Copertina di Incognito Jazz Funk
giorgioladisa

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Per appassionati di acid jazz, funk, soul, musica strumentale e cultori della scena musicale anni 80
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LA RECENSIONE

La prima volta che ho ascoltato "Don't you worry about a think" interpretato da Maysa, vocalist degli Incognito, me ne sono innamorato. Il conseguente acquisto dell'album che lo conteneva, "Tribes vibes and scribes", è stato l'inizio del mio viaggio nell'acid jazz.

Era lo stesso periodo (1993), in cui uno sconosciuto Jamiroquai, che ancora non si poteva permettere nè Ferrari nè coca, dava alla luce "Emergency on planet Earth", apice assoluto e ineguagliato della sua carriera. Ho creduto di trovarmi di fronte ad un genere musicale appena nato, l'Acid jazz appunto (e non capisco il perchè di questo nome, visto che di acido non ha nulla... ). Ma un giorno un disco in mid-price dal nome accattivante: "Jazz funk", ha attirato la mia attenzione. Più che un titolo, una dichiarazione di intenti.

"Jazz funk" è esattamente ciò che viene suonato nel disco. L'ho ascoltato e mi "suonava" ancora moderno; ho pensato che non potesse avere troppi anni alle spalle. Invece, con sorpresa, ho scoperto che è stato stampato nel 1981, in piena new wave e mentre la discomusic era in fase discendente. Èil primo album della lunga storia degli "Incognito" e del suo leader Jean Paul "Bluey" Maunick, Chitarrista londinese chiaramente ispirato ai mostri sacri del soul e del funk come Stevie Wonder, Earth Wind & Fire, Steely Dan. Paragoni azzardati, forse, ma queste influenze si sentono tutte.

Chitarra funky, perentori giri di basso, fiati e tastiere, sprazzi di percussioni latin, assoli magistrali tutti amalgamati in una corale jam session, con uno sguardo al passato ed uno al futuro. Un disco quasi completamente strumentale e le voci utilizzate principalmente per i cori. La prima traccia "Parisienne girl" è un capolavoro assoluto. Lo scarno booklet del cd contiene solo i titoli delle canzoni e del produttore.

Ma non lasciatevi ingannare, la musica sarà molto più esplicativa di mille parole. Let's funk!!
Genere: Acid Jazz

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Riassunto del Bot

La recensione celebra l'album 'Jazz Funk' degli Incognito, pubblicato nel 1981, come un pilastro dell'acid jazz. Con influenze di funk e soul, l'album è descritto come moderno e ricco di groove nonostante l'età. Viene apprezzata la maestria musicale di Jean Paul Bluey Maunick e l'uso quasi esclusivo di strumenti, con la voce presente solo nei cori. Un invito a riscoprire un classico che ha segnato una stagione musicale.

Tracce testi video

01   Parisienne Girl (05:45)

02   Summer's Ended (05:05)

03   Shine On (05:03)

04   Wake Up The City (04:08)

05   Interference (05:19)

06   Incognito (04:55)

(Incognito)
The man behind the mask
(Incognito)
At the masquerade's board?
(Incognito)
Can you see through his disguise?
(Incognito)
Is he a friend of yours


(Incognito)
The man behind the mask
(Incognito)
A face you can't conceal?
(Incognito)
I can see through your disguise


Standing in the dark
Hidden in the crowd
(Incognito)
Trying to see your face
Chasing shadows through
(Incognito)
the night


(Incognito)

07   Sunburn (04:49)

08   The Smile Of A Child (04:07)

09   Why Don't You Believe (03:20)

10   Chase The Clouds Away (04:35)

11   Walking On Wheels (04:54)

Incognito

Incognito è una band britannica di acid jazz guidata da Jean Paul "Bluey" Maunick, nota per mescolare funk, soul e jazz in arrangiamenti corali e grooves strumentali.
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