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Hayao Miyazaki
Mirai shonen Konan (Conan, il ragazzo del futuro)

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In Italia a partire dalla seconda metà degli anni settanta, dal ridente Sol Levante son giunti anime d’ogni argomentazione e categoria e nel pieno del dominio robotico dei giganti “nagaiani”, dei loro strambi surrogati e dei fragili bambini orfani, sempre in lotta con governanti arpìe, ricchi arroganti e tragicomiche vicissitudini “fantozziane”, ecco approdare sulle piccole emittenti dello stivale, ciò che rappresenta in linea di massima l’esordio ufficiale del maestro Hayao Miyazaki: “Mirai shonen Konan”, avvincente serie di 26 puntate, da noi tradotto in “Conan, il ragazzo del futuro”, tratto dal romanzo "The Incredible Tide", di Alexander Kay.

Pochi anni prima di Conan e ben tre decenni prima della consacrazione mondiale del pluripremiato “La città incantata”, il talentuoso Miyazaki inizia a gettare le basi del proprio operato collaborando alla prime due serie di Lupin III, firmandone magistralmente la regia in alcuni episodi, oltre che a effettuarne lui stesso un lungometraggio “Il castello di Cagliostro”, poco dopo il completamento di Conan. Lungo quel decennio la Nippon Animation, offrì il delicato compito a Hayao di curare la scenografia di “Heidi” (‘74) e “Anna dai capelli rossi” (‘79), due delle più illustri orfanelle citate poc’anzi, nonché “Marco” (‘76) “spin-off” tratto dal racconto “Dagli Appennini alle Ande” del libro “Cuore”. Le tre serie dirette dall’amico e collega Isao Takahata, grazie a quel contributo, a distanza ormai siderale offrono disegni di una qualità eccellente, fresca e particolarmente godibile. Forse "Heidi" è invecchiato un pò di più rispetto agli altri, ma lo stile è riconoscibile.

Non poteva essere da meno Conan, che esce in Giappone nel 1978 e narra le vicissitudini di un ragazzino in un mondo postbellico nell’annus domini 2028, dove i continenti sono sprofondati a causa delle conseguenze di una bomba magnetica esplosa vent’anni prima, frutto della scoperta dell’energia solare da parte di alcuni scienziati e in cui i pochi sopravvissuti al disastro risiedono sparsi su alcune isole, molti dei quali su Indastria, una grigia e funzionale città gestita da Lepka, dove proporzionalmente alla loro utilità sociale, i cittadini hanno diritto ad una normale esistenza o alla segregazione nel “blocco Core” sotto terra. Conan ha circa 12 anni e non ha mai varcato le distese d'acqua oltre l'isola Perduta, sulla quale abita col nonno. La coetanea fuggiasca Lana, rinvenuta priva di sensi sulla spiaggia, sarà la ragione primaria dell’avventura che Conan intraprenderà per mari e terre. Più volte rapita per conto di Lepka, sempre più propenso a spinte totalitarie, la piccola Lana è per quest’ultimo, la chiave di volta per accedere al segreto dell’energia solare; infatti il desaparecido dottor Rao, è l’unico a conoscere l’iter scientifico per dar vita al potente espediente in grado di ripetere i danni causati vent’anni prima e che Lepka desidera morbosamente per i propri malefici fini. Ma non ha tenuto conto che il giovane temerario Conan, è motivato più che mai a salvare dapprima la ragazzina, sposando di conseguenza la causa di migliaia di persone, cui la spada di Damocle di un nuovo disastro incombe. Personaggi dapprima ambigui e ostili, offriranno successivamente un contributo essenziale all’opera di liberazione dei territori minacciati. L’isola di Hyarbor, terra natìa di Lana e del dottor Rao, è l’antipodo di Indastria; i suoi abitanti sono legati alle attività artigianali, coltivano la terra, allevano animali, producono manualmente gli oggetti che utilizzano, sono socievoli, altruisti, collaborano l’un l’altro per il proliferare positivo della comunità. Hyarbor è il seme fecondo da cui tutto si rigenererà.

