Insomniac Games
Spyro the Dragon

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I primissimi tempi con la PlayStation ci giocavo su un demo che ti faceva provare il primo mondo, mancava un livello, non si accedeva al livello di volo né al boss e non te lo faceva completare; il gioco me lo feci regalare per il Natale 2000 (avevo 11 anni), fu messo in un pacco regalo che conteneva anche il Greatest Hits di Lenny Kravitz, che strana accoppiata, un videogame destinato ad un pubblico decisamente infantile e un rocker statunitense (che poi non ho più approfondito), bambini e adulti nella stessa scatola; il resto è storia, amo questo gioco ancora adesso.

Un piccolo draghetto viola che si trova a dover salvare i suoi simili più anziani che il malvagio Gnasty Gnorc ha condannato per diffamazione proprio nei suoi confronti; è proprio vero, nella vita bisogna stare davvero attenti a quello che si dice, potrebbe rivelarsi davvero un boomerang che ti ritorna, la morale sembra essere quella; durante un’intervista un drago definisce Gnasty “semplice, innocuo e brutto”, forse non pensava che il tizio fosse così permaloso, nemmeno che egli stesse seguendo l’intervista in diretta, ecco che per colpa sua si ritrovano tutti intrappolati in blocchi di cristallo, tranne Spyro che era troppo piccolo per essere colpito dall’incantesimo. Magari nella vita si potesse cristallizzare il primo che spara una minchiata sul tuo conto, eheheh…

80 draghi, 14000 tesori, 12 uova di drago, questo è tutto ciò che il draghetto deve recuperare, tutto più o meno omogeneamente sparpagliato in 6 coloratissimi mondi, ciascuno palesemente distinguibile per un particolare stile paesaggistico che caratterizza i suoi livelli: verde e collinare quello degli Artigiani, arido, sabbioso e ricco di gole e canyon quello dei Pacificatori, montuoso, ripido e ghiacciato quello degli Stregoni, paludoso e ricco di cortecce quello dei Domatori, incantato, fatato e fluttuante quello dei Tessisogni, metallico e portuale quello di Nasty. Mondi che si suddividono in un numero ben preciso e schematico di livelli; tutti infatti hanno una home, tre livelli ordinari, un livello di volo e un livello del boss, fa eccezione l’ultimo mondo, che ha due livelli ordinari oltre alla home, il livello di Gnasty Gnorc e quello finale del tesoro. La home è il livello principale, senza nome, indicato semplicemente come “Casa” (ad eccezione dell’ultimo mondo, dove si chiama “Norc Nexus”), qui è possibile raggiungere tutte le altre località grazie ad appositi portali ad arco e gli altri mondi grazie ad una mongolfiera sorvegliata da un aeronauta che chiede sempre qualcosa in cambio prima di trasportare Spyro altrove (che vengano raccolti un certo numero di tesori o salvati un certo numero di draghi).

In ciascuno dei livelli Spyro deve muoversi in ogni angolo possibile e raccogliere un numero variabile di tesori (100-200 del primo mondo, fino a 400 nel secondo e fino a 500 dal terzo in poi) e salvare da 2 a 4 draghi (in due livelli addirittura 5), come anche riprendersi le uova di drago (presenti solo nei primi tre mondi) rubate dai ladri vestiti di blu (dei veloci tizi da rincorrere senza fermarsi e senza perdere l’orientamento, abbiamo bestemmiato un po’ tutti le prime volte); il numero di tesori da recuperare può spaventare ma esso non corrisponde al numero di gemme: la gemma rossa vale 1 tesoro, la gemma verde 2, la gemma blu 5, la gemma gialla 10 e la gemma viola 25; si trovano sparse a terra o in mano ai nemici (è necessario quindi batterli tutti, alcuni dotati di armatura a prova di fuoco, alcuni invece troppo grandi per essere caricati) oppure in casse di legno apribili con una fiammata, in casse di metallo per le quali serve un’incornata, in piccoli contenitori dotati di elica da far girare, in casse di TNT, in forzieri sigillati che necessitano di una chiave da scovare, in forzieri indistruttibili che possono essere scoperchiati con soluzioni di forza quali razzi, supercariche o superfiamme. La pazienza di esplorare ogni zona del livello è essenziale nel giocatore, non è certo il gioco per giocatori poco pazienti che non hanno sbatti di raccogliere ogni cazzata e puntano dritti alla fine del livello, essenziale è anche il non essere predisposti ai giramenti di testa causati dalla continua rotazione della telecamera, le gemme possono trovarsi su alture, cime di castelli, zone non proprio alla portata e sotto gli occhi del giocatore, se hai girato tutto il livello e scopri che ti manca magari una sola gemma sono bestemmie! Cos’avrò dimenticato? Sono salito su quella torre laggiù? Ho provato ad andare dietro quel muro? Ho provato a planare su quell’isolotto in lontananza? Tutte domande che divengono d’obbligo se si vuole finire il gioco come si deve, ascoltare i draghi dopo averli liberati può essere d’aiuto; ok, non è necessario prendere per forza tutto per poter procedere verso i mondi successivi e la sconfitta di Gnasty Gnorc, ma il vero obiettivo è proprio quello di riuscire a raccogliere tutto ciò che c’è nel mondo dei draghi, sconfiggere Gnasty e quindi accedere al livello finale con gli ultimi 2000 tesori da raccogliere. Tutto facendo attenzione a non venire colpiti troppe volte: la libellula Sparx accompagna Spyro durante ogni singolo spostamento (anzi, è lei a raccogliere le gemme) e si presenta di color oro ma ad ogni colpo diventa blu, poi verde, poi sparisce e al prossimo tocco Spyro perde una vita, arrostire quei piccoli animaletti che girano per il livello trasformandoli in farfalle da offrire in pasto a Sparx è ciò che serve fare per recuperare l’energia persa.

