Copertina di Lester Young Trio
Pamparius

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Per appassionati di jazz classico, musicisti, collezionisti di vinili, storici della musica, fan di lester young e nat king cole
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LA RECENSIONE

Un gigante.

Basterebbe questa definizione, spesso abusata ma non certo in questo caso, per inquadrare la figura del sassofonista Lester Young, nato artisticamente negli anni '30 alla corte di Fletcher Henderson e Count Basie. Il suo stile sassofonistico si contrapponeva radicalmente a quello, dominante all'epoca, di sua maestà Coleman Hawkins: un suono leggero e quasi privo di vibrato, lunghe linee di note rubate e un incedere pigro, languido, insinuante; semplice in apparenza, in realtà pieno di sottigliezze, sfumature, e arditezze armoniche. Un discorso musicale allusivo ed ellittico, quello di Lester, enigmatico quanto la sua personalità, che prese tutti in contropiede e fu presto imitatissimo, al punto di essere irrinunciabile (almeno quanto quello di Hawkins) per l'elaborazione del linguaggio jazzistico successivo.

Venendo al disco in questione, si tratta di una data in trio incisa per la Verve nel 1946, con Buddy Rich alla batteria e Aye Guy - ovvero Nat "King" Cole costretto a incidere sotto pseudonimo, probabilmente per motivi contrattuali - al pianoforte. Un set fatto di standard e di un brano originale, "Back To The Land", firmato da Lester stesso. Un set di classe cristallina, dove Rich crea coi piatti un finissimo supporto, all'insegna della discrezione e dell'understatement, e Cole si prodiga in una miriade di lirici, aggraziati ghirigori, riempiendo lo spazio del contrabbasso con un impressionante gioco della mano destra e inventando al contempo spirali di contromelodie avvolgenti che si intersecano a meraviglia con il sax, avvolgente, discreto, elegantissimo di Pres ("The President", come la chiamava la sua grande amica Billie Holiday). L'album privilegia tempi medi e ballad, vedi il blues d'apertura appunto, o un'appassionata "The Man I Love" che si rifrange in un gioco di specchi deformanti grazie all'interplay di Lester e Nat. Spetta alla veloce ed eccitante "I've Found A New Baby" piena di sospensioni ritmiche e spiazzanti "honk" che squarciano le linee di sax in maniera inaspettata e soprendente, il compito di alzare il tiro. In tutto, una decina di brani che in massimo quattro minuti riescono a distillare classe, inventiva e originalità da ogni battuta, e allo stesso tempo accessibili a chiunque. Mica bruscolini! Un capitolo fondamentale, da avere, per poi continuare ad esplorare la discografia del Presidente in lungo e in largo.

Nota: la ristampa contiene anche quattro brani dove Nat Cole suona con Harry "Sweets" Edison e Dexter Gordon. Per carità, si tratta sempre di un gran bell'ascoltare, anche se appare strano sentire quattro pezzi senza Lester Young in un disco di Lester Young... anche se si nota quanto il grandissimo Long Tall Dexter sia riconoscente a Mr. Porkpie Hat! Questo disco è incluso nel bellissimo cofanetto Verve che contiene tutte le incisioni di Pres per la rinomata etichetta di Norman Granz (vedi link a fianco).

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Riassunto del Bot

La recensione celebra Lester Young come un gigante del jazz con uno stile unico e influente. L'album Trio, inciso nel 1946 con Nat King Cole e Buddy Rich, è un capolavoro di eleganza e inventiva, caratterizzato da ballad e tempi medi. La musica si distingue per l'interplay raffinato tra i musicisti e un suono leggero ma ricco di sfumature. La ristampa include anche brani extra con altri grandi artisti, rendendo il disco un pezzo essenziale per ogni appassionato di jazz.

Tracce

01   Body And Soul (00:00)

02   Indiana (00:00)

03   Tea for Two (00:00)

04   I Can't Get Started (00:00)

Lester Young

Lester Young (1909–1959) è stato un influente sassofonista tenore statunitense, noto come "Prez", associato soprattutto all'orchestra di Count Basie e a collaborazioni con Billie Holiday e altri protagonisti del jazz.
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