Bisogna ricordarsi che si tratta comunque di un cartone animato e talvolta si esagera ponendo il protagonista innanzi ad imprese umanamente impossibili per l'età rappresentata, quali sollevare e spostare oggetti immensi o dopo balzi di decine di metri porsi in equilibrio su cornicioni di due centimetri, ma ciò serve anche a rendere l’idea della tenacia e della pragmaticità del ragazzo, che con l’ausilio di un solo arpione affronta ogni pericolo. Quell’arma bianca è il suo scettro, è il simbolo della semplicità contro l’intimidatorio strapotere delle armi più tecnologiche e convenzionali (gli stessi giapponesi dal 1945 ne sanno qualcosa).

Miyazaki rispetto al romanzo, modifica e attenua l’anime plasmandolo appositamente per gli interlocutori più giovani, mantenendo comunque una trama affascinante e sostenuta che non annoia mai e che in merito alle sue profonde tematiche inclini al viscerale amore per la natura (argomento caro al regista) e al fondamentale spirito di sodalizio tra gli uomini, sa anche attirare la sensibilità di un pubblico più in là con gli anni, infondendo un immaginario di estensione dei confini di tempo e di spazio.

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Ultimi Trenta commenti su TrentaTre

Cornell
Cornell Evangelìsta
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CAPOLAVOROOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!! !! Comunque non citare Jimsy cazzo!


chinaski033
chinaski033
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la bambina in copertina è Heidi cresciuta.


fusillo
fusillo
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Anche per me 5 tutta la vita e anche oltre ma il personaggio migliore della serie era il Capitano Deis (o Days?).


iside
iside Divèrs
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detestabile come tutti gli Anime


nes: visto che sei un papà anti cartoni giapponesi (hem...) ti regalo questo link 8 che tanto hai già visto m pazienza) da fare vedere al tuo bimbo appena avrà l'etaà per rincitrullirsi davanti alla tv. nel frattempo riguardatelo che ti farà bene. Cartoon To Spring
matteodi.leonar: Bravo, Iside.
geenoo: Ma come sei cresciuto? Non ce l'avevi il televisore?
dosankos: ma Iside andava già a uom... Ehm a figa quando ci fu l'invasione degli anime
nes
nes
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a me l'hanno presentato come l'opera migliore di miyazaki... ne ho visti i primi 6 o 7 episodi. Grazie al cilelo myiazaki ha fatto di meglio.


Fairy Feller
Fairy Feller
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anche a me piace abbastanza Miyazachi; ero rimasto abbastanza deluso Il vicino Totoro, però l'ultimo m'è piaciuto molto o moltissimo, "i sospiri del mio cuore": sembrano delle robe x bambini ma altroché. questo mai visto però.