Anche nel livello del boss lo scopo rimane lo stesso, raccogliere tutti i tesori e liberare l’unico drago presente (2 nel boss del quinto mondo), alla fin fine è un livello normalissimo che si conclude con la sconfitta del boss. Totalmente a parte è il discorso da fare riguardo ai livelli di volo (che non seguono lo stile paesaggistico del mondo in cui si trovano): Spyro deve qui svolazzare per tutto il livello e saccheggiare tutti gli oggetti che trova prima che scada il tempo, ottenendo 60 tesori per ogni serie di 8 oggetti saccheggiata (bauli, botti, aeroplani, elicotteri, barche, ma anche anelli o archi da attraversare), più altri 60 tesori per essere riusciti a completare il tutto in un solo colpo, per un totale di 300. Inutile dire che serve tempismo e intelligenza e che il rischio bestemmie è qui più alto che altrove, serve capire qual è il percorso ideale da seguire per ridurre al massimo l’intervallo di tempo fra un oggetto e l’altro e non perdersi in manovre inutili e rallentate che potrebbero costare il tentativo.

Eppure c’è da dire che nonostante tutto questa prima avventura di Spyro è decisamente facile, specie se confrontata con le successive, la giocabilità è decisamente alla portata di tutti e Spyro non deve risolvere prove di abilità particolari né rompicapi, deve semplicemente limitarsi a raccogliere tutto ciò che trova; le gemme non sono particolarmente nascoste in posti impensabili o in muri da spaccare come capita invece nei capitoli successivi, fa eccezione forse il livello Tree Tops, dove Spyro deve rincorrere due ladri servendosi di rampe luminose per raggiungere un isolotto davvero lontanissimo, stesso discorso nel livello Wizard Peak. Effettivamente le rampe luminose meritano un discorso a parte, sono quanto di più figo Spyro possa incontrare nel suo viaggio, trattasti di frecce luminose ad intermittenza situate su alcune discese, possono servire per aprire forzieri inattaccabili ma soprattutto per raggiungere luoghi altrimenti inaccessibili.

Riguardo alla grafica è bene soffermarsi sulla vivacità dei colori, una vivacità che sembra davvero essere un biglietto da visita per chiunque. Menzione d’onore per la musica composta dall’ex batterista dei Police Stewart Copeland, che ha creato qualcosa di sofisticato e non classificabile in alcun genere, una musica limpida e solare che si sposa molto bene con i colori vivaci del gioco e rende l’avventura di Spyro ancor più invitante.

Rimane ancora il mistero sul motivo per cui dopo aver completato il gioco al 120% il filmato finale mostra i draghi che vengono nuovamente intrappolati e Spyro si ritrova di nuovo all’inizio del gioco, per il resto è storia. Un gioco più elementare e meno enigmatico rispetto ai capitoli successivi ma resta un classico imprescindibile di quella che rimane l’era più memorabile per il videogame.

Questa DeRecensione di Spyro the Dragon è distribuita da DeBaser con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.
Può essere parzialmente o totalmente riprodotta, ma solo aggiungendo in modo ben visibile il link alla recensione stessa su DeBaser: www.debaser.it/insomniac-games/spyro-the-dragon/recensione

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Commenti (Quattro)

adrmb
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Di questo ricordo un tizio su un ponte che voleva delle gemme
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splinter: Si chiamava Riccone, compare nel secondo e terzo episodio, non ancora in questo.
Onirico: Colonna sonora dei Fiata da Sogno?
adrmb: Ah ecco, lui ahah
RinaldiACHTUNG
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Ma cosa mi hai ricordato... giramenti di testa? quando lo facevi correre premendo quadrato erano dei veri e propri trip
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proggen_ait94
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tediosello ma piace tanto.
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Bartleboom
Bartleboom Divèrs
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Erano tempi in cui sucavo tantissimo, a livello videoludico. Avevo appena iniziato l'università ed ero poverissimo. Quindi non mi potevo permettere la play. Quindi dovevo elemosinarla al fidanzato di mia sorella, che mi ci faceva giocare una volta al semestre. Ci ho giocato un bel po', ma non con grande assiduità, in maniera saltuaria, e questo ha senz'altro intaccato l'esperienza di gioco. Comunque me lo ricordo un gran bel platform. Ai tempi, la grafica della prima play ci faceva gridare al miracolo, come se ogni volta che compariva il rombo arancione della Sony ci apparisse la madonna del petrolio. Oggi mi chiedo francamente come abbiamo fatto a non rimanere tutti ciechi e rincoglioniti con tutti quei cazzo di poligoni. Vabbeh... La recensione è abbastanza tremenda: sei riuscito a fare una specie di "lista della spesa" su praticamente ogni aspetto del gioco, ma a momenti neppure si capisce se ci hai davvero giocato o se hai letto la trama e le meccaniche di gameplay su wikipedia. e, soprattutto se ti è piaciuto e quanto.
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splinter: Sarà che la passione estrema mi ha portato a descrivere ogni singolo aspetto...

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