Copertina di Indigesti Osservati dall'inganno
ilTrattoreRagno

• Voto:

Per appassionati di punk e hardcore underground, fan della musica italiana degli anni 80, ascoltatori di rock alternativo e chi cerca testi profondi e impegnati.
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LA RECENSIONE

Sono passati 26 anni dall'uscita di questo CAZZO DI DISCO! E potrebbe essere uscito ieri. In quanto a estraneità dai comuni canali di intrattenimento musicale e non. Nemmeno nel punk tanto era stato osato in Italia in quanto a rumore e a disperazione, per me nemmeno dai grandissimi Wretched. L'oscurità in cui brillano di luce propria i testi di Rudy Medea, è veramente profonda. Ed ora rischiamo di dimenticarci di questa band, rischiamo di lasciar passare il tempo inesorabile e si capisce bene, troppo bene, che oggi se qualche band idi ridicoli ragazzini, o non più ragazzini, dice di fare hardcore punk è solo perchè s'è dimenticata dei fondamentali del genere. Difatti i risultati ottenuti da queste insignificanti realtà sono fruibili da tutti. Dimenticare è la parola d'ordine dei giovani.

I testi parlano di un a società che giunge al termine, che si uccide con le sue stesse mani, con le sue stesse telecamere, e da cui si cerca di fuggire, scappare dai riflettori al fosforo bianco di un mondo che è ormai plagio di sè stesso, che ci ingoiano nelle "Dune" del deserto, poesie che scavano nel profondo di emozioni perse da tempo, "Osservati dall'inganno" che soffoca meraviglie sopite, tristezze da lontani pianeti, permeate da un "Alone d'oro", e vengono urlati senza sosta, in un sussurro infinito (particolarità del disco, questa voce sempre più dentro del dovuto, voluta controtendenza al lirismo italiano?) e accompagnati da scudisciate di chitarre caustiche, rullate ultrasoniche di batteria, e un trapano al posto del basso, ci spediscono nei meandri di una provincia (quella oscena di Vercelli, casa base dei 4) che pulsava di rabbia, e di innovazione, con gli occhi fissi a tutto il resto, tralasciando l'hardcore, pensando in un jazz dai chiodi arrugginit, piantati in una bara di perbenismi e voyeurismi, un'attitudine hardcore incarnata in un'intelaiatura industrial niente affatto pulita e patinata.

Un capitolo di odio raffinato, una rasoiata in pieno viso. E una lezione che questa inutile provincia dovrebbe imparare. Ma che dubito farà.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra il disco 'Osservati dall'inganno' degli Indigesti come un capolavoro hardcore punk italiano, ancora attuale dopo 26 anni. Viene sottolineata l'originalità, la profondità lirica e l'energia disperata del gruppo. L'album emerge come un contributo innovativo e oscuro, lontano dalle banalità del punk contemporaneo. Il pezzo è definito una lezione di odio raffinato e ribellione artistica, con forti connotazioni sociali e di protesta.

Tracce video

01   Silenzio statico (01:48)

02   Doppio confronto (01:44)

03   Diretto nel mio sguardo (02:55)

04   Senso di abitudine (02:11)

05   Fragile costruzione mobile (02:19)

06   Osservati dall'inganno (01:41)

07   Alone d'oro (01:33)

08   Dune (01:57)

09   Dubbio legato (02:44)

10   Permessi nel disagio (01:29)

11   Uguale nell'uguale (02:17)

12   Oltre camera (03:11)

Indigesti

Indigesti è una band hardcore punk italiana originaria di Vercelli, nota per testi cupi e un approccio sonoro abrasivo; nelle recensioni viene citato il cantante Rudy Medea.
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