nes: questo sembra porprio per bambini...
Fairy Feller: capita, anke Yattaman per dire, il film che hanno fatto: deludente, a parte gli effetti. Il cartone era favoloso...l'altro lì, Kyashan, idem, inguardabile. vuol dire che bisogna andarci con i piedi di piombo; come anke sui cartoni degli ultimi tempi che fanno tutti skifo (anche se è un po' che non guardo tele).
nes: beh yattaman è un po' differente come discorso: quello è un film di miike e i film di miike sono spempre prima film di miike e poi diventano, pulp, horror, action ecc 8 un po' come per tarantino) preso come miikata yattaman è pure peggio di quello che ti è sembrato probabilmente... Però è meglio di Kyashan.
Fairy Feller: azz, non mi sarei mai reso conto che era lo stesso regista di "ichi the killer" ...
gnagnera: Yattaman deludente!?! ma se è uguale al cartone, pare una puntata lunga. Kyashan è semplicemente incomprensibile, ma visamente è affascinante. Ti perdono la bestemmia su Totoro
Fairy Feller: sarò prevenuto io, può essere...entrambi quei cartoni in effetti mi piacevano molto.
dosankos: Yattaman era uno spasso. Sopratutto la battaglia finale con le "sorprese della settimana" e gli aggeggi più assurdi YouTube video non trovato V5oP1cyIycw YouTube video non trovato f4wPXMbSfZw
masturbatio: Pure yattaman avete tirato fuori, quello credo sia la cosa migliore uscita dal giappone, il film di yattaman lo vidi in anteprima anni fa al far east film festival e spacca gli ani è fedele al cartone e divertente, non capisco le critiche
nes: non mi ha mai divertito... ed è uno dei film più plasticosi di miike. se a te è piaciuto prova a guardarti zebraman ( sempre di miike). Qurllo mi è piaciuto uno sfacelo. Occhio che ne ha fatto pure un seguito (zebraman 2) che fa parecchio cagare.
jdv666
jdv666
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adoro miyazaki ma questa serie qua proprio non la conoscevo


gnagnera
gnagnera
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Assolutamente stupendo, poetico, divertente, commuovente come tutte le opere di Miyazaki. Peccato che il figlio sia un vero e proprio cane


matteodi.leonar
matteodi.leonar
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Cosa odio del Giappone: la mania delle macchinette fotografiche, il cibo, il movimento Visual Kei, i videogiochi, la politica nucleare, la caccia alle balene, l'urbanizzazione incontrollata e opprimente, le multinazionali in toto e, appunto, gli Anime.


