Copertina di Freedom Call Legend Of The Shadowking
Hellring

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Per appassionati di power metal, fan dei freedom call, ascoltatori di metal europeo interessati a recensioni critiche
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LA RECENSIONE

Con gli anni una larga fetta di fans li ha imparati ad amare, rapiti dalla loro aria spensierata, dal loro stile allegro. Anni in cui la band teutonica ha saputo comunque far vedere sul mercato la validità della sua musica: in questo senso, dischi come Eternity, Crystal empire e Dimensions sono lavori che confermano quanto detto. A tre anni di distanza dall'ultimo capitolo, ecco giungere il sesto album in studio della band power tedesca. Un album che ha deluso la maggior parte dei fans.

Il nodo centrale del disco è il sound: dal cd di debutto "Stairway to fairyland", la band tedesca ha suonato sempre (o quasi) la stessa identica solfa. Varie volte è riuscita a colpire nel segno grazie a chorus ben orchestrati e trascinanti, portatori di quella carica happy inconfondibile nella msucia della band. Tutto questo viene in larga parte perso in "Legend of the shadowking", che a mio modo di vedere rappresenta il loro lavoro peggiore. L'abbandono del bassista Armin Donderer, sostituito da Samy Saemann, ha contribuito a rendere quest'uscita discografica un passo falso.

L'album contiene diversi episodi avvincenti come "Out of the ruins", "Under the spell of the moon", "Ludwig II - Prologue" e "Merlin - Requiem". Per il resto, sebbene un concept interessante incentrato sulla figura di Ludovico II di Bavaria, le restanti canzoni sanno di già sentito: i soliti riff, con i soliti ritornelli facilotti e la doppia cassa di Zimmermann a dettar legge.

Poca inventiva, idee reciclate dal passato. Forse ai Freedom call è finita la voglia di rappresentare qualcosa di nuovo e fresco nel panorama metal europeo oppure si sono semplicemente adagiati sulla scia di successo che hanno avuto e stanno avendo nel loro paese. Legend of the shadowking però è un album insufficiente.

1. "Out Of The Ruins" (4:21)
2. "Thunder God" (3:31)
3. "Tears Of Babylon" (3:38)
4. "Merlin - Legend Of The Past" (4:17)
5. "Resurrection Day" (3:34)
6. "Under The Spell Of The Moon" (5:08)
7. "Dark Obsession" (4:45)
8. "The Darkness" (5:06)
9. "Remember" (4:22)
10. "Ludwig II - Prologue" (2:19)
11. "The Shadowking" (5:13)
12. "Merlin - Requiem" (2:34)
13. "Kingdom Of Madness" (3:59)
14. "A Perfect Day" (3:58)

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Riassunto del Bot

Il sesto album dei Freedom Call, Legend Of The Shadowking, delude la maggior parte dei fan per la mancanza di originalità e freschezza musicale. Nonostante alcuni brani interessanti e un concept ispirato a Ludovico II di Bavaria, l'album appare come un riciclo delle sonorità passate. L'uscita del bassista originale contribuisce al passo falso, rendendo il disco il peggiore della band finora.

Tracce

01   Out of the Ruins (04:21)

02   Thunder God (03:31)

03   Tears of Babylon (03:39)

04   Merlin - Legend of the Past (04:16)

05   Resurrection Day (03:34)

06   Under the Spell of the Moon (05:09)

07   Dark Obsession (04:45)

08   The Darkness (05:06)

09   Remember! (04:21)

10   Ludwig II. - Prologue (02:19)

11   The Shadowking (05:13)

12   Merlin - Requiem (02:34)

13   Kingdom of Madness (04:00)

14   A Perfect Day (03:57)

Freedom Call

Freedom Call è una band power metal tedesca fondata nel 1998 a Norimberga da Chris Bay e Dan Zimmermann (ex Gamma Ray). Nota per l’impronta “happy metal”, i cori travolgenti e un suono melodico e immediato.
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