"Ebbene dicono che a loro piace, ma che sul mercato
Potrebbe non andar bene perchè è troppo rètro
C'è bisogno di più un pà-pà, niente di simile
a Frank Zappa"
da"Blood From A Clone"
"Somewhere In England" vede la luce nel '81 e per Harrison la sua realizzazione è stata molto faticosa. I primi versi della canzone d'apertura, "Blood From A Clone" spiegano già molto. George s'è visto rifiutare la prima versione del disco dalla Warner perchè di scarso appeal commerciale, scottato e deluso ha così inciso nuovi brani più facili per rendere il disco più vendibile. Il risultato è un lavoro di compromesso con alcune cose buone e molta maniera che lascia trasparire la grossa delusione di Harrison. "Blood From A Clone" è però un brano piacevole, una ritmica sbarazzina, una pop song easy con qualche ritaglio per la chitarra di Harrison. Nonostante tutto George riesce a salvare una canzone spirituale incisa per la prima versione del disco, "Life Itself". Un canto lento scandisce i tipici versi riflessivi harrisoniani, "Tu sei l'assoluto/Tu sei il mio amore/Tu decidi l'arrivo della pioggia e porti il sole/Vivi in solitudine e riveli la verità/Tu sei il respiro della stessa vita", è una canzone molto bella, calma e accogliente con un assolo finale di chitarra molto interessante. La cosa che più sorprende è che in "Somewhere In England" George registri due cover di Howard Carmichael, autore popolare USA tra i più importanti; "Baltimore Oriole" e "Hong Kong Blues" sono brani piacevoli ma non portano sostanza al disco. Anche brani come "Writing's On The Wall" e "Teardrops", quest'ultima molto orecchiabile con una trama al synt di facile presa, non sollevano il lavoro da una mediocrità che tradisce la svogliatezza di Harrison di realizzare un disco in parte diverso da come l'aveva concepito. Ma "Somewhere In England" si rivela un grande successo commerciale grazie al singolo di traino "All Those Years Ago". Dedicata a Lennon e registrata con i contibuti di Ringo Starr, Paul e Linda McCartney e Denny Laine (non si sono però mai trovati insieme in studio), è una canzone che ricorda l'amico scoparso con versi evocativi e diretti, "Ora siamo qui tristi e senza parole/Per colpa di qualcuno, il migliore amico del diavolo". Una melodia piacevole e armoniosa ha contibuito a farne una Hit di successo.
L'anno successivo George deciderà di realizzare un disco senza fare nessuna promozione. "Gone Troppo" si rivelerà un fiasco notevole e Harrison abbandonerà la musica per il cinema.