geenoo: Cosa amo del Giappone: la mania delle macchine fotografiche, i videogiochi, i cartoni animati degli anni 70/80 e, soprattutto, l'educazione e la civiltà del suo popolo.
seagullinthesky: Se ti ha da leggere Panapp...
matteodi.leonar: Scusatemi, io leggo (e vedo) altre cose. Che non sono migliori, che non sono più educative né pretendono di prefigurare mondi migliori o lanciare messaggi (eventualmente) positivi. L'Anime è solo un aspetto della cultura giapponese che mi disgusta, come mi disgustano le altre cose elencate. Che c'entra la civiltà del popolo. I videogiochi in particolare, spesso salutati come emblema di avvenieristica genialità, sono quanto di peggio esista al mondo. Per i bambini sono roba devastante. Grazie zio, che non mi hai ascoltato quando ti ho chiesto il Nintendo in 4a elementare. Grazie, per avermi comprato un pallone e la maglia del Manchester di Georgie Best.
panapp: Facciamo prima a dire cosa ti piace, allora. Ovviamente sono d'accordo sul nucleare e le balene, sull'urbanistica si può discutere, ma è più interessante notare come tu riesca ad odiare in toto intere categorie narrative come le serie animate e i videogiochi, come dire: odio i romanzi o odio i film. Mah. Quanto al cibo è perché in occidente abbiamo un'idea sbagliata del cibo giapponese: sushi e sashimi i giapponesi li vedono in tavola se va bene due volte l'anno, solitamente si mangia tutt'altro e di molto, molto, ma molto migliore. Sul visual kei mi sto zitto perché è troppo facile detestarlo, è un genere che pretende di essere capito per poter essere apprezzato e non tutti sono disposti a fare questo sforzo; è molto più facile apprezzare quello che riusciamo a riconoscere più facilmente.
matteodi.leonar: @Panapp. Il Giappone che mi piace lo descrivo (o provo a farlo, talvolta con mediocri risultati) nelle mie recensioni, e semmai a quelle ti rimando, se ne hai voglia. Sul cibo: non ho mai parlato di sushi né di sashimi, ma è una questione di gusti e quindi è inutile parlarne. Si, loro non le mangiano spesso, certe cose, ma a livello mondiale la domanda di tonno rosso è salita così tanto (da impoverire l'ecosistema) proprio per colpa di certa ristorazione "chic", che della gastronomia giapponese rappresenta appena una parte eppure è quella più diffusa e pubblicizzata.
matteodi.leonar: Non odio le serie animate in toto. Odio, appunto, le serie come quella qui recensita: disegno, dialoghi, trame. Mi spiace rovinare il plebiscito ma è così. Passavano in tv quando ero piccolo, non mi prendevano allora e non mi prendono neanche adesso, per quanto abbia tentato una rivalutazione nella mia riscoperta di molti aspetti della cultura nipponica (questo incluso). Di poesia non ne vedo, per quanto ce ne possa essere e per quanto sia legittimo considerare Miyazaki un artista maiuscolo, chi lo nega.
nes: scusa matteo, perchè odi gli anime?
matteodi.leonar: I videogiochi: ovviamente nel mio discorso è implicata la DIPENDENZA da giochi elettronici. Pure io, ancora oggi, mi faccio una partita alla PlayStation se capito a casa di un amico, la cosa pericolosa è la fascinazione esagerata che certi giochi esercitano sui bambini. Sarò antiquato, sarò tradizionalista e regressivo, ma io dico che se oggi i bambini dedicassero alla lettura (e in generale, a un libro, a un pezzo di carta, anche a un disegno) il tempo che passano su quelle maledette consolle avremmo una società migliore.
matteodi.leonar: Il Visual Kei: tutti i generi necessitano di essere capiti. Io ci ho provato, probabilmente non l'ho capito.
nes: scusa, quando ho scritto il commento il tuo non era ancora stato pubblicato
masturbatio: ma cosa c'azzecca
panapp: Sarò io che sono troppo attaccato alle parole e al loro significato, non so, ma cito: «cosa odio del Giappone: gli anime» e poi «Non odio le serie animate in toto». Beh, deciditi: non ti piace questo tipo di storie con questo tipo di disegni o non ti piace il concetto stesso di animazione seriale? "Odio" vuol dire "estremo rifiuto per qualcosa tanto da generare insopportazione e rabbia": forse volevi usare l'espressione "non mi piace", no perché se davvero odii gli anime mi chiedo quanto tempo libero tu abbia per poterne dedicare un po' a detestare qualcosa che fra l'altro nemmeno risentirà dei tuoi sentimenti. Comunque. Videogiochi e serie animate, quando sono ben fatte (e qui se ne può discutere) sono opere di narrativa assolutamente convincenti come può esserlo un libro; non capisco perché alcuni media dovrebbero inficiare in automatico l'eventuale qualità dell'opera: ad esempio, "Ico" è così bello perché è un videogioco e non lo sarebbe stato altrettanto se fosse stato un libro.
