carl Perkins, Johnny Cash, Jerry Lee Lewis, Roy Orbison, B.B. King, Rufus Thomas) e la sete di nuove sonorità di fatto lo porteranno a codificare il "rockabilly", quello classico, ossia un'eccitante miscela di rhythm and blues e hillbilly (termine oramai desueto che identificava il folk dei bianchi americani). 

"Un giorno, un giovane camionista di Memphis, passò casualmente davanti allo studio d'incisione "Sun" e decise di registrare un disco da regalare alla madre in occasione del suo compleanno. Il titolare dello studio, Sam Phillips, rimase talmente colpito dalla sua voce che lo mise subito sotto contratto: così nacque un mito"

Questo racconta la leggenda, ma le leggende, si sa, sono fatte per eccitare la fantasia popolare.

In realtà il giovane Presley desiderava registrare un disco da diverso tempo, poiché era convinto, a ragione, di aver qualcosa da dire, di possedere uno stile originale.
Come Phillips era affascinato dalla musica nera (in particolare dal Gospel) e come lui non aveva pregiudizi di sorta, ma, quando finalmente ebbe il coraggio di recarsi ai "Sun Studios" per incidere alcuni brani, rimase piuttosto deluso dalla tiepida reazione di Phillips.
In effetti, passarono sette/otto mesi prima che il produttore, ricordandosi di quel giovane, prendesse in considerazione l'idea di contattarlo: riascoltandolo, aveva sentito qualcosa nel suo modo di cantare che, inspiegabilmente, lo attraeva.
Perciò decise di chiamare due musicisti che conosceva bene, il chitarrista Scotty Moore ed il contrabbassista Bill Black, per vedere cosa sarebbe successo.

...la sera del 5 luglio del 1954 durante una sessione d'incisione, dopo aver provato per ore senza gran costrutto, Elvis improvvisamente iniziò a suonare ed a cantare, in modo convulso, un vecchio blues di Arthur "Big Boy" Crudup, intitolato "That's All Right (Mama)", agitandosi contemporaneamente, come morso da una tarantola e istintivamente seguito a ruota da Moore e da Black: a quel punto Sam Phillips capì di aver trovato l'anima gemella.
"That's All Right (Mama)" era interpretata con uno stile assolutamente personale: i toni acuti e serrati si amalgamavano perfettamente con la ritmica, il modo di cantare era fresco, esuberante, persino sfrontato.
Il tutto era sottolineato da un'enfasi mai udita prima e soprattutto veniva proposto con una sicurezza ed un piglio assolutamente inusuali per un cantante bianco.

Cos'era, rhythm and blues? hillbilly? rock'n'roll? rockabilly? Pop? Non lo sapevano, però era qualcosa di nuovo : "The Sun Sessions" è uno degli album più frizzanti del rock e sublima magicamente le aspettative di un'epoca.

In queste incisioni,"The Hillbilly Cat" (com'era allora chiamato Presley), dà il meglio di se.
Il suo stile, seppur acerbo, è incredibilmente versatile e riesce ad esprimere tutta l'energia e l'eccitazione della generazione del dopoguerra.
Il suo tono vocale passa, con assoluta naturalezza, da stati d'intensa drammaticità a momenti di rilassata quiete.
Basta ascoltare brani come "Tryin' To Get To You", "Just Because", "Mystery Train" oppure la già citata "That's All Right (Mama)" per rendersene conto.
Elvis, e la band, strapazzano e trasformano con naturalezza classici come: "Blue Moon Of Kentucky"(un sonnecchiante walzer di Bill Monroe, che qui viene completamente stravolto), "Baby Let's Play House" e "You're A Heartbreaker", (trasformati in poderose performance "rockabilly"), "Good Rockin' Tonight" (un classico rhythm and blues del 1947 che "trattato" dalla band cambia decisamente registro), o ancora "Milkcow Blues Bolgie" con partenza lenta e accelerazione guidata dalla voce di Elvis.
Persino quando interpreta standard piuttosto convenzionali come "Blue Moon", "Harbor Lights" o "I Don't Care The Sun Don't Shine" Presley riesce a far trasparire una certa originalità.

