Copertina di James Taylor Flag
Paolos

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Per appassionati di musica cantautorale, fan di james taylor, ascoltatori di folk e pop anni '70/'80, amanti di testi profondi e melodie intense
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LA RECENSIONE

1979: "Flag". Album ibrido fra lo stile cantautoriale puro degli anni '70 e quello più pop da consumato enterteiner anni '80. Le prima traccia "Company Man" è una classica canzone alla Taylor, che non entusiasma particolarmente ma nemmeno delude, con pure un classico incipit alla Taylor: qualche corda pizzicata e poi via alla melodia vocale dolce e vellutata che ritma la canzone. . . Bastano i primi cinque secondi per farci esclamare: 'è il solito buon vecchio James!'. Carina anche la seconda: "Johhny Comes back".

Lo stesso non si può dire della terza traccia, forse il pezzo più brutto dell'intera discografia dell'artista: il rifacimento di "Day Tripper". Sonorità fastidiosa, completamente perso il fascino dell'originale, la splendida voce di James qui non ci sta davvero a dire nulla. Il disco fortunatamente si riprende nella seconda parte. In "B. S. U. R. " esplode un ritornello contagioso e davvero coinvolgente, che tratta il tema della difficile espressione della propria personalità, mascherata da una facciata irreale. Stupenda "Millworker", fantastico brano dal testo e dalla melodia strappalacrime, sulla vita rassegnata di una donna vedova, condannata alla monotonia, fatica e tediosità del suo lavoro, per sfamare i suoi figli: "Then it's me and my machine. . . for the rest of the morning. . . for the rest of the afternoon. . . for the rest of my life". Ancora una grande canzone con un grande testo: la conclusiva "Sleep Come Free Me", un carcerato omicida, trova come unico appiglio di salvezza e momentanea libertà il sonno.

Degne di nota oltre alle sopracitate: "Up On the Roof" di Gerry Goffin e Carol King, "Rainy Day Man" (gia inclusa in versione differente nel primo album dell'artista) e infine la delicata, soffice e velatamente malinconica "Chanson Française". Non è il meglio di Taylor, ma la sua sensibilità umana e musicale, in alcuni pezzi si sprigiona, rendendoli indimenticabili.

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Riassunto del Bot

Flag, album del 1979 di James Taylor, è un'opera ibrida che fonde il cantautorato anni '70 con un pop più commerciale degli anni '80. Pur non essendo tra i suoi migliori lavori, alcune tracce come "Millworker" e "Sleep Come Free Me" emergono per profondità emotiva e testo. La cover di "Day Tripper" è considerata il punto più debole, ma nel complesso l'album offre momenti memorabili che riflettono la sensibilità musicale di Taylor.

Tracce testi video

01   Company Man (03:47)

02   Johnnie Comes Back (03:55)

03   Day Tripper (04:25)

04   I Will Not Lie for You (03:16)

05   Brother Trucker (04:01)

06   Is That the Way You Look? (01:59)

08   Rainy Day Man (03:02)

11   Chanson Française (02:05)

12   Sleep Come Free Me (04:43)

James Taylor

Cantautore e chitarrista americano nato nel 1948 a Boston. Emerso a fine anni ’60 con un suono caldo e acustico, ha lasciato un segno profondo nel folk/soft rock grazie a scrittura raffinata, voce baritonale e fingerpicking impeccabile.
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