Copertina di Gallows Grey Britain
ilTrattoreRagno

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Per appassionati di punk hardcore, fan della musica alternativa e amanti del rock britannico energico e provocatorio
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LA RECENSIONE

L'acqua del Tamigi è davvero sporca, e il grigio dell'intera città si riflette perfettamente in flutti così putridi. Di questa schiuma parlano i Gallows. Giusti figli della perfida Albione attraverso la lordura e la ruggine ci raccontano di un'Inghilterra bigia e marcia. Raddrizzano il sound di "Orchestra Of Wolves", primo lavoro della band, per sfornare queste 13 fiocinate di rochenrolleardecoreniùoldscùl (chiamatelo come volete, con le etichette ci si può volentieri pulire il culo se il disco piace. Se ti fa venire voglia di prendere a pugni le cose come questo poi ancora meglio). "London Is The Reason" è l'accesso al cimitero, un'entrata a pedate in culo, ritmo dritto, punk che si tinge d'odio verso la City, il flirt con il sound dei Turbonegro paga e i cori di scuola '77 (eseguiti dai Cancer Bats e dai Rolo Tomassi) reggono la voce roca e stronza di Frank Carter.

"Leeches" parte come una pallottola diretta in pieno volto, altro che medias res, pugni arrugginiti, bridge Ironmadeniani (forse memori della cover di "Wrathchild") e un mid tempo da calci nel culo. Il tempo scorre e sferraglia fino ad addolcirsi nel dramma di "The Vultures", che si divide in atto I & II. Il primo è una ballata sotto una pioggia d'aghi, la voce di Carter diventa leggera nel timbro ma carica di emotività, la chitarra accompagna appoggiata su archi lontani, fino ad infrangersi al suono di campane ferali che portano alla seconda parte, speed ed epica, a prendere una piega violenta con grida memori di Jacob Bannon. Da qui il ritmo si imbastardisce ulteriormente, le sirene da guerra (in)civile di "The Riverbed" sono l'incipit giusto per questa palata da pogo, massiccia, con bridge di solo basso e cassa, e un ritmo disperato. L'addio è "Crucifucks", 7 minuti divisi in distruzione/disperazione/struggimentodanima, finale epicamente intriso in lacrime di piombo.

Date ascolto ad Harry Potter: questi stronzi picchiano.

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Riassunto del Bot

La recensione esalta Grey Britain, secondo album dei Gallows, per la sua durezza sonora e le tematiche cupe che riflettono un’Inghilterra grigia e degradata. Le tracce sono descritte come cariche di rabbia e intensità emotiva, con momenti di drammaticità e violenza musicale. L’album viene riconosciuto come un aggiornamento potente del loro sound punk hardcore, con collaborazioni che arricchiscono il risultato finale.

Tracce video

01   The Riverbank (02:27)

02   London Is the Reason (03:11)

03   Leeches (03:46)

04   Black Eyes (02:51)

05   I Dread the Night (03:38)

06   Death Voices (03:54)

07   The Vulture (Acts I & II) (06:02)

08   The Riverbed (03:57)

09   The Great Forgiver (02:14)

10   Graves (02:42)

11   Queensberry Rules (04:15)

12   Misery (05:09)

13   Crucifucks (07:59)

Gallows

Gallows sono un gruppo hardcore punk di Watford (Inghilterra), attivo dal 2005. Si fanno conoscere con Orchestra of Wolves, consolidano la fama con il concept Grey Britain e sono celebri per show intensi e aggressivi. Frank Carter è stato il frontman fino al 2011, quando è subentrato Wade MacNeil.
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Di  andrewsalk

 "Grey Britain is burning down, we'll be buried alive, before we drown"

 "Mai mi sarei aspettato un disco del genere da una band così giovane"