L'incredibile sezione ritmica costituita dal contrabbasso di Bill Black e, soprattutto, dalla chitarra in stile "fingerpicking" di Scotty Moore (uno dei più grandi chitarristi del rock'n'roll) fanno il resto.

La tenacia e l'intuito di Sam Phillips, il talento di Elvis Presley e lo spirito di Scotty Moore e di Bill Black hanno creato delle vere e proprie perle musicali.

Questo è l'Elvis Presley che preferisco, assieme al periodo iniziale RCA, ossia prima di farsi trasformare, colpevolmente, in una brutta, e a volte imbarazzante, copia di se stesso.
Qui però non ci sono ancora il "Colonnello" Tom Parker, i milioni di dischi venduti, le copertine patinate, i film di Hollywood, le folle idolatranti.

Qui c'è un ragazzo con un enorme talento che stà scrivendo la storia del rock.

P.S.: Un grazie a Teenagelobotomy che ha segnalato la mancanza di questa pietra miliare del rock fra le oltre 28.000 recensioni del database.

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Ultimi Trenta commenti su TrentaCinque

imasoulman
imasoulman
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la Snai comunica di aver ritirato le quote sul fatto che entro il decimo commento arriverà qualcuno a dire che Elvis era un buffone venduto, che non ha inventato niente etc. Le Sun Sessions sono dei "momenti cruciali" della storia di questa bazzecola inutile chiamata rocchenrolle che ci ostiniamo ad amare (quello che la spina bifida, la morfina e l'alcool preclusero ad Hank Williams)


imasoulman
imasoulman
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"UNO dei momenti"


teenagelobotomy
teenagelobotomy Divèrs
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@Kaczynski, non voglio tornare per l'ennesima volta su quel tipo ma ti assicuro che è lontanissimo ormai dai miei pensieri anche remoti, e non m'interessa minimamente ragionare e commentare in quest'ottica "anti-scaruffino", come dici tu. Mi danno fastidio quelli che fanno gli snobbisti per fare gli alternativi, e l'ho sempre detto. Oltre a quelli che hai citato tu, in questi mesi, ne ho sentite di ogni anche su LITFIBA (anche PRIMO PERIODO), PINK FLOYD, B.B. KING e altri ancora. Trout Mask semplicemente non riesco ad apprezzarlo proprio, è lontanissimo dalla mia (personale e opinabile per carità) concezione di musica. Forse perchè non lo capisco come dici, ma è così. Ma non sviamo il discorso sforando su altri artisti. Prima tra le perle dei fenomeni detrattori ho dimenticato anche "spettacolino", mitica.


polyrock
polyrock
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C'è poco da dire, al di là del gusto personale, chiunque abbia un minimo di buon senso e non sia in malafede(mi dispiace KACZYNSKI ma devo citare Scaruffi), non può non riconoscere l'importanza storica di questo disco e di Elvis Presley. Aggiungo che in genere le critiche tipo "E'commerciale", "Non ha inventato niente", "Finto ribelle", fino al ridicolo "Truffa del rock'n'roll" (di Scaruffiana memoria : e due!)sono figlie di un modo di pensare provinciale tipico di una certa cultura italiana.


Nicola Laiosa
Nicola Laiosa
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Allora sì e soprattutto non dimentichiamoci mai che il passo Elvis l'ha imparato da Forrest. Ora sicuramente arriverà qualcuno per dire che Elvis non ha inventato niente, che era solo un cantante con la presenza...io da sempre cerco di essere lui. Queste sono le rare volte in cui. Sì l'importanza storica ma a me dopo 3 minuti che ascolto Elvis mi viene una forte sonnolenza.


ligdjs
ligdjs
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insomma me lo devo comprà ho capito. ha ragione teenage, meglio di così non si poteva fare 'sta recensione


Nico63
Nico63
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Ecco i miei voti.


magnum p.i.
magnum p.i.
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la raccolta storica più storica del Re. una pietra miliare. bravo il recensore, un po' lunga, ma bravo.


vitols4
vitols4
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Come mai ancora nessuno ha detto che THE KING è sopravvalutato?
Grande recensione, grande disco, immenso artista.


