Copertina di Foo Fighters Skin And Bones
donjunio

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Per appassionati di rock alternativo, fan dei foo fighters e nirvana, amanti delle recensioni musicali critiche e dettagliate.
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LA RECENSIONE

"Non ti devo nulla", cantava Dave Grohl una decina d'anni fa, riferito a colui che gli spianò la strada verso il successo.

I Foo Fighters hanno sempre cercato di staccarsi dalla ingombrante eredità dei Nirvana senza mai riuscirci appieno: nonostante un'immagine da gruppo fancazzista e divertente, e diverse buone canzoni in dispensa. A chiudere il cerchio arriva adesso un 'Unplugged', ovviamente ispirato al celebre concerto acustico della band di Seattle: per l'occasione è stato pure riesumato dal sarcofago Pat Smear, e il buon Dave offre un'accorata versione nientemeno che di "Marigold", l'unica canzone a suo tempo composta quando era "solo" un ottimo batterista, e relegata come b-side. Un delicato e sentito omaggio al passato dunque: peccato soltanto che la qualità di questo concerto sia desolatamente bassa.

Grohl non è mai stato un grande cantante: ma finché il suo gruppo pensava a fare casino e basta, a rivisitare la lezione di Dinosaur Jr e Husker Du, e sfornare allegre canzoncine per diventare i Cheap Trick del grunge, la cosa non ha mai infastidito nessuno, anzi. In dimensione acustica le magagne però escono fuori, ed è francamente imbarazzante vedere il buon Dave - con la sua voce da cartone animato - calarsi nei panni del sofferto crooner. Per fare un unplugged ci vogliono una intensità, una statura e soprattutto un repertorio adatto: tutte cose di cui i Foo Fighters sono privi.

I pezzi lenti dei dischi precedenti non sono certamente epocali: "Walking after you" è una retorica ballata alla Bryan Adams e tale qui rimane, "Big me" viene proposta in una terribile versione al pianoforte che si riallaccia spaventosamente all'asse Coldplay-Keane e si salva giusto "Friend of a friend", che con quei due, strazianti accordi cercadi ripetere l'effetto di "Something in the way" con discreta abilità. Classici elettrici del gruppo come "Everlong" o "My hero" in versione acustica suonano invece spenti e involuti.
Non convince inoltre il tono dell'operazione: un concerto suonato a Los Angeles, con un pubblico fighetto starnazzante (è come se gli accendini spuntassero in 3D), con un clima da festa sulla spiaggia a Malibu per ricchi e annoiati studenti tipo quelli di O.C, con il pathos dei Red Hot Chili Peppers in pensione che scimmiottano "California Dreaming".

No, caro Dave, non ci siamo. Sappiamo che il grunge è morto e sepolto, ma da un personaggio poliedrico come te ci saremmo aspettati qualcosa che facesse rivivere un minimo della magia di quei giorni: qualcosa di più di questo triste funerale.

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Riassunto del Bot

La recensione critica 'Skin And Bones', l'album unplugged dei Foo Fighters, sottolinea le difficoltà nella transizione dal grunge all'acustico. La voce di Dave Grohl, poco adatta per questo tipo di performance, e un'atmosfera poco coinvolgente rendono il concerto deludente. Solo qualche brano riesce a emergere, mentre l'insieme manca di intensità e profondità. Un omaggio al passato poco riuscito.

Foo Fighters

I Foo Fighters sono una rock band statunitense fondata da Dave Grohl dopo la fine dei Nirvana, attivi dal 1994. Hanno evoluto il sound post-grunge verso uno stile radiofonico capace di raccogliere grandi consensi e forti divisioni critiche.
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