Copertina di Kathryn Bigelow A House of Dynamite
paolodegli

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Per appassionati di thriller, cinema d'autore, spettatori interessati a temi politici, etici e tecnologici
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LA RECENSIONE

Il sistema fa outing?
Questa sensazione di confessare una situazione che può sfuggirci di mano, e per di più senza avere un perché, è il centro del film. La Bigelow lo sappiamo che sulla tensione ci sa fare parecchio e ci fa rivivere 20 minuti terribili dai punti di vista del potere nelle sue diverse forme (politico, militare, mediatico…) e dei singoli protagonisti con la loro fragilità e inadeguatezza di fronte alla situazione. E su tutto la follia che ci è stata venduta da decenni come la sicurezza del nostro mondo. Davvero Stranamore fa capolino nelle stanze dei bottoni ispezionate attimo dopo attimo in attesa di una decisione. Entriamo nelle stanze del potere, nello strato più interno, nei meccanismi più delicati…e alla fine? Alla fine è un uomo solo che deve decidere…per tutti. Questa è forse la follia più folle…
Ma forse quella decisione non è poi così importante, tra non molto il sistema sceglierà magari con l’AI per sollevarci da questioni etiche che ci avvertono: “la scelta è tra la resa e il suicidio”. E questo la dice lunga sul vicolo cieco in cui ci siamo cacciati…
Ma alcuni dubbi ti vengono: prodotto da Netflix, girato con un evidente budget altissimo, con le riprese dentro i luoghi che pensiamo inaccessibili…se sta roba viene messa in giro da chi detiene 1/3 del traffico Internet degli stati uniti che operazione è? Forse una rappresentazione talmente inverosimile o talmente agghiacciante da allontanare qualsiasi sospetto che davvero stiamo scherzando con “una casa imbottita di dinamite”?
Molto bello: consigliatissimo
(Recestalker 16/10/2025)

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Riassunto del Bot

La recensione elogia la regia di Bigelow nel trasmettere tensione e nel rappresentare le dinamiche di potere in situazioni limite. Emergono provi etici e il rischio sempre presente d'una scelta errata. Criticità esistenziali e tecnologie come l'AI si mescolano al dubbio sulla natura stessa dell'opera, tra spettacolo e manipolazione. Un film potente che invita a interrogarsi sul futuro.

Kathryn Bigelow

Regista e produttrice statunitense. Prima donna a vincere l’Oscar alla miglior regia con The Hurt Locker (2010). Autrice di film come Near Dark, Point Break, Strange Days, Zero Dark Thirty e Detroit.
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