IL SICILIANO
IL SICILIANO
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Recensione da applausi. Lui è sop...sopra...sopravv...sopravvissu to alle mode?


cappio al pollo
cappio al pollo Divèrs
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Come mai? Perché è assodato, oramai l'avrà capito anche Dizionariorock: rivoluzionario per quanto concerne il costume; discutibile per quanto riguarda presunti meriti prettamente musicali. Inoppugnabile, "lui ci mise la faccia; Bo Diddley, Chuck Berry e Little Richard tutto il resto" (cit.) -


white68
white68
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Intanto grazie per i commenti e per i voti. Sono contento che la recensione sia piaciuta, perché mi sono sforzato di dare a queste incisioni una giusta prospettiva storica, tentando anche di valorizzare il poco conosciuto Sam Phillips, padre del Rockabilly, nonché pioniere del rock’n’roll . Sulla figura di Elvis Presley più o meno la penso come Polyrock e Teenagelobotomy, ossia che le critiche siano spesso precostituite e, soprattutto, che non tengano conto di quello che fece alla Sun Records. Il rock’n’roll non è spuntato all’improvviso, ma è il frutto di un’evoluzione alla quale hanno contribuito, in diversi periodi, artisti neri e bianchi. Trovo sia giusto dire che, dal punto di vista storico, Presley non fu forse il più importante: in questo senso artisti come Chuck Berry, Buddy Holly, Little Richard o Bo Diddley ebbero intuizioni più determinanti. Però è fuor di dubbio che il rock deve tantissimo al “Re”, ed è innegabile che molta dell’iconografia rock discende da lui. Inoltre voglio ricordare ancora che Presley alla Sun eseguiva rockabilly,ossia uno degli stili fondanti del rock’n’roll, un genere eseguito esclusivamente dagli artisti bianchi degli stati del Sud che mescolava Blues, Hillbilly, Jazz (Bebop), Rhythm and Blues, Pop, un genere da molti ritenuto fra i più “classici” : in questo caso artisti come Chuck Berry non c’entrano niente, anzi, proprio Berry si ispirò al rockabilly quando incise il suo primo singolo “Maybellene” del 1955. Inoltre nessuno dei nomi che ho citato prima aveva fatto uscire qualcosa prima del Luglio del 1954 (pubblicazione di “That’s All Right )”, mentre invece lo avevano fatto ad esempio sia Bill Haley che Fats Domino( poco ricordati ma che invece furono determinanti per il genere, soprattutto Haley). Quindi davvero le incisioni Sun hanno precorso i tempi ed è anche per questo che la citazione “lui ci mise la faccia; Bo Diddley, Chuck Berry e Little Richard tutto il resto" di Cappio non mi convince del tutto : oltre alla faccia ci mise qualcos’altro.


auricolare
auricolare
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Raccolta essenziale, amo il primo Elvis e detesto quelli che, appena sentono le prime note, sbuffano cose tipo «ancora» o «che palle». Secondo me aveva lo stesso furore del punk, pensa te...


currahee72
currahee72
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Registrazioni di valore inestimabile! Questa è storia oltre che il punto più alto toccato da Elvis. Lui, Scotty Moore e Bill Black in un momento hanno creato qualche cosa di magico. Le "Sun Sessions" hanno lo stesso valore della Bibbia. Ogni tanto penso che se Elvis si fosse limitato a registrare questi pezzi, lo vedremo sotto un ottica completamente diversa. Per me resta un grande, sempre e per sempre. Ottima rece!


