Ci si chiede a volte da cosa dipende il successo, non parlo di quello proposto o supposto dalle pubblicità della TV, ma di quello planetario, di quando sei un buon musicista, o un gruppo di buoni musicisti, del tipo ottima canzone per intenderci.
Ecco ascoltando questi Hefner, di cui ignoravo l'esistenza, ti chiedi "ma com'è che li conosce così poca gente?" Eppure sono cento volte più bravi dei vari Maroon 5 e altri gruppi di questo tipo che ci tormentano con i loro ritornelli. Scaricai il video di "Good Fruit", in cui ci sono dapprima loro seduti su un divano, poi qualcuno mette il cd del pezzo e cominciano a ballare con un fare da ballo di gruppo come posso farlo io alzando a malapena una gamba ma "sentendo" moltissimo la musica, che scorre orecchiabilissima e ti si pianta nella testa. Questo disco è semplicemente del buon rock da poter sentire anche in compagnia senza che qualcuno dica: abbassa il volume, ottima colonna sonora di strade per tornare dal mare al tramonto, sapendo che ti attende una bella serata, canticchiando senza aver troppa voglia di farsi grandi domande sulla vita. Per quanto loro se ne facciano, anche con una certa dose di cinismo: "The Day That Thatcher Dies" è uno dei titoli.
Il disco è del 2000, ma mantiene certamente una gran freschezza sonora (non è di quelli che scadono), perché è proprio questo, un disco fresco e senza particolari pretese di diventare un riferimento per alcunché. Ve lo consiglio anche per battere il ritmo mentre cucinate, facendo dei piccoli balletti mentre saltate della pasta in padella. Per chi vuole un riferimento, del tipo "a scatola vuota compro solo... ", posso dirvi che ricordano un po' Lloyd Cole And The Commotions vent'anni dopo e quindi anche gli Orange Juice di "Lean Period", grande disco della mia adolescenza, sempre ovviamente vent'anni dopo, un po' meno malinconici e più politici nei testi. Molto British.