Copertina di Garbo Gialloelettrico
Alex1965

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Per appassionati di musica elettronica,fan della new wave e electropop,amanti del pop italiano innovativo,ascoltatori di musica italiana contemporanea,collezionisti di album di qualità,giovani e adulti con interesse per musica sperimentale
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LA RECENSIONE

A tre anni esatti di distanza dall'ottimo "Blu", ritorna sulle scene Renato Abate, in arte Garbo con un nuovo album intitolato "Gialloelettrico".

Secondo di un'ipotetica serie di pubblicazioni ispirate ai colori, l'artista bergamasco raggiunge con questa sua nuova fatica apici di intensità e di creatività davvero degni di menzione, considerando che la sua carriera musicale ha raggiunto oramai il traguardo dei 25 anni.

I brani sono dieci, intervallati da situazioni di ambientazione urbana rappresentate da suoni e rumori che fanno parte dell'"essere" quotidiano di ognuno di noi, più cinque versioni del brano "Onda Elettrica", posizionate alla fine come bonus tracks. In tutto un'ora abbondante di musica e che musica!!

"Giallo", electropop modernissimo, voce sintetizzata, ritmo techno-moderato e inciso contagioso, apre le danze; "Io e Te" e "Amanti" sofisticate disco-ballad notturne proseguono il mood ipnotico e confermano più che mai un atteso rituffarsi dell'artista nell'elettronica più pura; "Io Non Miglioro", capolavoro scritto insieme a Luca Urbani dei Soerba, è una splendida pop-song densa di tastiere e synth, esempio di new wave moderna efficacissima; "Onda Elettrica", scelta come singolo apripista, è una improbabile cavalcata electro-rock tra Jesus And Mary Chain (del secondo album) e Franco Battiato (quello più scanzonato), dal ritmo avvincente e con un irresistibile inciso; "Settimo Senso" è il brano forse più difficile, dove la melodia scarna viene bilanciata da una ritmica potentissima; "Andarsene", scritta con Morgan (Bluvertigo), è un'altra canzone marcatamente pop vicina a Subsonica e Delta V, ma con un livello di classe e raffinatezza ben superiore. "Se" è un brano technopop, molto radiofonico, vicino sia negli arrangiamenti che nella melodia a certe cose dei più ispirati New Order; infine "Forse", il brano più anomalo del disco, è una ballata acustica che strizza l'occhio al brit-pop e che chiude solo apparentemente quest'opera "concept".

Solo apparentemente perché dopo l'intermezzo finale "Ci Vediamo Dopo", con un curioso epilogo quasi jazz, una voce femminile annuncia di prepararsi per un viaggio ("allacciatevi le cinture di sicurezza...") in compagnia di cinque versioni dell'hit "Onda Elettrica" rimaneggiate da alcuni dei migliori maghi del mix nostrani come Fred Ventura, Ovophonic, Derivando, Alex Visconti e Synthlab. Insomma un gran bel regalo di Garbo, che con autentica ironia, entusiasmo e professionalità, si mette ancora una volta in gioco, con la voglia di fare grande musica con l'onestà e l'umiltà che a molti nostri artisti contemporanei mancano del tutto.

La nota conclusiva è per tutti coloro (media in genere, giornalisti, radio, discografici...) che hanno ingiustamente ignorato per anni il talento di un artista, senza il quale buona parte del pop nostrano più amato dai giovani (cito a caso Subsonica, Marlene Kuntz, Velvet, Il Nucleo, Bluvertigo, La Sintesi, Delta V...) non sarebbe mai arrivato alla sua affermazione su larga scala.

Coraggio... siete ancora in tempo per tributare a "Gialloelettrico" e al suo autore i giusti meriti!!!

P.S. Il disco è venduto al pubblico a non più di € 15,90.

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Riassunto del Bot

A tre anni dall'album Blu, Garbo ritorna con Gialloelettrico, un disco di electropop moderno ricco di creatività e intensità. L'opera tocca vari stili tra techno, electro-rock e pop, arricchita da collaborazioni di rilievo. La qualità compositiva e l'approccio onesto si confermano a 25 anni di carriera. Un lavoro apprezzato anche per le sue versioni remix e l'ambientazione urbana sonora. Il disco è considerato un regalo prezioso anche per chi non ha ancora scoperto il talento di Garbo.

Garbo

Renato Abate, in arte Garbo, è un cantautore italiano e pioniere della new wave nazionale. Debutta nel 1981 con A Berlino... Va Bene, si afferma con Scortati e partecipa a Sanremo con Radioclima (1984) e Cose veloci (1985). Tra i lavori successivi spiccano Blu, Gialloelettrico e Come il vetro, fino al più recente Nel vuoto.
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