bender
bender
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"Berry si ispirò al rockabilly quando incise il suo primo singolo “Maybellene” del 1955". Come si fa a scrivere una cosa del genere? Prescindendo il fatto che "Maybellene" è convenzionalmente considerata (insieme a "Bo Diddley" di Bo Diddley) la prima canzone rock'n'roll (in the beginning, back in 1955...), "Maybellene" è ovviamente un country-blues sparato ad una velocità inaudita per l'epoca, tanto che sia Muddy Waters che Willie Dixon (che su Maybellene ci suona il basso) cercarono più volte di farla rallentare, facendo pressioni anche su Leonard Chess che fu l'unico a sostenere Chuck Berry in questa sua personale evoluzione. Se si vogliono fare questioni di lana caprina allora rockabilly è un termine assolutamente improprio, che nasce dalla contrazione di rock'n'roll e hillbilly (la musica country appunto). Come faccia Berry con "Maybellene" ad ispirarsi ad un sottogenere di un genere che nasce con "Maybellene" è quantomeno particolare. Ovvio sarebbe anacronistico affermare con precisione e facendo un solo nome la nascita di un genere come il rock'n'roll, ma è proprio da questo punto di vista che la figura di Elvis Presley ne esce storicamente ridimensionata. In quegli anni tante figure stavano circuendo il rock'n'roll da diversi background musicali: Chuck Berry e Bo Diddley dal blues della Chess Records, Little Richard dal jump blues al boogie woogie, Ray Charles (com'è che nessuno cita mai Ray Charles quando si parla di nascita del rock'n'roll??) dal soul all'R&B dell'Atlantic Records, Fats Domino, persino Jerry Lee Lewis e Johnny Cash hanno più meriti di Elvis nella nascita del rock'n'roll. Elvis fu l'uomo giusto al momento giusto, non scrisse nemmeno uno dei suoi pezzi (a differenza di tutti gli altri citati), ma ebbe dalla sua la naturale capacità di mischiare il bianco e il nero. Chuck Berry ci provò, con molta meno naturalezza e venne odiato dai suoi stessi colleghi, Ray Charles ci provò con molta più maestria e fu quasi linciato dal pubblico, Elvis ci riuscì e basta. Avesse avuto la faccia di Roy Orbison non sarebbe mai stato così idolatrato, ciò non toglie che la sua primissima produzione, fino al 1959 sia praticamente tutta da 5 su 5, questo disco compreso.


aries
aries
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Non sono un elvisiano (preferisco Chuck Berry e Jerry Lee Lewis), ma questa è storia.


magnum p.i.
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@Bender: "Maybellene è convenzionalmente considerata la prima canzone rock n' roll". Convenzionalmente da chi? Da te forse, che sei fissato con chitarre, pentatoniche con o senza double step, e oltre quelle non sei mai riuscito ad andare. No, perchè gran parte della critica ritiene, ancor più convenzionalmente, che il primo pezzo vero rock n'roll sia stato Rocket 88, ma forse li non ci sono abbastanza assoli di chitarra per i tuoi gusti.


magnum p.i.
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"com'è che nessuno cita mai ray charles quando si parla di nascita del rock n' roll??" No no, io mi chiedo come tu, parlando della nascita del rock n'roll, sia riuscito, pur servendoti di un commento lungo, pesante e noioso, a non citare Bill Haley e Ike Turner. Io questo mi chiedo. I tempi in cui venivi qui a fare le lezioncine ripetendo sempre le solite 4 cazzatelle in croce - chuck berry-willie dixon-robert johnson - con tanto di link sono finiti, fattene una ragione.


bender
bender
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inoltre basta vedere come nei primissimi singoli Elvis faccia cover di Little Richard (Tutti Frutti, Long Tall Sally), di Ray Charles (I Got A Woman, che fa parte delle Sun Sessions e che però non viene inserita in questo album), di Carl Perkins (Blue Suede Shoes) ecc. E' anche difficile nascondersi dietro al fatto che nessuno "aveva fatto uscire qualcosa prima del Luglio del 1954", perché questa gente difficilmente aveva mercato, e gli unici che lo avevano lo devono a benefattori come Ahmet Ertegün e Leonard Chess. Tanto più che Elvis arriva nel mondo della musica proprio nel 1954 e subito pubblica, mentre tutti gli altri vi erano dentro già da diversi anni e ognuno di essi era arrivato al rock'n'roll, come ho detto nel commento precedente, da generi e background diversi. Uno dei meriti di Elvis è stato proprio quello di portare mercato a questa gente, perché nell'America degli anni '50 il mercato era bianco e per i bianchi, e lo dice lo stesso Sam Phillips, che tu citi: "Se trovassi un bianco capace di cantare con l'anima di un nero, potrei diventare milionario". Basti pensare che le canzoni di Little Richard all'interno della Specialty venivano riproposte da Pat Boone per il mercato bianco, e Little Richard pian piano cominciò a registrare le sue canzoni sempre più veloci per impedire a Pat Boone di poterle cantare.


