Forse qualcuno vorrà aspettare di vedere il disco nei negozi, se tutto va bene il prossimo 4 agosto, per credere che i Kraftwerk hanno pubblicato un disco... ma i Kraftwerk... mamma mia... erano 16 anni che non si facevano sentire, esclusa la parentesi Expo 2000 e il disco di mixoni...
È inutile, spero, ribadire che senza i Kraftwerk non ci sarebbe questo sito web e che prima ci fu Elvis, poi i Beatles, dopo i Kraftwerk... poi più nessuno! OK, forse questa è eccessiva ma il senso lo avete capito.
Ralph, Florian, Fritz e Henning hanno sfornato il disco che, per gli amanti della elettronica pura, è semplicemente UN CAPOLAVORO.
"Tour de France" per molti è un nome già sentito. Non tanto perché quest'anno si festeggia il centenario della popolare gara ciclistica, ma perché nel 1983 i Kraftwerk pubblicano il singolo, Tour the France appunto, che doveva aprire la pista all'album Technopop, poi mai piú pubblicato e svanito misteriosamente nel nulla, lasciando in giro solo una bozza della copertina del 33 giri.
A distanza di 20 anni da quel disco mancato, i Kraftwerk ci riprovano riproponendo in salse diverse quel singolo, ma allo stesso tempo aggiungendo degli inediti da paura. Inutile far notare come per i Kraftwerk, la bicicletta non sia solo una passione ma un culto da collezione.
E, per i più smaliziati, certi suoni del disco provengono da campioni di rumori di bicicletta... me lo hanno detto, credo che per un comune mortale sia impossibile capirlo... sono così ben inseriti nel contesto musicale da non accorgersene.
È vero, non si può essere innovativi sempre e comunque... I Kraftwerk hanno fatto storia negli anni 70 e non si pretende che la facciano nuovamente nel 2003... ma la sensazione, ascoltando questo disco, è quella di... negli anni 70 c'erano le automobili, è vero... ma oggi c'è l'ABS, il navigatore satellitare, l'air bag, la telecamera per la retromarcia... sí insomma... la macchina è sempre quella ma quanta perfezione e tecnologia che è stata aggiunta!
Degna di nota, AERO DYNAMIK. Solo per puristi. Per tutti gli altri esistono gli Eiffel 65 :-)
Dall’uomo all’automa (e ritorno).
Rendendo sintetico e astratto l’analogico e concreto: la fatica dell’uomo.