Copertina di Kings Of Leon Aha Shake Heartbreak
GrantNicholas

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Per appassionati di rock alternativo, fan dei kings of leon, amanti della musica anni 2000 e di sonorità vintage
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LA RECENSIONE

"Aha Shake Heartbreak" dei Kings Of Leon è il seguito del buon esordio "Young And Youth Manhood", acclamato dalla critica ed obiettivamente titolare di ottimi pezzi come "Trani", "California Waiting" e soprattutto "Red Morning Light".

Per dare continuità al lavoro svolto nel primo lp, i Followill optano per il non stravolgere la "formuletta magica" che tanto successo ha fornito al primo colpo e si ripresentano sul mercato con un singoletto come "The Bucket", perfetto in durata (due minuti e cinquantanove secchi secchi) e sound, certo debitore a Strokes ed affini ma pure splendidamente accattivante e comunque "sospettosamente modaiolo".

Per fortuna i K.O.L. non sono solo schitarrate vintage, e già nel precedente full lenght lo avevano dimostrato alternando batteria in levare e chitarrine pungenti a stupendi lenti intrisi nei seventies più sporchi, dove la voce di Caleb poteva finalmente tirar fuori gli artigli e graffiare.

Qua lo fanno francamente in maniera meno convincente, ma non per questo non vi riescono; "Milk", tanto per fare un esempio, o la più lineare "Day Old Blues", sono buone prove in tal senso. Altrove, la lezione "rock 'n roll da tre minuti scarsi" è messa in pratica bene soprattutto nella spassosa "Four Kicks" (evidente retaggio di anni passati a sentire i dischi degli Stones nell'auto di papà) e nelle chiaramente strokesiane "Velvet Snow" (il pezzo che più richiama il modus operandi dell'esordio) e "King Of The Rodeo" (più ragionata e meno istintiva, fors'anche più curata). L'opener "Slow Night, So Long" è buona ma non arriva ai livelli di "Red Morning Light" (impossibile) e parte decisa per poi "spettinarsi" troppo nel finale, mentre la chiusura è affidata alle chitarre sporche di "Where Nobody Knows".

Questo "Aha..." è quindi un buon album, che conferma qualità e defaillances espresse nel pur piacevole esordio e, perbacco, può star bene anche così.

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Riassunto del Bot

Aha Shake Heartbreak è il secondo album dei Kings Of Leon che segue il successo dell'esordio Young And Youth Manhood. Mantenendo la formula vincente del primo lavoro, l'album propone brani accattivanti come The Bucket e Four Kicks, alternando pezzi energici a lenti più riflessivi. Pur confermando la qualità della band, il disco mostra qualche debolezza rispetto al debutto, risultando comunque un buon lavoro complessivo.

Tracce testi video

01   Slow Night, So Long (03:54)

02   King of the Rodeo (02:25)

03   Taper Jean Girl (03:05)

04   Pistol of Fire (02:20)

09   Day Old Blues (03:33)

10   Four Kicks (02:09)

11   Velvet Snow (02:11)

13   Where Nobody Knows (02:23)

Kings of Leon

I Kings of Leon sono una rock band statunitense nata a Nashville (Tennessee) nel 1999, formata dai fratelli Caleb, Nathan e Jared Followill e dal cugino Matthew Followill. Dopo gli esordi garage/southern si affermano globalmente con Only by the Night (2008) e i singoli “Sex on Fire” e “Use Somebody”, premiati ai Grammy.
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