LA RECENSIONE

Anche questa volta Ian Russell McEwan mi ha piacevolmente trascinato in un racconto diviso in due parti, una distopica che scava fino a terminare in una attuale, denso di ingredienti (come è suo solito), la prima parte è divisa in ventun capitoli dove ci si trova catapultati nel 2119 ed il mondo assomiglia ad un “little/big Day After” in cui la popolazione mondiale è quasi dimezzata a causa di catastrofi ecologiche dovute ad eventi nucleari mossi da guerre tra varie nazioni, le generazioni dei sopravissuti cercano di tornare alla normalità come possono, ci sono scarse se non nulle possibilità di muoversi per turismo come si fa beatamente ai nostri tempi (tanto che negli USA ancora si combattono guerre “partigiane” tra uno Stato e l'altro), e non si trovano nemmeno i molti saporitissimi cibi, vini ecc. che allietano le nostre tavole imbandite, a causa proprio dei diversi disastri ecologici non per ultimo l'innalzamento degli oceani che si son mangiati sommergendoli ampi territori costieri e non, tra i tanti che cercano di salvare il salvabile ci sono due ricercatori universitari che si danno un gran daffare intorno alla poesia e letteratura del periodo 1990/2030 ed in particolare su un manoscritto poetico del 2014, che Francis, un illustre poeta dedica come regalo di compleanno alla moglie Vivien, dopo averne distrutto tutte le copie, questo poema però risulterà introvabile, ed i due ricercatori (marito e moglie) entrambi professori all'università, che nell'arco del racconto si uniranno, poi si separeranno, poi si riuniranno, faranno di tutto per recuperare tale manoscritto come in una caccia al tesoro.

Nella seconda parte è Vivien che racconta di sé e delle persone che incontra e che faranno parte della sua vita (tutti personaggi che già conoscevamo da quel futuro distopico descritto nella prima) e qui veniamo sorpresi da una catena di eventi che si concluderà nel 2020, eventi che ci lasceranno (almeno a me) a bocca aperta e senza fiato.

I temi trattati sono molteplici, si va dalla storia alla filosofia, dall'economia all'ecologia, dalla poesia alla prosa, dall'amore al sesso, e purtroppo alle guerre, comprese quelle in Ukraina e nel resto del mondo, e come accennavo all'inizio anche stavolta questo capace scrittore non mi ha per niente deluso dalle aspettative anzi...

PS il genere o sottogenere viene così descritto da wikipedia: Fantascienza speculativa, Cli-Fi, Giallo Letterario

PS2 questa recenzia è stata scritta e gentilmente concessa dal mio amico sempiterno Stanlio, che ogni tanto ospito qui (visto che io ho ben altro da fare in questi anni da pensionato, in cui uso il tempo e lo spazio libero a mio esclusivo piacimento), pure la foto pressapochista è stata mal scattata da illo.

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Riassunto del Bot

La recensione esplora il romanzo di Ian McEwan 'Quello che possiamo sapere', caratterizzato da una narrazione in due parti: una distopica ambientata in un futuro sconvolto da catastrofi, e una più intima e contemporanea. Il libro intreccia ricerca letteraria, relazioni personali e una riflessione profonda su temi ecologici, filosofici e politici. Un'opera apprezzata per la sua complessità e per la capacità di sorprendere fino all'ultima pagina.

Ian McEwan

Ian McEwan è uno scrittore britannico noto per romanzi come Atonement, Saturday e Enduring Love. Le sue opere esplorano spesso dilemmi morali, psicologia dei personaggi e temi sociali.
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