Copertina di Joan As Police Woman The Deep Field
Schadenfroh

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Per appassionati di musica alternativa, fan di soul e rock raffinato, ascoltatori in cerca di artisti emergenti con testi profondi e sonorità curate
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LA RECENSIONE

Ritorna Joan Wasser alias Joan as Police Woman, e lo fa in gran stile. La sua musica, un connubio tra musica black e cantautoriale, non è mai stata così lucente come in questo album. Un disco primaverile-estivo, con un’energia uterina e un sound curato nei minimi dettagli (la Wasser ha detto di essersi ispirata al sound die Marvin Gaye per quest’album). Esempio lampante di tutto ciò é il primo singolo estratto: “The Magic” è un brano travolgente, catchy e suonato benissimo. Se vivessimo in un mondo normale, sarebbe diventato un singolone vendutissimo, ma siccome le orecchie dell’ascoltatore medio si sono abituate alla merda dance che ci viene propinata dalle pop-bitches non è stato così.

L’album è costellato di perle, l’apripista “Nervous” è un brano rock, un brano da ascoltare a tutto volume e da cui farsi trascinare. Non mancano episodi  più “groovosi” (passatemi il termine)  come alla succitata “The Magic”, “Human Condition” e “Chemmie”.  Non vi è nessun riempitivo, nessun pezzo che spezzi l’incanto di questo disco. Ogni traccia apre un nuovo discorso che sembra essere interessante quanto al precedente. Degne di nota sono sicuramente “The Action Man” e “ Run for Love” che sono il tipico esempio di quello che è la musica di Joan:  atmosfere calde (il sassofono aiuta molto a tal proposito), voce cristallina e avvolgente, e una capacità innata di estrapolare melodie in grado di farti entrare nell’anima di questa artista. Ogni volta che ascolto “The action Man” mi sembra di venire catapultato in una calda notte d'estate, sensuale e magica. Non mancano un paio di ballate; e se in “Flash” emerge il lato oscuro della nostra con una chitarra, un filo di voce e cori maschili che creano un mood buio e inquietante, in “Forever and a Year” veniamo presi dalla malinconia di una giornata d'autunno. In chiusura di disco troviamo un pezzo dedicato alla storia di Giovanna D’Arco (“I was everyone”) un altro pezzo con un crescendo trascinante, con un connubio perfetto di tastiere, chitarre ed ottoni.

Con questo disco la poliziotta sembra aver finalmente trovato l'alchimia per sviluppare appieno le possibilità dei suoi pezzi. Non a caso tutti i brani sono relativamente lunghi (solo 3 brani sotto i 5 minuti). Le trame sono sviluppate perfettamente e i testi sono taglienti e colpiscono direttamente il cuore e lo stomaco. Sono davvero curioso di sentire l’album che questa grande artista dei giorni nostri sta registrando con David Sylvian.

(Il voto sarebbe stato 4,5, ma non ho voluto approssimare per eccesso perché secondo me il capolavoro assoluto di questa artista arriverà nei prossimi anni).

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Riassunto del Bot

The Deep Field è un album ricco di energia e cura, che fonde musica black, rock e cantautorato con atmosfere calde e testi intensi. Joan Wasser dimostra maturità artistica e capacità di coinvolgimento emotivo. Brani come “The Magic” e “The Action Man” offrono momenti memorabili, rendendo l’album un gioiello contemporaneo. Una prova convincente che anticipa un futuro capolavoro.

Tracce video

01   Nervous (06:02)

02   The Magic (04:09)

03   The Action Man (05:08)

04   Flash (07:51)

05   Run for Love (05:37)

06   Human Condition (05:33)

07   Kiss the Specifics (04:30)

08   Chemmie (04:47)

09   Forever and a Year (05:56)

10   I Was Everyone (06:05)

Joan as Police Woman

Alter ego della cantautrice e violinista statunitense Joan Wasser. Formazione classica (pianoforte e violino), militanza in band indie-rock nei primi anni ’90 e un lungo percorso di collaborazioni. Debutta nel 2006 con Real Life, seguito da To Survive (2008) e The Deep Field (2011).
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