Cioè i suoni della natura. Da accelerometri (accelerometres in inglese, credo che il termine renda l'idea) inseriti nella terra delle zone del musicista in questione per riprodurne le vibrazioni, specie nei geysers.
Fantastico, da togliere il fiato in alcuni momenti.
Consigliato: a tutti
Sconsigliato: ai puristi dell'elettronica, che da un'etichetta come la Touch si aspettano sempre cose alla Fennesz. Ma sono sicuro emozionerà anche loro.
Prossimamente: la recensione dell'ultimo cd di Teho Teardo, ovvero la sonorizzazione di un'antica torre. Ovvero di qualcosa che a modo suo fa parte della terra.