Copertina di Gipi Hanno ritrovato la macchina
Sveva Franco

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Per appassionati di fumetti autoriali, lettori di graphic novel con tematiche sociali, cultori della narrativa italiana contemporanea
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LA RECENSIONE

Gipi è uno degli autori italiani di fumetti più geniale nell'attuale panorama nazionale ed internazionale, soprattutto dopo il successo dell'autobiografica LMVDM (La mia vita disegnata male). Il fumetto “Hanno ritrovato la macchina”, immerso in un grigio bluastro, livido come la storia che racconta è del 2006, ma il talento dell'artista pisano è già molto evidente.

Non è un testo apparentemente autobiografico, ma è piuttosto una storia da cui traspare una attenzione minuziosa verso quelli che potremo definire gli “ultimi” della società. Vedremo nel corso del racconto come questa attenzione si farà solidarietà nei confronti di chi, con ogni sforzo possibile ha tentato di rifarsi una vita, da balordo qual era.

Con uno squillo del telefono in piena notte, che comunica al protagonista un evento che non avrebbe dovuto verificarsi, ovvero il ritrovamento della macchina, ha inizio un percorso a ritroso nel tempo e l'incontro dopo sette anni di due persone profondamente diverse, seppure accomunate da un passaggio di devianza.

Gli anni hanno lavorato a favore dell'uomo svegliato di soprassalto, ora sposato e quasi incredulo di poter rivedere cose che non appartengono più al suo modo di pensare e di agire. Lo stesso non si può dire per l'altro, l'uomo cattivo, demone tentatore, per di più vigliacco perché costringe il buono a compiere un'azione che lo fa sprofondare in una grave crisi di coscienza.

Naturalmente Gipi non parla di religione in modo serioso, la vena è piuttosto ironica e tagliente come traspare dalla frase in cui si riassume tutto il cinismo del cattivo:”....ammesso che l' inferno esista davvero, ci sono novanta probabilità su cento che sia ancora in costruzione.” E' proprio dopo questa esclamazione che il compagno precipita nel terrore di aver contribuito con il suo gesto alla posa di parecchi mattoni. Ed è dopo questa frase che ci convinciamo che un fumetto è davvero grande perché chi lo disegna è soprattutto un poeta, nel caso di Gipi delle miserie umane.

“Hanno ritrovato la macchina” è un racconto che non va svelato perché a suo modo si dipana come una storia gialla e come tale ha un finale a sorpresa. Basti dire che alla fine della storia entra in scena la moglie dell'uomo buono, eccellente occasione per il cattivo di alimentarne ulteriormente i sensi di colpa. Ma l'amore della donna sarà più forte ed impedirà alle lancette della vita di ritornare ad un passato ormai sotterrato.

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Riassunto del Bot

Hanno ritrovato la macchina di Gipi è un fumetto intenso e poetico che esplora la vita degli 'ultimi' della società attraverso una storia che unisce devianza, solidarietà e redenzione. Ambientato in un'atmosfera livida, il racconto si sviluppa come un giallo con un finale a sorpresa, mostrando la forza dell'amore e la crisi interiore dei protagonisti. L'ironia tagliente e la profondità psicologica fanno di quest'opera un grande esempio di narrazione grafica italiana.

Gipi

Autore italiano di fumetti, noto per opere come LMVDM - La Mia Vita Disegnata Male e Hanno ritrovato la macchina. Dalle recensioni emerge un tono ironico e malinconico, con attenzione ai personaggi emarginati.
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