Copertina di Killi Billi God Save The Queen - Just Can't Get Enough
Gabs

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Per appassionati di musica punk, fan di band indie e alternative, amanti del vinile e dell'atmosfera vintage in birreria
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LA RECENSIONE

I Killi Billi sono un gruppo Punk di finti fratelli, come i Ramones o gli Oblivians, e questo basta già a renderli simpatici.
Sì, ma non Punk nel senso lato del termine, con chitarre e amplificatori e tanti watts veloci da sparare nel disagio giovanile.
Punk nell’attitudine, perché loro usano gli strumenti acustici: Voce, chitarra, contrabbasso, tamburello, violoncello, sassofono, fisarmonica, cajon, cabasa e quant’altro accidente capiti sottomano.
Il loro territorio ideale d’azione sono le birrerie e i tavolacci di legno con le pinte spumeggianti, ed è lì che si muovono in piena disinvoltura, proponendo i classici anthems del glorioso Punk di fine anni'70.
Sono gustosamente surreali quando cavalcano il mito con la zoppicante interpretazione di GOD SAVE THE QUEEN, pezzo talmente improponibile da risultare un’opera DADA a tutti gli effetti: Uno si aspetta il muro del suono elettrificato nel tributo a Johnny Rotten e invece trova l’elogio al grande Maestro Marcel Duchamp. Ah ah!
La loro musica gira al contrario, parte dalla connotazione del Punk per arrivare alla denotazione di qualcosa che è più vicino al Country bianco ubriaco; il crocevia tra Johnny Cash e i Clash ma senza la lettera -elle- di mezzo che caratterizza univocamente il tutto.
Loro si divertono un casino a stare sulla linea di confine, e manifestarsi al mondo così come sono, senza tante menate, maschere e presunzione, autoprodotti per vocazione più che per necessità.
Questo è il loro primo singolo, rigorosamente in vinile come deve essere un singolo che si rispetti; Fanculo se uno il giradischi non ce l’ha perché certe sensazioni con il ciddì non si possono provare.
Il tutto è corroborato da stickers adesivi che fanno simpaticamente il versaccio all’iconografia Punk del periodo d’oro, tra i loghi killi-deviati dei Ramones piuttosto che dei Sex Pistols o dei Clash...
Insomma, si danno da fare, lo fanno in allegria e con grande passione.
Chiamami KILLI sarò il tuo BILLI, l’ingresso è libero, la consumazione pure e, si sa, chi non viene è un Giovanardi.
Ah ah! Sono dei grandi. Bravissimi!!!

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Riassunto del Bot

I Killi Billi firmano un primo singolo originale e acustico che rilegge il punk con ironia e semplicità. Il loro stile mescola strumenti insoliti e un'attitudine punk autentica, ideale per live informali in birreria. La cover di 'God Save The Queen' si trasforma in un omaggio dadaista, dimostrando creatività e voglia di divertimento. Un debutto coinvolgente e genuino per chi ama la musica alternativa e l'atmosfera vintage.

Killi Billi

Gruppo punk descritto come 'finti fratelli' che utilizza strumenti acustici e propone riletture surreali dei classici punk; autoprodotti; debutto presentato con un singolo in vinile.
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