Foxfire: @[matteodi.leonar] Un altro coglione che parla a cazzo di cane che non sa un cazzo e vuole fare il finto snob con la puzza sotto il naso. " Io non guardo e non ascolto queste cose,
ascolto dischi di japanoise al contararario mentre mi faccio una sega guardando un hentai"
nes: se vuoi parlare con matteodileonar devi chiamare lao tze. si chiama così adesso.
Foxfire: Mammia ma sto matteodileonar sta messo malissimo c'ha 'na mentalità vecchia di cent'anni.
Foxfire: Sembra tipo quei vecchi che credono che il metal sia musica satanica.
nes: ok, però oggi si chiama lao tze. se chiami matteo non ti risponde nessuno.
Foxfire: Di giorno è Bruce Wayne di notte è Batman. Non capisco perchè crearsi due profili, fosse stato bannato, boh.
nes: esistono 2000 ragioni per farseli. una di queste è aver collezionato una serie di figure di merda talmente lunga da vergognarsi di se stessi. le altre in questa sede posso anche evitare di raccontartele, c'è tempo.
Lao Tze: perché chiamarmi in causa? Hai già sentenziato, mi hai dato del coglione (lo stai dando a un'entità virtuale) senza che io sapessi della tua esistenza nemmeno come entità virtuale, quindi..
..quindi che ti devo dire? Va bene. Era per avere il mio visto, no? Ecco, adesso ti ho visto.
Sono sicuro che con utenti la cui argometazione-base è 'cazzo cazzo merda merda coglione porcozio' avrai molto da condividere.
Buona permanenza.
Foxfire: Beh, anche utenti con preconcetti medievali come te non è che avranno molto da condividere.
E comunque si scrive Laozi, Lao Tze si scriveva fino al '57, pure il tuo nickname è obsoleto.
Foxfire: E comunque anche tu usi spesso una terminologia offesiva qui su Debaser, quindi non venirmi a fare il catechismo.
Foxfire: E con questo passo e chiudo, buona permanenza pure a te.
Foxfire: Lao=vecchio, mi sembra un nickname adatto vista la mentalita' del soggetto.
psychopompe: Il problema del Giappone, da sempre, o almeno dagli '80 in poi, è la difficoltà a atrovare un terreno comune di discussione. Oramai ogni discussione sul Giappone si trasforma in uno stadio di calcio, ci sono solo tifoserie. Nippomaniaci vs Nippohaters. E quindi non si va mai avanti. Quello che mi dispiace è non averci fatto i soldi col Giappone, mannaggia.
nes: we, io non sono nè un nippomaniaco nè un nippohaters. però si sono nippomaniac haters. n el senso che odio i nippomanicai. per ragioni che ho scritto tante di quelle votle che riassumo così: vedere un nippomaniaco medio è come vedere un italomaniaco che va in giro urlando: "minchia che figata gli italiani: Maria de filippi!!! zelig!!! Colorado!!! le troie in parlamento!!!"
nes: poi non sono tutti così, vero. panapp non è così, tu neanche. un opaio di miei amici neppure. tutti gli altri che ho conosciuto sì.
psychopompe: Ecco si, diciamo che gli invasati sono v eramente tanti, troppi direi. E sapere che facciamo cosplay parade da noi è una delle cose più idiote in cui mi sono imbattuto. E mi dicono che sono pure anni che si fanno manifestazioni di questo tipo! Ah però è anche vero che non frequento fiere fumetti dal 95 tipo, Lucca e Roma comprese, e al tempo ancora non c'era l'ombra di ste cose. Penso che se ci passassi adesso mi armerei di motosega.
nes: i cosplay si fanno da... boh, da che so che esistono le fiere del fumetto. 16 anni tutti. probabilmente pure 20, ma non posso assicurarlo.
psychopompe: No, ti posso assicurare chie fintanto ci sono andato io alle fiere, no cosplay, non sapevano neanche cosa fosse. Poi da fine '90 inizio 00 il Giappone pop è stato sdoganato alle masse ed è cambiato tutto.
panapp: In Giappone il cosplay e' iniziato gia' dagli anni '80, ma li' aveva una sorta di valore di controcultura. Quando verrete a vivere in Giappone capirete quanto puo' essere rivoluzionario ancora oggi (per gli standard della societa' giapponese) semplicemente vestirsi diversi dagli altri. In Italia il cosplay e' arrivato negli anni '90, io stesso l'ho fatto un paio di volte. Il problema del cosplay e' partito dagli anni 2000 in Giappone ed e' arrivato subito in Italia: la perdita di senso. Se prima lo si faceva per passione, divertirsi con gli amici o quello che e', oggi e' in molti casi una forma di business. In Giappone moltissime modelle campano di cosplay, in Italia i numeri sono inferiori, ma il concetto non cambia. In conclusione: il cosplay e' un bel gioco che smette di essere bello quando non e' piu' un gioco, ma un business con costumi comprati su Internet a scopo set fotografico soft-porno remunerato.