bender
bender
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però ripeto, fino a quando Elvis non tentò l'avventura cinematografica la sua produzione rimane storia del rock'n'roll, e probabilmente è la singola figura che più ha contribuito all'iconografia del rock'n'roll, salvo poi a diventarne una caricatura.


white68
white68
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@Bender, Rispondo al tuo primo commento - “Prescindendo il fatto che "Maybellene" è convenzionalmente considerata (insieme a "Bo Diddley" di Bo Diddley) la prima canzone rock'n'roll (in the beginning, back in 1955...)” Convenzionalmente? Questo è veramente impossibile da stabilire, visto che diverse fonti (non solo Magnum) citano proprio “Rocket 88”, brano prodotto e lanciato da Sam Phillips , altri ancora dicono “Rock Around The Clock”, fino ad arrivare a chi sostiene che “Ma Wala” un brano gospel del 1934 contenga già la struttura, la progressione egli accordi che 20 anni dopo saranno tipici del Doo-wop. Insomma una ricerca a ritroso che ha poco senso. Poi, l’ho già detto, “ That’s All Right (Mama) è del Luglio 1954 (un anno prima). - "Maybellene è ovviamente un country-blues sparato ad una velocità inaudita per l'epoca....” E’vero Berry amava il country (cosa davvero curiosa per un nero) però il fatto che l’abbia velocizzata non è così inaudito come credi, perché il brano ha il ritmo forsennato e gli accenti ritmici tipici del rockabilly ( e, volendo, anche del “beat” di Haley). “The kids wanted the big beat, cars, and young love,” diceva Leonard Chess e Berry, un nero con un occhio sempre attento al pubblico ed al business, costruì questa canzone per piacere anche ai teenagers bianchi (il testo e persino la dizione con cui cantava lo facevano sembrare un bianco). Ed infatti “Maybellene (che era firmata anche dai D.J. Freed - quello dello scandalo Payola - e Fratto, che ovviamente spinsero il brano) fu un successo interrazziale : questo, se permetti, anche grazie a ciò che aveva fatto Presley. - “Se si vogliono fare questioni di lana caprina allora rockabilly è un termine assolutamente improprio, che nasce dalla contrazione di rock'n'roll e hillbilly (la musica country appunto). Come faccia Berry con "Maybellene" ad ispirarsi ad un sottogenere di un genere che nasce con "Maybellene" è quantomeno particolare”. Questa è curiosa, perché è vero il contrario : non so come abbia fatto il rockabilly del 1954, a ispirarsi a “Maybellene” pubblicata nel 1955. Poi definirlo sottogenere è assolutamente fuorviante!! Il “R&B” di Chicago era considerato l’equivalente “nero” del rockabilly di Memphis, quando il termine rock’n’roll non era ancora così popolare. Ci sarebbero tante altre cose da dire (Ray Charles c’entra poco col r’n’r, Cash faceva essenzialmente country, ecc). Insomma, l’ho già scritto, è vero che i meriti storici di gente come Berry, Diddley, Holly, ecc sono superiori a quelli di Presley, ma è anche vero che su di lui continuano a pesare una serie di pregiudizi forse dovuti alla fama . Anche il tuo commento, lungo e articolato, dedica quattro parole finali ai meriti di Presley, non prima però di averlo praticamente sminuito con le altre quattrocento attraverso i soliti argomenti. Forse John Lennon, profondo conoscitore del genere, era riuscito sinteticamente a descrivere in modo efficace il r’n’r attraverso i suoi aforismi : “ Prima di Elvis non c’era nulla” e “ Se volete dare un altro nome al rock’n’roll chiamatelo Chuck Berry”.



