Enrico Nicola Mancini, meglio conosciuto semplicemente con il nome di Henry, è stato uno dei migliori compositori di musica da film del secolo scorso. Il suo nome è legato alle colonne sonore di film amatissimi dal grande pubblico ma soprattutto ad autentici capolavori della storia del cinema, basti ricordare "The Party" (1968), "Breakfast At Tiffany's" (1961) e la serie della "Pantera Rosa" tutti diretti da Blake Edwards, ma anche le opere più importanti di Stanley Donen, "Charade" (1963) e "Two For The Road" (1967).
Non tutti sanno però che Mancini ha composto anche alcuni temi per serie televisive, il più noto è sicuramente quello della sigla d'apertura di "Remington Steele", serie della NBC andata in onda dal 1982 al 1987 in Italia conosciuta anche con il titolo "Mai Dire Sì". La serie è un piacevole mix di ironia e giallo: la storia di una investigatrice privata (Stephanie Zimbalist) che gestisce sotto le dipendenze di un inesistente capo (Remington Steele) la sua agenzia investigativa; il serial lancerà Pierce Brosnan che interpreta proprio la falsa figura di Remington Steele e accompagna la datrice di lavoro nelle più strambe e svariate indagini.
Il tema che Mancini compone pur nella sua semplicità e immediatezza dovuti al ridotto minutaggio della sigla è un piccolo gioiello molto interessante. L'inizio è affidato agli ottoni che tracciano la linea melodica di base, un andamento lento e cadenzato che si ripete in modo regolare; nel tessuto melodico anche gli archi che prima accompagnano gli ottoni e poi riprendono il tema principale a loro volta, il ritmo è scandito dai timpani in questa prima parte. Gli archi poi conducono nuovamente agli ottoni che spezzano la linea melodica iniziale, si inserisce la batteria al posto dei timpani; ora nella versione lunga slegata dalla sigla tv c'è una piccola jam sessions tra il sax che si lancia in una pregevole divagazione accompagnato da basso, batteria e percussione varie in sottofondo. Gli Archi continuano insieme agli ottoni sullo sfondo a suonare il tema che poi riprende da dove si era interrotto. Ecco che dal principio nuovamente viene ripreso il tema principale dagli ottoni e poi dagli archi, il suono cresce d'intensità per poi scendere lasciando solo gli ottoni e la batteria che riducono complessivamente il livello sonoro fino quasi a rendersi silenti, si aggiungono gli archi e si finisce increscendo con tutti gli strumenti che portano al finale.
Alla fine una piccola grande composizione che dimostra che anche una sigla di un serial può essere un opera d'arte.