Il Romics ormai non e' piu' una fiera del fumetto da anni, ma di tutto quello che gli gira intorno: cosplay, merchandising, doppiaggio, giochi, pure gli youtuber. Da anni non ci sono proprio piu' le bancarelle dei fumetti. L'altro festival romano ARF!, nato due-tre anni fa, invece e' il contrario: un festival di purissimo fumetto, incontri con autori, presentazioni, nulla che non sia strettamente dagli autori ai lettori, nessuno in costume. Lucca C&G vive in equilibrio fra i due estremi dondolando pericolosamente verso l'estremo del Romics.
nes: Al cartoomics, nei primi anni zero, se entravi vestito da personaggio dei fumetti non ti facevano pagare. Il mio compagno di banco scopri' questa cosa direttamente ai cancelli d'ingresso e (purtroppo me lo hanno solo raccontato, io non c'ero) serafico quando gli chiesero i (credo) 15 euro rispose "ma come, sono travestito da RAGAZZO DI LAMU(manco il nome, cosi' mi giurano tutti abbia risposto: Il ragazzo di lamu). Gli han risposto: SCUSA(!!!!) non ti avevo riconosciuto. Ed E' entrato gratis. Ora chiunque non sappia chi sia il ragazzo di lamu se lo vada a cercare su google immagini e si studi il personaggio migliore della storia da "cosplayare" (o come si dice. Il mio compagno di banco... Ancora oggi quando lo vedo glielo ripeto: Sei un cazzo di genio.
psychopompe: Ataru Moroboshi gli sta mandando anatemi al tuo amico!@panapp: so molto bene oruigini e significati culturali del cosplay in Giappone, per quello esportarlo, neio '90 come nei 00, è abbastanza ridicolo, perchè se ne coglie solo il lato esperiore. Non c'è nessun messaggio se non adorazione nostalgica e nerd dell'infanzia. Scusate la durezza, ma per uno come me che ciè cresciuto con gli anime ai tempi che furono, queste cosemi vanno veramente di traverso. Ah e come ricordi panapp io ci ho vissuto un bel pezzo a Tokyo (anzi, ti ci sei trasferito?)
panapp: @[psychopompe] Si' si', ricordo bene! Concordo con il tuo discorso: il senso originario in Italia non esiste (grazie al cielo), pero' rimane la componente ludica. Ripeto che non disprezzo affatto il cosplay finche' e' divertimento piu' o meno eversivo, ma solo quando perde questo connotato. P.S.: si', a Okayama, da tre anni e mezzo.
psychopompe: @[panapp] ficus! Che fai in Nippolandia, se non sono indiscreto? (in pratica la domanda che mi facevano tutti qua dentro nel 2004 :))
psychopompe
psychopompe Divèrs
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uno dei miei anime preferiti, e uno dei pochi che regge la prova del tempo (rivisto un sacco di volte durante l'università, ce l'aveva un mio amico registrato in VHS): Nelle Marche cmq lo trasmisero ininterrottamente x tutti gli anni 80. Il capitano e Jimsy i personaggi preferiti, scena migliore quella in cui il suddetto Jimsy baratta generi alimentari per i "Taba-Taba", ben identificate sigarette "corrette". Miyazaki sempre stato un fricchettone dentro.