bender
bender
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convenzionalmente si cita il 1955 come data di inizio del rock'n'roll (com'è che nel 2005 si festeggiavano i 50 anni del rock'n'roll sennò?), ovvio che non esiste una data precisa, io ho scritto che sarebbe anacronistico e non è che un giorno si svegliano e cominciano a suonare rock'n'roll, si chiama evoluzione, cosa che vale per tutti gli artisti citati, tranne per Elvis. Volendo potrei citarti almeno un centinaio di canzoni pre 1955 che contengono elementi del rock'n'roll, così come altri potrebbero farlo sul punk, ma per canzoni come "Seven And Seven Is" o per gli Stooges e i Sonics si può parlare di protopunk, non di punk. La storia di Maybellene è nota e tanto vale leggersela direttamente da Chuck Berry, nasce come cover di un brano country e nulla ha a che vedere con il rockabilly, che per inciso è un sottogenere del rock'n'roll. I meriti di Elvis sono molto meno di quelli invece che io gli ho dato, perché non sarebbe nulla senza un arrangiatore e un chitarrista come Scotty Moore, uno dei più grandi di sempre, lui si che è sottovalutato e non ha i meriti che gli spettano.


bender
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Peraltro Berry suona Maybellene già da tempo (titolo e testo diverso), ed è proprio durante l'esecuzione di questo pezzo durante una sua esibizione che viene notato da Muddy Waters e portato da Leonard Chess, c'è un bel film intitolato Cadillac Records che parla indirettamente proprio di questo, quindi tanto vale dargli un'occhiata. Ripeto, le date di pubblicazione non contano proprio niente, Little Richard registrava dal 1951 e si esibiva live da un bel po', stesso discorso vale per molti altri, e scommetto he quelli della RCA di tanto intanto andavano a vedersi Big Mama Thornton cantare Hound Dog con Buddy Guy alla chitarra prima di decidere che sarebbe dovuto diventare un singolo per Elvis.


white68
white68
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1)1955 : Questo è soggettivo e comunque non è "Maybellene" il riferimento più frequente 2)Ciò che dice Berry è sempre da prendere con le pinze. Prova a leggere la sua autobiografia scoprirai parecchie reticenze in merito ai suoi brani, e comunque alla Chess i dischi li ascoltavano. 4)Il rockabilly è ovviamente una delle prime forme di rock and roll e non un sottogenere. 5)"I meriti di Elvis sono molto meno di quelli invece che io gli ho dato, perché non sarebbe nulla senza un arrangiatore e un chitarrista come Scotty Moore, uno dei più grandi di sempre, lui si che è sottovalutato e non ha i meriti che gli spettano." Intanto credo di aver parlato di Scotty Moore nella recensione. Scotty Moore Arrangiatore? Ma di che stai parlando? Era un grande chitarrista che si rifaceva a Chet Atkins, ma le prime canzoni di Elvis non erano certo famose per i suoi "arrangiamenti". Non poteva naturalmente mancare la frase sui meriti di Presley (chissà perchè mi ricorda Scaruffi) che, addiritura, non sarebbe stato nulla senza Moore : ma non avevi scritto "ciò non toglie che la sua primissima produzione fino al 1959 sia da 5 su 5" ? Questi elogi erano solo per gli arrangiamenti di Moore? Francamente credo sia inutile continuare a discutere. Non ci capiamo.


bender
bender
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come ben saprai Elvis non ha scritto nessuna delle sue canzoni, semplicemente venivano prese hit dagli altri artisti (alcune le ho già citate, ma lo sono praticamente tutte le altre) e poi venivano registrate, e spesso risultavano molto meglio le sue versioni che non le originali. Nel riarrangiamento dei brani Scotty Moore è stato sicuramente il principale arteficie (Baby Let's Play House senza Scotty Moore oggi cosa sarebbe?). Quando Scotty Moore suonerà datato anche Elvis suonerà datato, perché purtroppo per Elvis, Scotty Moore pur essendo un grande chitarrista non sarà in grado di rinnovarsi. Quando alla RCA decideranno che è il caso di rivaleggiare Frank Sinatra (che gli è una ventina di spanne sopra) et similia, gli faranno cantare "O Sole Mio", e Elvis inciderà "It's Now Or Never". Scotty Moore, ma così come Chuck Berry, Little Richard, Bo Diddley ecc. sembra stiano suonando sempre la stessa identica canzone perché quello è il loro sound personale, Elvis un suo sound semplicemente non ce l'aveva.


