Copertina di Gil Scott-Heron I'm New Here
Jam

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Per appassionati di musica elettronica, trip-hop e poesia musicale, fan di artisti carismatici e storie di rinascita personale.
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LA RECENSIONE

Lo ammetto. Confesso. 

Non conosco Gil Scott-Heron. Mai sentito nominare. Almeno fino a qualche ora fa. Ma l’ho ascoltato. Ho ascoltato “I’m New Here”. Ed è stato come se un auto entrasse a 180 all’ora dentro una vetrina (cit). E quella vetrina sono io.

Mi sono informato (Wikipedia). Ho scoperto che non è uno qualunque, Gil. No. Ha una carriera non indifferente. Una figura carismatica. Poeta. Scrittore. Si è distrutto a cavallo tra i 90 e gli anni 00. Leggo di Eroina. Galera. Brutte storie. Un poeta (maledetto). Ma non mi interessa troppo la sua storia. Non è quella che mi ha colpito.

La prima cosa che ti colpisce del disco è il contrasto tra la voce calda e consumata di Gil e le basi beat / electro che a volte sembrano venir fuori da qualche locale di Bristol (epoca trip-hop). Questo connubio, che all’inizio può sembrare quantomeno azzardato ha, invece, un suo perché. Crea un’atmosfera cupa. Ovattata e fumosa. Asseconda la voce stanca di Gil. La accompagna lungo l’album.

Poi la durata del disco che, ripulito dagli intermezzi, dura neanche 30 minuti. Un pugno allo stomaco. Ti dice quello che c’è da dire Gil. Senza giri di parole o lungaggini. E ti lascia li. Imbambolato. Pronto a chiederne di altri (pugni allo stomaco). Pronto a far ripartire la voce di Gil che ti racconta le sue storie. Le sue paure. La strada che l’ha portato fino a qui.

Ci sono dei pezzi clamorosi. Come “Me and The Devil”. Come la struggente e romantica “I’ll Take Care Of You”.

“You won’t ever have to worry / You won’t ever have to cry / for i’ll be there beside you / to dry your weaping eyes” (I’ll Take Care Of You)

Delle vere perle. Da ascoltare e riascoltare. Da vivere. In attesa che Gil abbia tempo e forza per raccontarcene di nuove. Di storie. Di Poesie. Sperando che il periodo buio sia finito per lui e, finalmente, arrivi il momento di tornare indietro sui propri passi. Non importa quanto lontani si è andati nella direzione sbagliata, fino ad ora.

“No matter how far wrong you’ve gone You can always tournaround”  (I’m New Here)

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Riassunto del Bot

La recensione esplora il sorprendente album "I’m New Here" di Gil Scott-Heron, evidenziando l'inusuale unione tra la sua voce consumata e le basi elettroniche trip-hop. L'album, breve ma intenso, colpisce per la sua atmosfera cupa e intimista, trasmettendo storie di caduta e rinascita. Brani come "Me and The Devil" e "I’ll Take Care Of You" sono considerati perle emotive, capaci di lasciare un'impronta profonda nell'ascoltatore.

Tracce video

01   On Coming From a Broken Home, Part 1 (02:20)

02   Me and the Devil (03:33)

03   I'm New Here (03:33)

04   Your Soul and Mine (02:02)

05   Parents (interlude) (00:18)

06   I'll Take Care of You (02:58)

07   Being Blessed (interlude) (00:12)

08   Where Did the Night Go (01:14)

09   I Was Guided (interlude) (00:14)

10   New York Is Killing Me (04:29)

11   Certain Things (interlude) (00:08)

12   Running (02:00)

13   The Crutch (02:44)

14   I've Been Me (interlude) (00:16)

15   On Coming From a Broken Home, Part 2 (02:15)

Gil Scott-Heron

Poeta, musicista e attivista statunitense, figura chiave dello spoken word che intreccia soul, jazz e funk. Autore di The Revolution Will Not Be Televised e di album fondamentali come Pieces of a Man, Reflections e I'm New Here.
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