panapp: Ma sei marchigiano e non l'ho mai saputo? Anche io!
geenoo: panapp anche matteodi.leonar ed è probabile che abitiate sullo stesso pianerottolo.
psychopompe: scusa il ritardo panapp, mi sa che mi avevi già detto che eri un ascolano....mannaggia a te! E se non ho capito male pure geeno...
Bartleboom
Bartleboom Divèrs
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Forse non l'apice assoluto del Maestro (l'età un cicinin si fa sentire + i termini di paragone sono enormi), ma comunque capolavoro. E' una serie di lungo respiro gestita davvero magistralmente. E poi ci sono già praticamente tutti gli elementi della poetica Myazakiana: le macchine volanti, la celebrazione della fanciullezza in contrapposizione alla stupidità del mondo degli adulti, l'amore per la natura, le corse sulle pareti perfettamente verticali...


macaco
macaco
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Questo é la migliore serie di disegni animati mai realizzata. Trasmessa per la prima volta in italia nei primi anni ottanta, io avevo nove o dieci anni ed é riamsta sempre nel mio cuore. L´ho rivista qualche mese fá con mia figlia di cinque e anche lei si é appassionata, i capolavori non invecchiano mai. La serie di Conan era veramente avanti perché affrontava tematiche ambientaliste nel´78. Racconta una storia d´amore purissima e platonica e non riporta nessuna violenza gratuita come molti altri disegni. Bellissimo il contrasto fra la vita semplice di Hyarbor legata alla terra e la grigia tecnologia arrogante e distruttrice di indastria. La forza esagerata di Conan rappresenta la forza con la quale gli uomini dovrebbero credere ai propri ideali invece che al potere o ai soldi, lui si che era un vero supereroe. Recensione superficiale per un grande capolavoro.


dosankos: Superficiale? Sti cazzi... Che dovevo dire di più?
macaco: Personalmente poco mi interessano le informazioni su Miyazaki e la trama della serie. Avrei voluto leggere qualcosa di emozionante, di vibrante, che facesse sentire un poco il grande messaggio che con maestria é rappresentato in Conan.
Foxfire: @[macaco] Tutto giusto quello che dici ma un noto musicologo, yamatologo, pedagogista, linguista afferma che per un bambino è più sano crescere con questi valori " Fare 0 a 0 con la Juve è sempre un piacere. Fare 0 a 0 con 0 tiri in porta e 2 rigori negati alle merde è un piacere anche doppio. Sinceri auguri di non vincere un cazzo, quest'anno." che piuttosto con quelli di questo anime "La forza esagerata di Conan rappresenta la forza con la quale gli uomini dovrebbero credere ai propri ideali invece che al potere o ai soldi, lui si che era un vero supereroe."
macaco: Infatti ho scritto uomini, sui valori morali dei bambini mi astengo da qualche riflessione, (in effetti non ci ho mai pensato con attenzione). Grazie del commento comunque.
Foxfire: Intendevo dire che i bambini crescono sicuramente in modo piu' sano guardando anime con questi valori piuttosto che perdere tempo a giocare a calcio dove spesso i genitori incitano i figli a spezzare le gambe ai bambini della squadra avversaria.
dreamwarrior
dreamwarrior
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Capolavoro senza tempo. Rivisto da adulto mi ha appassionato ancora di più.


JURIX
JURIX Divèrs
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Raramente ho letto recenZioni di cartoni così appaZZionanti. Su 'sto "Conan" non posso mettere il voto: come il 99% dei cartoni animati (Japponesi e non) di un tempo, mi ricordo la sigla a memoria grazie alle cassettine, ma in televisione ne avrò visto 2 puntate.


giampi65
giampi65
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Conan forever..........!!!!!!Indimenticab ile!!!


panapp
panapp Divèrs
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Pietra angolare dell'animazione seriale mondiale.


Don_Pollo
Don_Pollo Divèrs
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Effettivamente gli anime non li ho mai sopportati, diciamo pure che li detesto, eppure Miyazaki l'ho sempre adorato. Forse per la sua poetica...


fedezan76
fedezan76
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Mitico. Tra quei pochi anime che riguarderei volentieri anche oggi.


macaco: Lo trovi in torrent su Tnt village.
pi-airot
pi-airot
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Voti che do volentieri a questa recensione e a questo anime. Come si chiamava il compagno di avventure di Conan, quello con i capelli che sembravano una capanna? Una delle cose più simpatiche che ricordo nella televisione della mia infanzia.


dosankos: Jimsy
robotanake
robotanake
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semplicemente F A N T A S T I C O !
mi è venuta voglia di rivederlo...
PS e il capitano deis e il suo barracuda dove lo mettete?


