Copertina di Jaumè Balaguerò Paco Plaza [REC]
Zimo_26

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Per appassionati di horror realistici, amanti del found footage e chi cerca emozioni intense nel cinema
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LA RECENSIONE

Se in una sera d'estate vi ritrovate svegli nel letto a causa della urla disumane di qualche individuo non meno specificato del piano superiore, vi consiglio di chiamare la polizia e darvela, senza dare troppo nell'occhio, a gambe.

E', per l'appunto, una calda serata estiva e Angela Vidàl e il suo cameraman Pablo (Idolo) sono in cerca dello scoop facile. Sono infatti nella caserma dei pompieri, ad aspettare una chiamata che, inevitabilmente, tarda ad arrivare. Passa il tempo, si ride e si scherza (ahhh 3+1 quattro, carte piacentine e giochiamo a briscola...) e si fanno goffe interviste. Poi, una telefonata arriva, una vecchietta è intrappolata nel suo appartamento. I pompieri e i due reporter si precipitano in quella che pensano sia una chiamata di routine....

Il buon vecchio, caro, sempre grande Jaumè Balaguerò non mi delude mai. Eh si, lui la paura te la fa sentire, che ti cresce dentro e ti prende lo stomaco, cosicchè fai il tergicristallo con la mano sugli occhi. Che siano storie su inquietanti esseri che vivono nell'oscurità o di figlie bastarde o, in questo caso, di zombie affamati, lui ci mette sempre passione. Questa volta però l'opera è diretta a 4 mani, si perchè dietro la videocamera di Pablo si cela niente popò di meno che Paco Plaza. Embhè? direte voi, chi azz è sto qua? E' il regista di "Second Name", pellicola passata in sordina qua da noi ma molto apprezzata in patria. Rec è la prima collaborazione tra i due.

La Regia, è superba. Il tutto viene filmato con la videocamera di Pablo (che porta la voce dell'assassino di Scream...) e la storia risulta reale ed estremamente coinvolgente. La storia, all'inizio blanda, ha un cambio di narrazione mostruoso, tanto che dopo il primo "volo" del pompiere non ci sarà più un attimo di tregua.

Da antologia dell'horror sono gli ultimi 20 minuti, tra morsi, "smilze presenze" ed esorcismi vari, la pellicola scorre via e, per una volta, la "paura da spot pubblicitario" è pienamente appagata. Fin troppo. Jaumè Balaguerò e Paco Plaza filmano uno splendido Horro veritè, senza aver paura di mostrare scene forti smorzate qua e la da buffe interviste ai condomini.

Pablo riprendi tutto... porca puttana.

Che questo film sia anche una critica alla voracità dei media, pronti a filmare anche il più inquietante evento dall'occhio inflessibile della telecamera, è piuttosto evidente. Ma non è questo il vero pregio del film, ma il fatto che riesca a far immedesimare talmente tanto lo spettatore che ci si dimentica di essere seduti su una comoda poltrona.

Cosa si può chiedere di più da un film Horror?

Fousbury assicurati.

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Riassunto del Bot

[REC], diretto da Jaumè Balaguerò e Paco Plaza, è un film horror coinvolgente che utilizza la tecnica found footage per generare paura autentica. La storia parte lentamente ma si trasforma in un crescendo di tensione e orrore, con una regia impeccabile e momenti da antologia. La pellicola critica anche la voracità dei media, pur mantenendo un ritmo serrato e una forte immedesimazione dello spettatore. Un capolavoro moderno che rinnova il genere horror.

Jaumè Balaguerò Paco Plaza

Coppia di registi spagnoli nota per aver co-diretto REC, film horror in stile found-footage apprezzato per la tensione e la messa in scena.
02 Recensioni

Altre recensioni

Di  simakiku86

 REC è un capolavoro di tensione confezionato nel migliore dei modi, con una sceneggiatura senza alcuna sbavatura.

 Un terrore che diventa ben presto claustrofobia: siamo bloccati in un palazzo nel centro di Barcellona insieme alla giornalista Angela Vidal.