Non guardo moltissimi film di fantascienza mainstream contemporanei, salvo poche eccezioni di film molto divertenti come Pacific Rim o Edge of Tomorrow, blockbuster di puro intrattenimento che sono per me dei cult nel genere; oppure il sottovalutatissimo Alita di Rodriguez. Diverso il caso della fantascienza più intimista di film più piccoli e indipendenti come Another Earth o di capolavori d'autore come Melancholia.

The Creator di Gareth Edwards è invece un'eccezione, un film che mi ha coinvolto ed emozionato come di rado capita, appunto, nell'ambito della fantascienza ad alto budget.

Inizialmente, The Creator dà l'impressione del tipico prodotto manicheo con l'uomo in guerra contro un nemico malvagio, e ovviamente i buoni sono gli americani che poi salveranno il mondo dall'intelligenza artificiale da essi stessi creata ma che poi gli si è, fatalmente, ritorta contro.

La prospettiva viene tuttavia ribaltata, tanto da svelare la vera natura di The Creator come un film fondamentalmente anti bellico e nient'affatto tenero con l'America e gli americani. Visti i tempi che corrono, non è certo scontato e anzi, questo proposito è estremamente encomiabile.

È un film pertanto molto attuale in questo senso. Ma quello che rende molto emozionante il film è il rapporto tra il protagonista e la bambina/arma Alphie, che subito mette allo scoperto uno dei grandi riferimenti dell'opera, ovvero, ovviamente, AKIRA.

Oltre al capolavoro di Otomo, gli altri riferimenti espliciti sono chiaramente Blade Runner, Terminator 2, il sopracitato Alita, i film sulla guerra in Vietnam. A pervadere l'opera è anche, in alcuni momenti, il gusto spielberghiano per l'emozione più forte e pura, hollywoodiana magari (nel senso migliore del termine), che tocca corde delicate e sentimenti profondi.

Sono forti inoltre accenni di spiritualità, che se pur non vengano totalmente approfonditi, non appaiono affatto come banali o dozzinali, anzi.

Anche nel mondo più evoluto tecnologicamente possibile, ci saranno sempre guerre e non si smetterà mai di interrogarsi su Dio e il Paradiso. Sia l'uomo che le macchine condivideranno i medesimi tormenti.

The Creator può apparire derivativo a un primo sguardo, ma pur facendo incetta di omaggi e influenze, e nella consapevolezza che nulla può essere originale al giorno d'oggi, dice la sua su tematiche complesse che non saranno tema fantascientifico ancora a lungo. E che anzi, già ora lo sono sempre meno. Oltre a quel che, invece, riguarda l'umanità dall'alba dei tempi e che non smetterà mai di riguardarla.

The Creator unisce blockbuster, cyberpunk, film di guerra anti militarista e fantascienza intimista insieme, compiendo a suo modo un piccolo miracolo. Ed è forse per questo che al botteghino è andato al di sotto delle attese.

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