cptgaio
cptgaio Divèrs
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Cosa dire su "Conan, il ragazzo del futuro"? Meglio lasciarlo non detto.


masturbatio
masturbatio
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Cartone epico, la recensione non gli rende onore però almeno l'hai ritirato fuori. Detto da uno che durante l'infanzia ha guardato pochi cartoni, di Miyazaki non ho visto nient'altro, semplicemente una perla di bontà e sentimento in un mare di cartoni grigi, anonimi e senza contenuti


Danny The Kid
Danny The Kid
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mai sopportato, quasi quasi mi fa rivalutare persino... un link lungo


Danny The Kid
Danny The Kid
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ooops, ma non è QUEL conan... mi sa che ho appena rimediato una bella figura di merda!


dosankos: Ma intendevi QUEL o QUEL ?
Danny The Kid
Danny The Kid
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hehehe... il secondo che hai detto.


enbar77
enbar77
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Un mattone che compone il muro della mia vita. Bravo @Dosankos! Ma qualcuno si ricorda di Ruy Cid, il ragazzino che sognava di diventare cavaliere?


dosankos: Ruy piccolo cid, lo conosco di fama ma non l'ho mai visto. Credo che sia anche introvabile sul mercato
dosankos
dosankos
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AntiANIMEisti a parte, avete messo tutti 5 a Conan. E pensare che quel coglione del DeRecensore gli ha dato 4...


dosankos: Hai ragione, il DeRecensore è proprio un coglione a metter 4
dosankos: Concordo in pieno
fedezan76: Non esagerare adesso, non è mica colpa sua se è un coglione. E poi, destro o sinistro?
dosankos: Sempre a sinistra
fedezan76: Pirata della strada!
pirata: ehi calmi, qui l'unico pirata sono io. della strada, del mare, della tundra artica e un po' di tutto quello che vi pare
pirata: e hai ragione dosankos, hai sbagliato a mettere 4 a questo cartone. questo è da 1 secco, roba per femminucce, pieno di buonismi e inutili sentimentalismi. KEN IL GUERRIERO, quello si che era TOSTO!
dosankos: Immenso Ken, ma Conan è comunque un ragazzetto che ha i nervi e le palle quadre.
fedezan76: Ken non capisce un tsubo, il protagonista doveva essere questo Ken Shiro contro il falso Toki (tal Amiba): "Sono un Genio!" !
babaz
babaz
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DARE MENO DI 5 E' UN INSULTO...CAPOLAVORO ASSOLUTO. PUNTO.


adrmb: O P S
pippowwf
pippowwf
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Recensione:
4 a Conan??????


adrmb
adrmb
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Recensione:
Molto carino per il mostrare tutti i semi delle tematiche e degli stereotipi che Miyazaki sviscererà nei film con più maturità, ddall'irrisolvibile conflitto scienza-natura, le (belle) sequenze di volo, personaggi caricaturali e/o mai veramente buoni o cattivi. La storia per quanto bellina non mi ha mai veramente coinvolto salvo dall'attacco di Industria all'isola di Lana dove ho riscontrato un miglioramento esponenziale del livello qualitativo praticamente costante e gli episodi si fanno tesi come una corda di violino (a parte il 20, che però vabbè è diretto da Takahata e comunque è molto malinconico e bello nella sua staticità). Molto belle alcune suggestioni visive che fanno presagire il genio visionario del Miya, lo scenario dello tsunami, i bucolici e "grezzi" paesaggi bucolici, la cupola di Industria e relativa illusione, la sinistra selva artificiale che viene attraversata da Lana. Molto bello. La visione comunque rimane complessivamente gradevole, c'è qualche buonismo sparso qua e là (alla fine è sempre una serie per ragazzi) ma niente di disturbante. Bella serie, anche se per me la gemma della Nippon rimane Akage no Anne (anche se parliamo di genere e stile diametralmente opposti).


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