Copertina di Locust Weathered Well
Lato B

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Per appassionati di musica ambient, elettronica sperimentale e ascoltatori in cerca di esperienze sonore profonde e raffinate.
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LA RECENSIONE

Per il suo debutto, pubblicato nel 1994 dall'adorabile etichetta Apollo, Locust, che sua madre, la signora Van Hoen, chiama Mark, ha adottato, per questa prova eccellente, una sontuosa produzione, applicandola a materiale ambient di impronta convenzionale, spesso ritmato.

Tra la tanta spazzatura sonora, la musica per ascolti profondi si riconosce immediatamente dai timbri. Mandata la quotidianità a farsi friggere, questi suoni inediti immettono direttamente nel cyberspazio, una dimensione dove frequenze troppo intense possono saldare i metalli a contatto e dove – te l’eri dimenticato? – nessuno ti può sentir gridare.

La lotta per la sopravvivenza propone, all’attenzione priva di sentimenti dei personaggi che vi si muovono, immagini nitide ed obiettivi possibili. Nella realtà virtuale occorre cioè individuare gli elementi essenziali – senza obliterare completamente i dettagli. Sono necessarie resistenza e determinazione. Sintetizzatori ed effetti sono tutto l’equipaggiamento a disposizione. E’ indicata un’andatura misurata, un controllo costante della pulsazione e un agire lucido e logico. L’esistenza è un accidente: è solo affiancata dalla ragione che assurge alla dignità di vita. Nobiltà e potenza sottolineano i nove intensi, coinvolgenti episodi di questo robot-guida. Per esso le espressioni degli umani sono assolutamente aliene: ne memorizza e ne ripete le parole, ma lo elude la comprensione del messaggio. Le stanze del suo mondo sono invase da campi magnetici invisibili ma letali.

Nemmeno i passaggi meno aerodinamici concedono riparo: l’attenzione viene risucchiata dalle spirali minacciose che continuano ad avvolgersi, ipnoticamente, su se stesse e permane in uno stato catatonico là dove dovrebbe invece percepire il nuovo incalzare degli eventi. Non ci sono mali, non ci sono dolori, ma umidità e sbalzi di tensione sono terribili pericoli. Qui, mi sento quasi fossi una presenza aliena che Locust ha fatto entrare di soppiatto in un mondo sonoro colto, raffinato, dove qualcosa sta sempre accadendo, anche nelle situazioni di calma apparente. “Weathered well” è un’ esperienza che, lungo antartidi di solitudine (“Still”, “Moist moss”) e fughe disperate (“Music about love”, “Weathered gate”) da incombenti minacce (“Lust”, “Xenophobe”), tempra la volontà, danza la mente e convince che, per gustarsi veramente il paesaggio sonoro, è giunta l’ ora di acquistare un sistema hi-fi migliore.

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Riassunto del Bot

Il debutto del 1994 di Locust, 'Weathered Well', si distingue per una produzione sontuosa e atmosfere ambient immersive. L’album esplora paesaggi sonori futuristici e cyber, con un mix di frequenze intense e una profondità emotiva unica. I nove brani coinvolgono l’ascoltatore in un viaggio tra solitudine e minacce invisibili, esaltati da sintetizzatori sofisticati. Un’esperienza musicale raffinata che richiede attenzione e sistemi audio di qualità per essere apprezzata appieno.

Tracce video

01   Prospero (08:45)

02   Moist Moss (06:59)

03   Xenophobe (05:42)

04   Weathered Gate (08:11)

05   Tamed (06:06)

06   Still (10:09)

07   Music About Love (09:58)

08   Lust (06:39)

09   Fawn (05:10)

Locust

Locust è il moniker di Mark Van Hoen, musicista britannico attivo nel campo dell'elettronica e dell'ambient. Il debutto Weathered Well è stato pubblicato nel 1994 dall'etichetta Apollo.
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