Copertina di Henry Purcell Funeral Music For Queen Mary - Five Anthems
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Per appassionati di musica classica, studenti di musica, cultori di musica barocca, storici della musica, fan di henry purcell
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LA RECENSIONE

Tutta la storia ruota attorno all’abbazia di Westminster.

Là, lungo il Tamigi, da mille anni sforacchia il culo del cielo col suo svettare gotico. Dentro all'abbazia, proprio vicino all’organo, è sepolto Henry Purcell. Nel cuore dell’Inghilterra. Nel cuore di Londra. Nel cuore (forse) dell’abbazia stessa.

Lì suo padre era stato, come lui, maestro del coro. Lì questa musica verrà suonata per il funerale della regina Maria seconda. È il 1685. Purcell ha trentasei anni ed è il più grande musicista inglese della sua generazione. Morirà pochi mesi dopo, e in quell’abbazia per il suo funerale verrà suonata la Funeral Music for Queen Mary.

Sì, prima di Mozart anche Purcell aveva composto la musica per il suo funerale.

Forse anche meglio di Mozart.

La marcia che apre e chiude la composizione —poi stilizzata all’estremo da Wendy Carlos per A Clockwork Orange— è la prima marcia mai scritta per un funerale. Ma questo può anche non interessarci. Il fatto è che è una delle cose più dure, adamantine mai scritte.

Suona come qualcosa d’irrevocabile, repentino. Come la morte, appunto. Gli ottoni tracciano destini, i tamburi scandiscono il tempo. Poi tutto si scioglie in voci rotonde e tiepide, come ghiaccio al sole. Inanella ogni possibile emozione, trema, cresce decresce e si spegne. Poi torna all’inizio, riprendendo la marcia iniziale.

Ora, Purcell è un personaggio enigmatico, di lui si sa molto poco.

Anche il suo barocco è strano, perché non è ricercato. Non è pulito, netto e circonvoluto. Non c’è fuga, né contrappunto. Non è, come direbbe Glenn Gould, un’ala del turbine intelligente. La sua malia sta altrove, nel verticale e non nella spirale. Nel terroso, nel doloroso e non nell’opalino.

Ci ho messo un po’ eh, ma poi l’ho capito. Lui, la sua musica sta tutta lì. In quello svettare gotico dell’abbazia di Westminster. In quel suo sforacchiare il culo del cielo.

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Riassunto del Bot

La recensione esplora la Funeral Music For Queen Mary di Henry Purcell, sottolineando il legame profondo tra la musica e il contesto storico dell'Abbazia di Westminster. Purcell, figura enigmatica, crea un'opera intensa e struggente, caratterizzata da una marcia funebre unica e da atmosfere che riflettono la morte e il dolore. Il tono è meditativo e coinvolgente, portando il lettore a immergersi nella potenza espressiva del brano.

Tracce

01   Funeral Music For Queen Mary (1695) (17:32)

02   Anthems (05:02)

03   Verse Anthems (00:00)

04   March, Canzona (00:00)

05   Funeral Sentences: Man That Is Born Of Woman; In The Midst Of Life; Thou Knowest, Lord (00:00)

06   March (00:00)

07   Thous Knowlest, Lord (Second Setting) (00:00)

08   Hear My Prayer, O Lord (00:00)

09   Remember Not, Lord, Our Offences (00:00)

10   Rejoice In The Lord Alway (08:12)

11   My Beloved Spake (11:17)

12   Blessed Are They That Fear The Lord (09:43)

Henry Purcell

Compositore barocco inglese (1659–1695), considerato tra i maggiori musicisti inglesi del XVII secolo. Autore di opere, musica sacra e brani strumentali; è sepolto nell'abbazia di Westminster.
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