bender
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tu te lo immagini Little Richard o Chuck Berry che cantano "O Sole Mio"? Quando i Beatles saranno all'apice Elvis farà cover dei Beatles, lo fece con Simon & Garfunkel (Bridge Over Troubled Water), lo fece con Bob Dylan (Don't Think Twice, It's All Right), ecc. La formula era sempre la stessa, e dopo pochi anni aveva già stufato.


polyrock
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Ci si chiedeva : arriverà qualcuno a fare i soliti commenti denigratori su Presley?. Pareva che un’opera come “Sun Sessions” fosse immune, se non altro per ragioni storiche, dai classici giudizi negativi che in genere accompagnano i dischi di Presley, e invece anche stavolta ce l’abbiamo fatta grazie a Bender. Certo la cosa non deve essere stata per niente facile. Ti sarai chiesto: “Come faccio a sminuire Presley in questo contesto?“.Per questo ci sei arrivato un po’alla volta, arrancando e scivolando(ma d’altronde era come camminare sul ghiaccio), fuor di metafora, scrivendo una serie di commenti incoerenti, contradditori e a volte decisamente fuori luogo. Però alla fine ci sei arrivato, e questo è quello che conta. Devo dire che ne è valsa la pena, perché alle classiche perle tipo “non ha inventato niente” e “non scriveva le canzoni” ne hai aggiunta una nuova, originale, splendida : “I meriti di Elvis sono molto meno di quelli invece che io gli ho dato, perché non sarebbe nulla senza un arrangiatore e un chitarrista come Scotty Moore, uno dei più grandi di sempre, lui si che è sottovalutato e non ha i meriti che gli spettano.” La partenza è classica, quasi Scaruffiana, ma è la seconda parte che sorprende per originalità ed inventiva : ancora grazie di cuore Bender. (P.S.: Sarei tentato di proseguire la polemica per vedere se il tuo innato talento ti suggerisce altri concetti memorabili tipo: “Elvis deve tutto al figlio del reverendo che gli insegnò i primi accordi di chitarra”, ma siccome il proverbio dice “chi si accontenta gode”, preferisco fermarmi qui e godermi quello che ho già letto)


bender
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già il fatto che ci fossero stati almeno 5 o 6 commenti di persone che mettevano le mani avanti parla da solo. Quando passerà di moda il rockabilly passerà di moda anche Scotty Moore e Elvis diventerà caricatura di sé stesso. Il suo primo album, dal quale i Clash prenderanno spunto per la copertina di London Calling, è un album da 5 stelle, ma si tratta pur sempre di un album di cover, e come non citare i grandissimi autori come Jerry Leiber e Mike Stoller (Jailhouse Rock e tante altre) che meriterebbero molti più meriti insieme a Scotty Moore, meriti che invece i pecoroni danno a Elvis.


polyrock
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"....ciò non toglie che la sua primissima produzione, fino al 1959 sia praticamente tutta da 5 su 5, questo disco compreso" (tratto dal saggio "I Pecoroni" di Bender)


bender
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non vuol dire che un prodotto nato a tavolino non possa essere un buon prodotto. Guarda tutte le recensioni su questo sito riguardanti i Sex Pistols e Never Mind The Bollocks, e guarda quante stelle gli ho dato. Sempre 5 su 5, così anche a "The Greatest Rock'n'roll Swindle", che per me rimane un grandissimo disco, e il titolo già parla da solo (anche per Elvis). Con tutti i discorsi e i parallelismi che si possono fare rimangono sempre dischi epocali. Fino a che c'è stato Scotty Moore, Elvis la chitarra sul palco la portava soltanto per scena (Berry o Diddley lo hanno mai fatto?), spesso faceva finta di suonarla (playback ante littera? hai mai visto Jerry Lewis fare finta di suonare il pianoforte?) ogni tanto si limitava a doppiare gli stop di Moore, e basta. All'inizio si chiamavano i Blue Moon Boys, questo dava credito a tutti quelli che stavano dietro ad Elvis, anche a quelli che gli dicevano di registrare Torna a Surriento


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