E' il 1970 quando il ventiduenne cantautore James Taylor, tornato dall'Inghilterra dove lavorò per il suo primo album con l'etichetta dei Beatles (Apple), pubblica il suo secondo album: "Sweet Baby James".
E' un album cantautoriale, dalle splendide armonie, dotate di una stupefacente semplicità. Testi introspettivi, che ci mostrano la straordinara sensibilità del giovanissimo cantautore. Magiche note pizzicate dalle corde della chitarra di James accarezzate da una voce vellutata aprono l'album con la meravigliosa "Sweet Baby James": la vita di un solitario cowboy nelle colline della est coast. Solo con il suo bestiame e con il profondo verde del paesaggio dove porta al pascolo il bestiame, sogna di donne e di boccali di birra e canta per allietarsi le giornate. Una tranquillità e una dolcezza infinite sono sprigionate dalle note di questa prima traccia, una delle hit dell'album. La versione di "Oh Susannah" (scritta da Stephen Foster) qui proposta da Taylor a metà album, mi lascia sempre a bocca aperta, ad ogni ascolto le dolci note della breve canzone, mi toccano corde profonde dell'animo, portandomi inevitabilmente ad un secondo ascolto. Semplice e commovente. "Fire and Rain" è forse la canzone più celebre di questo album, anche questa una ballata indimenticabile, sul vuoto lasciato dalla morte suicida di 'Susan', conosciuta dall'autore, in una clinica di malattie mentali, dove Taylor giovanissimo curava la sua tossicodipendenza...
"Solo ieri mattina mi hanno fatto sapere che te ne sei andata...
Ho visto il fuoco e ho visto la pioggia,
Ho visto giorni di sole che pensavo non sarebbero mai terminati,
Ho visto momenti di solitudine dove non ho potuto trovare amici,
Ma pensavo sempre che ti avrei rivista ancora..."
Nell'album non mancano tracce in cui l'autore vira verso una sonorità blues, sempre accompagnandosi magnificamente con il sound inconfondibile della sua chitarra classica: "Steamroller", "Country Road" splendida, coinvolgente ed incalzante destinata a diventare ben presto una hit e "Oh Baby, Don't You Loose Your Lips On Me". Ancora degne di particolare attenzione: la meravigliosa "Blossom" dallo splendido e indimenticabile ritornello, l'allegria country con cui dipinge meravigliosamente una giornata di cielo sereno in "Sunny Skies" e la accattivante e mutevole armonia della conclusiva "Suite For 20 G".
Uno dei capolavori assoluti della musica moderna. In apertura di anni '70 tanti cantautori incidevano le loro canzoni di protesta valutando ciò che li circondava e portando un contributo ad una società che stava radicalmente cambiando, Taylor non segue la tendenza, non ha alcuna intenzione di alzare gli occhi al mondo che lo circonda, ma si guarda dentro e plasma 11 meravigliosi ed intimistici pezzi.
Un album che non deve assolutamente mancare sugli scaffali degli appassionati di musica e di vita di tutto il mondo.